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Cile: processo agli aguzzini di Victor Jara

Il Cile ha chiesto agli USA l’estradizione del militare responsabile dell’assassinio del cantautore Victor Jara avvenuto sei giorni dopo il golpe di Pinochet

di Marina Zenobio

victor jara

 

 

Sono passati oltre 42 anni da quel 16 settembre del 1973 quando, cinque giorni dopo il golpe militare in Cile messo in atto dal generale Augusto Pinochet, il cantautore Victor Jara, insieme ad altre centinaia di cileni sostenitori del governo socialista di Salvador Allende, fu sequestrato, torturato e ucciso da militari agli ordini di Pedro Barrientos Nuñez, tenente della polizia segreta di Pinochet.

Da anni Barrientos Nuñez vive negli Stati Uniti e dopo decenni di indagini finalmente lo scorso 19 novembre la Corte Suprema cilena ha presentato al paese che lo ospita la richiesta di estradizione, per giudicare in Cile il presunto autore intellettuale dell’assassinio di Victor Jara. Le indagini sull’uccisione dell’artista e attivista comunista iniziarono nel settembre de 1978, uno dei casi di violazione dei diritti umani più vecchi nel paese sudamericano, tra i più complessi da ricostruire per la mancanza di cooperazione di quanti coinvolti.

I 44 colpi di pistola che hanno ucciso Jara dopo il suo passaggio nello Stadio di Santiago, le vessazioni e le torture, sono la prova della deliberata crudeltà agita dai responsabili di un crimine rimasto senza giustizia da oltre quattro decenni. Dalle indagini e le perquisizioni realizzate negli ultimi due anni sono state raccolte prove sufficienti a permettere ai giudici di istruire il processo per il sequestro e l’omicidio Jara contro 12 ex militari e di Littré Quiroga, ex direttore nazionale delle carceri. Nel 2016 i giudici cileni contano di emettere le prime sentenze ma se l’estradizione dagli Usa non sarà accettata, il processo, almeno per quanto l’ex tenente Barrientos, sarà sospeso.

Una speranza che Barrientos possa essere processato in Cile vine dal fatto che l’ex tenente della polizia segreta di Pinochet ha in corso una causa civile negli Stati Uniti per aver omesso, nella sua richiesta per ottenere la nazionalità statunitense, di essere stato un militare al servizio del dittatore cileno, ed è quindi a rischio espulsione.

Per Sebastatian Cabeza, direttore esecutivo del Programma per i Diritti Umani del ministero dell’interno cileno, “è importante che il processo a Barrientos prosegua il più rapidamente possibile. Speriamo che la giustizia nordamericana conceda l’estradizione perché ci sono prove schiaccianti della sua responsabilità dell’omicidio di Victor Jara”.

Così dopo 42 anni potrebbero essere emesse le prime condanne per il sequestro e l’omicidio del grande cantautore, ma in Cile la corte di appello di Santiago sta trattando più di 1000 cause per violazione dei diritti umani che ancora aspettano giustizia.

1 COMMENTO

  1. tutta la mia amirazione per il cantante torturato e ucciso dagli sherri di pinochet però non posso fare a meno di osservare che anche Aldrovandi e Uva e Cucchi…….sono stati torturati e uccisi………ma salvini difende gli sbirri…….no pasaran

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