Piazza Fontana, quando il terrorista è lo Stato

Piazza Fontana, quando il terrorista è lo Stato

Piccolo dossier su Piazza Fontana, la strage nella Banca nazionale dell’Agricoltura del 12 dicembre del ’69: cronologia, testi di canzoni, fumetti, link

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di Checchino Antonini

La madre di tutte le stragi, l’inizio della strategia della tensione: nulla sarebbe stato come prima.

Il 12 dicembre 1969 la sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana, a Milano, era piena di clienti venuti soprattutto dalla provincia; gli altri istituti di credito chiusero alle 16:30, tuttavia vi erano ancora molte persone all’interno in attesa di completare le loro incombenze. L’esplosione avvenne alle ore 16:37, quando nel grande salone del tetto a cupola scoppiò un ordigno contenente 7 chili di tritolo, uccidendo 16 persone (13 sul colpo) e ferendone altre 87.

In contemporanea in Italia scoppiarono altre bombe, provocando 16 feriti, a Roma: una alla Banca Nazionale del Lavoro in via San Basilio, due all’Altare della Patria.

Seguì la caccia all’anarchico, la gigantesca montatura contro Pietro Pinelli e che costò la vita, tre giorni dopo, a Giuseppe Pinelli, assassinato nei locali della Questura di Milano. Il Paese scoprì una continuità sostanziale tra gli apparati di polizia e sicurezza del Ventennio e quelli repubblicani. E la contiguità tra questi la Dc al potere. Da Milano il prefetto Libero Mazza, su segnalazione dall’Ufficio affari riservati del Viminale, avvisò il presidente del Consiglio Mariano Rumor: «L’ipotesi attendibile che deve formularsi indirizza le indagini verso gruppi anarcoidi».

Le indagini si susseguiranno nel corso degli anni, con imputazioni a carico di vari esponenti anarchici e neo-fascisti; tuttavia alla fine tutti gli accusati sono stati sempre assolti in sede giudiziaria (peraltro alcuni sono stati condannati per altre stragi, e altri usufruiranno della prescrizione, evitando la pena.

Le bombe sui treni o nelle piazze furono collocate sempre dall’estrema destra – saldamente fiancheggiata da quella istituzionale dell’allora Msi – per creare instabilità e paura nelle istituzioni e nei cittadini. Come sempre, i fascisti agiscono per conto di settori del mondo politico ed economico-finanziario per creare un’atmosfera di panico, un clima su cui inserire misure d’emergenza e sospendere la democrazia, dentro e fuori i posti di lavoro.

 

[1971] Parole e musica di Claudio Bernieri  Incisa poi dagli Yu Kung nell’album “Pietre della mia gente” (1976). 
Interpretata anche anche dalla Banda Bassotti nell’album “Avanzo de cantiere” (1995) con una variante sul finale (“la classe operaia continua la sua lotta”) e con il titolo “Luna Rossa”.

Il pomeriggio del dodici dicembre
in piazza del Duomo c’è l’abete illuminato
ma in via del Corso non ci sono le luci
per l’autunno caldo il comune le ha levate

In piazza Fontana il traffico è animato
c’è il mercatino degli agricoltori
sull’autobus a Milano in poche ore
la testa nel bavero del cappotto alzato

Bisogna fare tutto molto in fretta
perché la banca chiude gli sportelli
dio come tutto vola così in fretta
risparmi e gente, tutti così in fretta

No, no, no, non si può più dormire
la luna è rossa, rossa di violenza
bisogna piangere insonni per capire
che l’ultima giustizia borghese si è spenta

Scende dicembre sopra la sera
sopra la gente che parla di Natale
se questa vita avrà un futuro
metterà casa, potrà anche andare.

Dice la gente che in piazza Fontana
forse è scoppiata una caldaia
là nella piazza sedici morti
li benediva un cardinale

No, no, no, non si può più dormire
la luna è rossa, rossa di violenza
bisogna piangere insonni per capire
che l’ultima giustizia borghese si è spenta

Notti di sangue e di terrore
scendono a valle sul mio paese
chi pagherà le vittime innocenti?
Chi darà vita a Pinelli il ferroviere?

Ieri ho sognato il mio padrone
a una riunione confidenziale
si son levati tutti il cappello
prima di fare questo macello

No, no, no, non si può più dormire
la luna è rossa, rossa di violenza
bisogna piangere insonni per capire
che l’ultima giustizia borghese si è spenta

Sulla montagna dei martiri nostri
canto giurando su Gramsci e Matteotti
sull’operaio caduto in cantiere
e sui compagni in carcere sepolti

Come un vecchio discende il fascismo
succhia la vita, ogni gioventù
non sentite il grido sulla barricata?
La classe operaia lo attenderà armata.

No, no, no, non si può più dormire
la luna è rossa, rossa di violenza
bisogna piangere insonni per capire
che l’ultima giustizia borghese si è spenta

No, no, no, non si può più dormire
la luna è rossa, rossa di violenza
bisogna piangere insonni per capire
che l’ultima giustizia borghese si è spenta

Cronistoria di Piazza Fontana

La cronistoria degli eventi precedenti e successivi alla bomba nella Banca Nazionale dell’Agricoltura in Piazza Fontana, curata da Francesco Barilli.

Il compendio ideale, evento per evento, per contestualizzare e capire meglio gli avvenimenti narrati nel fumetto:

15 aprile 1969
Una bomba devasta lo studio del Rettore dell’Università di Padova Enrico Opocher.

25 aprile 1969
Due attentati a Milano, allo stand Fiat, in fiera, e nell’ufficio cambi della Banca Nazionale delle Comunicazioni (presso la Stazione Centrale), provocano una ventina di feriti. Vengono arrestati alcuni militanti anarchici, che saranno assolti nel 1971.

8 e 9 agosto 1969
Otto bombe esplodono su convogli ferroviari. Su altri due treni vengono ritrovati inesplosi due ordigni. Anche in questo caso ci sono numerosi feriti, ma nessuna vittima.

4 ottobre 1969
Fallisce un attentato alla scuola slovena di Trieste. L’ordigno, ritrovato dal custode, non è esploso per un difetto di fabbricazione.

12 dicembre 1969
Alle 16,37 una bomba esplode all’interno del salone della Banca Nazionale dell’Agricoltura, in piazza Fontana a Milano. Il bilancio iniziale è di 13 morti e un centinaio di feriti. Si aggraverà nei giorni seguenti fino a 16 vittime. Un altro uomo, Vittorio Mocchi, morirà alcuni anni più tardi, dopo aver lungamente sofferto per le conseguenze delle ferite subite, e verrà riconosciuto come la diciassettesima vittima della strage. Sempre il 12 dicembre, altri tre ordigni scoppiano a Roma e un altro attentato viene sventato a Milano, alla Banca Commerciale in piazza della Scala. Le indagini si orientano verso gli ambienti anarchici.

15 dicembre 1969
Nella notte, Giuseppe Pinelli, uno dei principali esponenti del Circolo Anarchico Ponte della Ghisolfa, precipita da una finestra della questura durante un interrogatorio. Muore poche ore dopo all’ospedale Fatebenefratelli. Lo stesso giorno è arrestato l’anarchico Pietro Valpreda, che la mattina del 16 dicembre sarà riconosciuto dal tassista Cornelio Rolandi come l’uomo che avrebbe portato la bomba nella banca. Sempre il 15 dicembre, ma nel trevigiano, alla sera il prof. Guido Lorenzon si reca dall’avvocato Steccanella per riferirgli alcuni sospetti su un amico, Giovanni Ventura. Lorenzon racconta che dalle confidenze di Ventura si era convinto che l’amico fosse coinvolto in alcuni attentati avvenuti nel 1969, compresi quelli del 12 dicembre. La testimonianza di Lorenzon fin dall’immediato indirizza i sospetti su una pista diversa da quella anarchica, che però resta considerata privilegiata dagli inquirenti.

20 marzo 1971
Primo rinvio a giudizio per gli attentati del 12 dicembre 1969. Tra gli accusati, Valpreda e Mario Merlino (un neofascista infiltrato fra gli anarchici, precisamente nel Circolo 22 marzo di Roma, lo stesso frequentato da Valpreda).

13 aprile 1971
Le indagini della Magistratura veneta, nate essenzialmente dopo le rivelazioni di Lorenzon e focalizzate sull’ambiente neofascista, portano il giudice trevigiano Stiz a emettere mandato di cattura per Franco Freda e Giovanni Ventura, che entrano in carcere.

12 luglio 1971
Freda e Ventura ottengono la libertà provvisoria.

16 luglio 1971
Muore per polmonite fulminante Cornelio Rolandi.

4 ottobre 1971
In seguito a denuncia presentata da Licia Pinelli, il giudice milanese Gerardo D’Ambrosio emette sei avvisi per omicidio volontario per la morte di Giuseppe Pinelli. Destinatari, il Commissario Calabresi e i 5 agenti presenti nella stanza al momento della caduta di Pinelli (4 poliziotti e un carabiniere).

5 novembre 1971
In una soffitta di Castelfranco Veneto viene ritrovato un deposito di armi appartenente a Giovanni Ventura.

12 dicembre 1971
Nuovo mandato di cattura a carico di Freda e Ventura, per associazione sovversiva e detenzione di armi. I due tornano in carcere.

21 febbraio 1972
Interrogatorio di Marco Pozzan, amico di Freda e custode di un istituto dell’università di Padova dove si tenevano riunioni con Ventura, Freda e altri esponenti di Ordine Nuovo. Pozzan sostiene che gli attentati del 1969 erano stati pianificati durante un incontro del 18 aprile, cui avrebbe partecipato anche Pino Rauti (leader di Ordine Nuovo) e un giornalista membro dei servizi segreti (successivamente identificato, seppure senza definitive certezze, in Guido Giannettini). Pozzan, dopo essere stato scarcerato, fugge in Spagna con l’aiuto del SID.

23 febbraio 1972
Il primo processo per la strage si apre a Roma, ma si ferma subito: verrà prima trasferito a Milano, e poi (il 13 ottobre 1972) a Catanzaro: lo spostamento viene disposto dalla Corte di Cassazione per motivi di ordine pubblico.

3 marzo 1972
Mentre Freda e Ventura sono già in carcere, viene arrestato Pino Rauti. Dopo pochi giorni le indagini su Piazza Fontana sono affidate ai giudici Gerardo D’Ambrosio ed Emilio Alessandrini (ucciso il 29 gennaio 1979 da esponenti di Prima Linea) di Milano. Rauti viene scarcerato il 24 aprile 1972. Verrà prosciolto in fase istruttoria nel processo di Catanzaro.

17 maggio 1972
A Milano viene assassinato il Commissario Calabresi. Sotto la sua guida si erano svolti gli interrogatori di Pinelli. In alcuni ambienti di sinistra era considerato responsabile della morte del ferroviere anarchico, ed era stato oggetto di una violenta campagna di stampa, riferita a queste sue presunte responsabilità.

31 maggio 1972
Strage di Peteano. Muoiono 3 carabinieri, condotti in una trappola: una telefonata anonima segnala la presenza di una Fiat 500 sospetta. I militari tentano di aprire il cofano dell’auto, che esplode. Anni dopo il neofascista Vincenzo Vinciguerra si assume la paternità dell’attentato.

28 agosto 1972
Freda e Ventura sono ufficialmente incriminati per Piazza Fontana.

17 maggio 1973
Strage alla Questura di Milano. Nel primo anniversario dell’uccisione di Calabresi, il Ministro degli Interni Mariano Rumor si reca a Milano per inaugurare il monumento commemorativo al Commissario. Una bomba lanciata da Gianfranco Bertoli, autodefinitosi anarchico individualista e bloccato dalla folla pochi secondi dopo il lancio mortale, provoca 4 morti. Bertoli si rivela in seguito personaggio ambiguo: sedicente anarchico, si scopre essere legato ad ambienti dell’estrema destra vicini ai servizi segreti.

aprile-giugno 1973
Le attenzioni degli inquirenti cominciano a concentrarsi anche su Guido Giannettini, che fugge a Parigi e poi in Argentina. Come nel caso Pozzan, si tratta di una fuga favorita dai servizi segreti. Anche Giannettini sarà incriminato per Piazza Fontana, nel settembre1973.

30 gennaio 1974
Freda e Ventura sono rinviati a giudizio per Piazza Fontana.

18 aprile 1974
La Cassazione decide di unificare il processo a Valpreda e quello a Freda e Ventura in un unico procedimento.

28 maggio 1974
Strage di Piazza della Loggia a Brescia. Durante una manifestazione organizzata dal comitato permanente antifascista di Brescia, per protestare contro episodi di violenza da parte di gruppi della destra eversiva, esplode una bomba in Piazza della Loggia: 8 morti e oltre cento feriti. Attualmente sono sotto processo per concorso in strage Pino Rauti assieme ad altri sei imputati, tra cui Carlo Maria Maggi e Delfo Zorzi, già assolti per Piazza Fontana.

4 agosto 1974
Strage del treno Italicus. 12 morti e decine di feriti.

11 dicembre 1974
Su decisione della Cassazione, l’inchiesta sulla “pista nera” condotta da D’Ambrosio a Milano viene anch’essa trasferita a Catanzaro.

27 ottobre 1975
D’Ambrosio chiude l’inchiesta sulla morte di Pinelli. La sentenza istruttoria afferma che l’anarchico è stato vittima di un malore che lo ha colto mentre era alla finestra e lo ha fatto precipitare nel vuoto. Tutti gli accusati vengono prosciolti. Solo per il Commissario capo, Antonino Allegra, viene accertata una responsabilità penale, seppure senza conseguenze: D’Ambrosio lo riconosce colpevole per il fermo illegale di Pinelli, ma il reato è dichiarato estinto per amnistia.

18 gennaio 1977
Comincia il processo di Catanzaro.

ottobre 1978
Franco Freda, imputato nel processo, “scompare” dalla sua residenza mentre era in regime di soggiorno obbligato.

gennaio 1979
Anche Giovanni Ventura fugge all’estero.

23 febbraio 1979
A Catanzaro si conclude in primo grado il processo: condannati all’ergastolo per la strage di Piazza Fontana Freda, Ventura e Giannettini. Vengono condannati a quattro anni e sei mesi di reclusione (per associazione sovversiva, non per la strage) Valpreda e Merlino.

12 agosto 1979
Giovanni Ventura è arrestato a Buenos Aires.

23 agosto 1979
Franco Freda è catturato in Costa Rica.

2 agosto 1980
Bologna, ore 10 e 25. L’esplosione di una valigia piena di circa 20 chilogrammi di Compound B (una miscela di tritolo e di T4), piazzata vicino a un muro portante della sala d’attesa di seconda classe della stazione, provoca 85 morti e oltre 200 feriti. È la strage più terribile del dopoguerra italiano.

20 marzo 1981
Si conclude il processo di secondo grado a Catanzaro. Assolti per insufficienza di prove dall’accusa di strage, Freda e Ventura sono condannati a 15 anni di reclusione per altri attentati avvenuti nella primavera-estate del 1969. Assolto per insufficienza di prove Giannettini. Confermate le condanne emesse in primo grado per associazione sovversiva a carico di Merlino e Valpreda.

14 ottobre 1981
La Procura di Catanzaro apre un nuovo filone d’inchiesta sulla strage. Nelle indagini entrano il capo di Avanguardia Nazionale Stefano Delle Chiaie (su cui già negli anni precedenti erano stati avanzati sospetti, specie da parte della “controinformazione” di sinistra) e l’esponente padovano di Ordine Nuovo Massimiliano Fachini.

10 giugno 1982
La Corte di Cassazione annulla la sentenza della Corte di Assise d’Appello di Catanzaro e rinvia il processo alla Corte di Bari. La sentenza conferma l’assoluzione di Giannettini.

24 dicembre 1984

Strage del rapido 904 nei pressi della galleria di San Benedetto Val di Sambro. 17 morti e più di 200 feriti.

1 agosto 1985
A Bari la Corte di Assise d’Appello assolve per insufficienza di prove Freda, Ventura, Merlino e Valpreda. Gian Adelio Maletti e Antonio Labruna, ex ufficiali del SID, vengono condannati rispettivamente a un anno e dieci mesi di reclusione per falsità ideologica in atto pubblico.

27 gennaio 1987
La Corte di Cassazione conferma il verdetto emesso dalla Corte di Bari, rendendolo definitivo. Diventa definitiva pure la condanna a Freda e Ventura per gli attentati avvenuti fra la primavera e l’estate del 1969.

20 febbraio 1989
Si conclude l’istruttoria di Catanzaro aperta nel 1981 dal giudice Ledonne, che aveva portato al rinvio a giudizio di Delle Chiaie e Fachini. I due imputati sono assolti.

5 luglio 1991
La Corte di Assise d’Appello di Catanzaro conferma le assoluzioni di Delle Chiaie e Fachini.

8 giugno 1999
Dopo anni di indagini, maturate sull’attività di gruppi eversivi dell’estrema destra, un’inchiesta che riapre anche lo scenario sulla strage di Piazza Fontana, la Procura di Milano rinvia a giudizio per la strage diverse persone tra cui: Carlo Maria Maggi, capo di Ordine Nuovo nel Triveneto all’epoca dei fatti; Delfo Zorzi, ordinovista di Mestre oggi imprenditore di successo in Giappone; Giancarlo Rognoni, milanese, nel 1969 capo del gruppo di ispirazione neofascista La Fenice; Carlo Digilio, esperto di armi ed esplosivi per Ordine Nuovo; Stefano Tringali, con l’accusa di favoreggiamento nei confronti di Zorzi.

16 febbraio 2000
Comincia presso la seconda sezione della Corte di Assise di Milano il nuovo processo per la strage di Piazza Fontana.

30 giugno 2001
I giudici della Corte di Assise milanese condannano Zorzi, Maggi e Rognoni all’ergastolo. Tre anni a Tringali. Digilio viene dichiarato colpevole per la partecipazione alla fase organizzativa della strage, ma beneficia della prescrizione.

6 luglio 2002
Muore Pietro Valpreda, l’anarchico per primo accusato della strage.

22 gennaio 2004
Al termine della requisitoria del processo d’appello, il sostituto procuratore generale chiede la conferma della sentenza di primo grado.

12 marzo 2004
La Corte di Assise d’Appello di Milano assolve Zorzi, Maggi e Rognoni, i tre principali imputati della strage, per non aver commesso il fatto. La pena a Tringali viene ridotta a un anno.

3 maggio 2005
La Cassazione chiude definitivamente la vicenda giudiziaria confermando le assoluzioni. Per Tringali, viene dichiarata l’estinzione del reato per intervenuta prescrizione. In tutti e tre i gradi di giudizio il Tribunale esprime una valutazione di colpevolezza a carico di Freda e Ventura, non processabili in quanto assolti precedentemente con formula definitiva.

Piazza Fontana, il fumetto

PIAZZA FONTANA

Collezione Cronaca Storica
192 pagine, brossura cucita, b/n, 16 euro

Francesco Barilli: sceneggiatore.
Matteo Fenoglio: disegnatore.

Milano, 12 dicembre 1969. A metà pomeriggio la Banca Nazionale dell’Agricoltura in Piazza Fontana è ancora affollata per le contrattazioni del mercato agricolo e del bestiame, che per tradizione si tengono di venerdì. Alle 16 e 37, nel salone principale dell’edificio, esplode una bomba collocata per provocare il più alto numero di vittime: al piano terra, sotto il tavolo che si trova al centro della stanza, di fronte agli sportelli. Il bilancio finale è di 17 morti e decine di feriti. L’esplosione segna l’inizio della strategia della tensione e apre il sipario sui dieci anni più controversi e bui della più recente storia italiana.

“Quella strage, quelle trame antidemocratiche, imposero alla democrazia italiana una prova da superare: saper guardare dentro a se stessa e guarire dal suo male o accettare di conviverci e farsene consumare. Quella prova la democrazia italiana non ha saputo superarla: c’è un debito di verità e giustizia da assolvere, ma la Repubblica non è mai riuscita a saldarlo.”
dalla prefazione di Aldo Giannuli

Gli autori di Piazza Fontana

Sceneggiatore. Nato a X nel 1965, è un mediattivista. Coordina il sito reti-invisibili.net.
Per BeccoGiallo ha curato gli apparati redazionali di Ilaria Alpi, il prezzo della verità(2007), Dossier Genova G8 (2008), Il delitto Pasolini (2008), Peppino Impastato, un giullare contro la mafia (2009).
Un suo racconto è presente in La Rossa Primavera (2007, allegato a Liberazione e l’Unità, ristampato nel 2008 per le Edizioni Clandestine).
Ha contribuito al libro Fausto e Iaio. Trent’anni dopo (Costa & Nolan, 2008).
Ha curato con Sergio Sinigaglia La piuma e la montagna (Manifestolibri, 2008).
Con Checchino Antonini e Dario Rossi è autore di Scuola Diaz: vergogna di Stato (Edizioni Alegre, 2009).
Il suo sito è francescobarilli.splinder.com
.

Matteo Fenoglio
Disegnatore. Nato a Pinerolo (TO) nel 1977, diplomato all’Accademia di Belle Arti di Torino, ha iniziato a scrivere e disegnare fumetti con l’etichetta indipendente Selfcomics.
Ha partecipato alle antologie Resistenze, ZeroTolleranza (BeccoGiallo, 2007 e 2008) eSherwood Comix (Nicola Pesce, 2009).
Nel 2008 ha preso parte alla collettiva Futuro Anteriore del Napoli Comicon con un racconto scritto da Luana Vergari e pubblicato dal Centro Fumetto Andrea Pazienza.
È fra i disegnatori del libro Due Cuori e una Capanna, su testi di Giuseppe Peruzzo (Q Press, 2009).
Il suo sito è vecchioblister.blogspot.com

Archivio digitale degli atti del processo

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Dopo più di quarant’anni dal giorno della strage di Piazza Fontana, il presidente dell’associazione per i parenti delle vittime della strage, Carlo Arnoldi, affida al sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, l’archivio digitalizzato contenente gli atti del processo.

L’archivio del processo di Piazza Fontana è disponibile sul sito Rete degli Archivi: Per non dimenticare. In questo portale si possono trovare inoltre documenti e materiali relativi alla mafia e al terrorismo italiano.

Rete degli archivi:

Sito Associazione dei parenti delle vittime della strage di Piazza Fontana:www.piazzafontana.it

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