mercoledì 13 Novembre 2019

Roma, domani presidio contro la repressione del popolo curdo

Roma, domani presidio contro la repressione del popolo curdo

Gli strumenti di morte dell’esercito turco e dei jihadisti dell’ISIS suonano all’unisono ai danni della popolazione curda. L’appello della comunità curda romana contro la repressione. Roma, domani, 17 dicembre, tutti al Pantheon

disegno di zerocalcare
disegno di zerocalacare

La repressione della popolazione civile curda e l’aggressione bellica condotte dal presidente turco Recep Tayyip Erdoğan non accennano ad attenuarsi. Al momento Diyarbakir si trova assediata da un pesante coprifuoco imposto dalle autorità di Ankara, mentre nel distretto di Sirnak le scuole sono state chiuse vista l’occupazione militare.

Il 10 dicembre un triplice attentato dinamitardo aveva sconvolto la città di Til Temir, situata nella regione autonoma del Rojava (Kurdistan occidentale), colpendo l’ospedale locale, il mercato all’aperto e proprio il centro. L’attacco jihadista ha causato 25 morti e più di 120 feriti, che si sono tristemente aggiunte alle ormai innumerevoli vittime che rappresentano il sacrificio del popolo curdo.

Nel frattempo, i soldati turchi stanno innalzando una barriera di protezione al confine tra Turchia e Rojava. Sotto gli occhi indifferenti dell’Europa “fortezza”, che ha già accordato una prima tranche di 3 miliardi al regime di Erdoğan per bloccare il cammino dei profughi, l’ennesimo “muro della vergogna” viene eretto nel silenzio di quelle stesse istituzioni europee, forse troppo impegnate nel processo di distruzione dei diritti umani, civili e sociali da tempo in atto nel proprio continente.

Pertanto, per rompere il silenzio, pubblichiamo il comunicato della Rete Kurdistan Roma e del Centro socio-culturale curdo Ararat a proposito della situazione in Kurdistan:

15 dicembre 2015

La situazione nella regione del sud-est della Turchia (Kurdistan Bakur) si fa ogni giorno più grave. Ormai da diversi mesi la popolazione civile è sottoposta continuamente a coprifuoco e costretta a vivere sotto un assedio che ha devastato città intere e nel quale dal mese di agosto ad oggi sono rimasti uccisi oltre 160 civili.

A Diyarbakir, il quartiere della città vecchia di Sur è sottoposto da giorni ad un durissimo coprifuoco e assediato. Ulteriori provvedimenti riguardano le città di Nusaybin (7° dichiarazione di coprifuoco) ed il distretto di Sirnak, dove a Cizre e Silopi le scuole sono state chiuse a tempo indeterminato e centinaia di mezzi militari hanno occupato le città.

La Turchia sta portando avanti una vera e propria guerra contro i suoi stessi cittadini, mentre il resto del Mondo sembra dall’altra parte di fronte agli orrori ed alla pulizia etnica che oggi, come negli anni ’90, ancora una volta colpisce il popolo curdo, centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini.

Nei durissimi scontri nella città di Diyarbakir, dove gli abitanti stanno resistendo contro gli attacchi di polizia ed esercito, lunedì scorso due ragazzi di 18 e 21 anni sono stati uccisi dalla polizia che ha più volte aperto il fuoco sparando contro i manifestanti.

L’Unione Europea e l’Italia, con il pretesto di un presunto controllo dei flussi migratori, hanno sottoscritto con la Turchia un accordo vergognoso attraverso il quale di fatto viene finanziata e sostenuta la violazione dei diritti umani da parte di Erdogan, sia nei confronti dei profughi e richiedenti asilo, sia della popolazione curda in Turchia.

Da un lato fa comodo avere i curdi e le curde dalla propria parte nella guerra di liberazione contro ISIS in Siria e in Iraq, dall’altro si mantiene il PKK nella lista delle organizzazioni terroristiche e si consente all’alleato Erdogan di compiere stragi e massacri.

L’attacco che si sta portando avanti in questi giorni è di proporzioni enormi: i compagni e le compagne curde, le organizzazioni della società civile, i partiti ed i movimenti hanno lanciato un appello per un immediata mobilitazione internazionale in solidarietà con la resistenza curda, contro il terrorista Erdogan, a sostegno dell’autonomia democratica e della pace.

Per questo, giovedì 17 dicembre, la Comunità Curda di Roma e la Rete Kurdistan Roma invitano tutte le persone solidali a ritrovarsi in Piazza del Pantheon per rompere la cortina di silenzio calata sul massacro che, oggi più che mai, viene portato avanti dalla Turchia contro il popolo curdo.

GIOVEDÌ 17 DICEMBRE – ORE 15:30 – PIAZZA DEL PANTHEON – ROMA

a cura di Giampaolo Martinotti

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