venerdì 21 settembre 2018

Referendum, il geologo che voterà SI smonta la geologa pro-trivelle

Referendum, il geologo che voterà SI smonta la geologa pro-trivelle

A questa società del consumo e del profitto non importa in quale modo raggiungere il suo scopo. E’ necessario cercare di modificare questo paese perciò invito anche te a riflettere bene e poi votare SI al referendum

di Fabio Giusti

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Cara Michela Costa, dopo aver letto il tua appello a boicottare il referendum, invitando le persone ad non andare a votare è venuta voglia anche a me di scrivere qualcosa.

Anch’io sono Geologo ed a differenza di te mi dichiaro ambientalista, a me non fanno paura le desinenze , le – ista in fondo e non penso che siano segno di fondamentalismo.

Pensa un po’ io sono , oltre ad ambientalista, comunista, femminista, internazionalista, ecosocialista. Quest’ultima forse ti mancava.

In piu sempre a differenza di Te ho lavorato, come Geologo, sui pozzi petroliferi, sia in mare che in terra, sia in Basilicata che in Adriatico, in Italia ed all’estero, per circa 12 anni. Tutti quei nomi di giacimenti, da Angela, a Barbara, da Corleto Perticara a Pisticci a Viggiano, ebbene si li conosco tutti perche c’ho lavorato.

E’ vero la maggior parte dei pozzi in produzione nell’Adriatico sono a Gas, ma l’oggetto del referendum non mi sembra faccia una distinzione tra gas ed olio, non capisco questa puntualizzazione cosa c’entra con la domanda referendaria. Il quesito chiede di abolire una frase all’interno di un articolo dell’ultima legge di stabilità, per permettere a chi sta estraendo di sapere che la sua concessione ha un limite e che non si ritenga il padrone assoluto del suolo e sottosuolo ma che debba richiedere la Valutazione ambientale. Forse non sai che attualmente siamo in contrasto con le leggi Europee e precisamente con la Direttiva 94/22/CE, recepita dall’Italia con d.lgs n.625 del 25/11/1996 e che mantenendo tale norma si va incontro ad una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia. Forse dovresti informarti meglio, sui report di GreenPeace o del WWF ad esempio.

Certo, come dici Te, la vittoria del SI non bloccherà l’installazione di nuovi impianti di ricerca o produzione al di fuori delle 12 miglia, ma sicuramente lo bloccherà all’interno e potrà fare da disincentivo anche per quelli oltre le 12 miglia, un po’ come è successo negli ultimi mesi sia in Sicilia che in Adriatico su Ombrina dove le Compagnie petrolifere hanno rinunciato a nuove perforazioni.

Poi, forse anche qui non ti sei informata abbastanza, quando parli di fabbisogno energetico. Lo sai che il gas estratto all’interno delle 12 miglia è poco meno del 3% del gas necessario al fabbisogno nazionale e che il petrolio è solo lo 0,95%. Insomma usando quello potremmo andare avanti si e no 6 mesi. Non c’è bisogno di andarlo a cercare altrove basterebbe una politica di risparmio energetico funzionante. In Italia l’energia prodotta dalle rinnovabili è gia al 38% e che il contributo di energia elettrica alla produzione nazionale, derivante da fonti rinnovabili supera quella di origine fossile.

Un’altra cosa veramente da populismo di bassa lega è dire che se non perforano gli Italiani, scordandoti di dire o forse non sei informata che il gas o il petrolio estratto anche se in acque italiane non è più dell’Italia ma è della Compagnia che lo estrae, senza sapere che proprio nell’ultimo mese la Croazia e la Francia hanno chiesto lo stop delle perforazioni in Adriatico e nel Mediterraneo.

E poi i posti di lavoro persi, ma dai, qui si vede che proprio non sai come funzionano le perforazioni. Sulle piattaforme adriatiche, tralasciando il fatto che la maggior parte sono compagnie di perforazione straniere con equipaggio non Italiano, dove sono stato di Italiani saremo stati a dire tanto 15, mentre sulle piattaforme di produzione , a parte il periodo delle prove generalmente non rimane nessuno o pochissime persone. Se le piattaforme interessate da questo referendum chiudessero il 18 aprile i posti di lavoro persi non penso che supererebbero le 100/200 persone. Tenendo presente se vincesse il Si le prime piattaforme a cui scade la concessione sarebbe tra 5 anni, tutto il catastrofismo sui posti di lavoro mi sembra veramente esagerato.

Ma devo dire che quello che di più mi ha spinto a scrivere questa lettere è quando si dice che il referendum è illegittimo. Ma come, una forma di consultazione alla quale possono partecipate tutte/i le/i Cittadine/i , dove possono una volta tanto esprimere la propria opinione lo definisci illegittimo? Qui se c’è qualcosa di illegittimo è il Governo, i mass media suoi complici che non hanno permesso la corretta informazione su cosa si va a votare. Meno male che oggi esiste internet dove almeno una parte della popolazione riesce ad informarsi perche se si aspettava la tribune elettorali di una volta si poteva morire di vecchiaia.

Certo le trivellazioni, la ricerca petrolifera è servita alla geologia per studiare il nostro sottosuolo, e la geologia è stata sfruttata per le ricerche petrolifere. Molti geologi lavorano in quel campo anche se sempre di meno, la mia ditta ha chiuso poco dopo gli anni 2000 cosi come altre Ditte simili, e qui del referendum non c’era nemmeno il sentore.

Come geologi dovremmo invece far capire che il nostro lavoro è importante per molte altre cose, dalla pianificazione urbana, alla salvaguardia e al ripristino ambientale, il nostro paese è sommerso da frane, alluvioni, abbiamo una cementificazione del territorio paurosa, tutte situazioni che potrebbero essere evitate o ridotte se dei buoni geologi, e ce ne sono tanti disoccupati, fossero interpellati su dove costruire o su come gestire le risorse naturali ed ambientali. Forse dovresti scrivere una lettera su questo.

Ok, Fabio va bene posso non essermi informata bene ma non mi hai ancora detto perche devo votare Si, potresti pensare. Già veniamo al punto.

Hai detto che non sei “ambientalista” ma hai molto a cuore l’ambiente, già e chi non ce l’ha?

Quindi ti dovresti essere accorta che il problema del clima è ormai il problema ecologico principale e sul quale tutti gli Stati stanno discutendo come affrontare l’innalzamento della temperatura avvenuta negli ultimi 150 anni, a partire dall’industrializzazione. Per parlare in un linguaggio geologico, nell’Antropocene. Non mi dire che sei una negazionista, cioè una che crede che l’allarme sul clima sia tutto uno montatura, e che tutto questo allarmismo sia fuoriluogo perche la terra ha sempre avuto dei cicli e cambiamenti climatici, come i periodi glaciali, e interglaciali, i Wurm, i Riss, i Mindel, che abbiamo studiato.

Ci sono centinaia di scienziati che ormai hanno stabilito che negli ultimi 150 la temperatura si è alzata almeno di 0,7°C e che ormai siamo al limite di queglia soglia che è stata individuata di 2 °C oltre la quale la sopravvivenza della nostra specie e delle altre è a rischio.

Anche la COP21 di dicembre 2015, con i suoi limiti, ha deciso che le emissioni di CO2 devono ridursi entro i prossimi 30/50 anni del 70% per evitare che in atmosfera si raggiungano quei 450ppm di CO2 eq. che porterebbero al risultato che ho precedentemente detto.

Come vedi, come geologa, avresti dovuto aver presente questi dati e trarre le conseguenze.

Questo innalzamento della temperatura già oggi crea disastri ambientali, violente tempeste e nubifragi, inondazioni, acidificazione del mare tanto per dirne qualcuno e anche in Italia abbiamo esempi di come la natura è stata ridotta dovuto anche in parte alle variazioni climatiche.

Il passaggio alle fonti rinnovabili è necessario e non più rimandabile e la vittoria del Si nel referendum, che non creerà disagi nell’approvvigionamento del nostro fabbisogno energetico e né tanto meno disastri da un punto di vista lavorativo , è una spinta perché il nostro Governo scelga la direzione di una uscita dal carbon fossile per andare verso le rinnovabili.

Vedi come Geologa dovresti interrogarti, come mai Noi geologi siamo così bistrattati che ormai è a rischio la stessa disciplina universitaria. Forse su questo dovresti scrivere un’altra lettera.

A questa società del profitto, del consumo di tutto e il più veloce possibile non importa in quale modo raggiungere il suo scopo che è quello del guadagno, non certo quello di permettere a più persone possibili di raggiungere un buon livelli di qualità della vita.

Io penso che sia necessario cercare di modificare questo paese e per tutto questo che ti ho scritto ho fatto propaganda per votare SI il 17 aprile ed invito anche te a riflettere bene e poi andare a votare SI.

*Geologo

 

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25 Comments

  1. Biagio

    non dice nulla di nuovo, solo cose già trite e ritrite, alcune dette centinaia di volte dai pro-sì; il 3% in meno significa miliardi di euro spesi in più! buoni geologi? nessuno è stato o è un buon geologo tranne lui? il dissesto del territorio italiano dipende da tanti motivi e lui li conosce bene; innalzamento della temperatura? lo sappiamo benissimo, ma al momento non esistono energie alternative al petrolio (benzina e gasolio), eppure questo geologo vorrebbe sostituire queste fonti fossili con energie alternative rinnovabili che non esistono

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    1. Marco

      Biagio ma come fai a dire che le energie rinnovabili capaci di sostituire i Carbon fossili non esistono?!?! Certo che esistono e l’Italia è anche tra le più forti al mondo per le energie rinnovabili se proprio vuoi saperlo..

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      1. Pietro Francesco

        Se la gente non conosce le cose non dovrebbe esprimersi!! Certo che esistone le fonte rinnovabili, ma non sono semplici da creare e gestire!! Non è che si mette un pannello fotovoltaico e per magia si accende una lampadina!! Venite al campus di savona dove è presente una rete intelligente fatta solo di rinnovabili e andate a vedere quanto tempo c’è voluto per costruirla!! C’è bisogno di tempo, TEMPO!!!! Bisogna modificare intere reti di fornitura con apparecchiature sofisticate per gestire reti rinnovabile ed attuarle in grossi centri urbani è difficilissimo. Non sto neanche a dirvi tutti i problemi che si riscontrano….dal voltaggio, ai cali di frequenza in rete fino ad arrivare alla gestione di potenza attiva e reattiva. Smettete di parlare di argomenti che non masticate e non tentate di confondere le idee delle persone

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  2. Francesco Filippelli

    Ha un nome cognome?
    Questo signore che millanta di conoscere e avere lavorato sulle piattaforme pare in realtà non esservisi mai recato. Se uno conosce un po’ la materia e vi ha lavorato capisce subito che non è mai andato oltre qualche ricerca su internet da cui ha ricavato e mescolato info da siti seri e altri ricchi di bufale. Una piccola tirata di orcchie anche a voi. Quello della foto non è e non potrebbe essere un impianto dei nostri mari.

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    1. Stefano D'Ambrosio

      Ma tu sei il Francesco F. che mi conosce? (E’ superfluo quindi scrivere “sei Francesco di…?”). Io sono talmente non avvezzo a scrivere commenti pubblici stile facebook che non so neanche se questo mio lo leggi solo tu o tutti! (spero solo te perché infatti non mi sto esprimendo al riguardo dell’argomento). Ne ho fatto in tutto solo uno riguardo la musica di Battisti.

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    2. Fiona

      Attenzione alle rinnovabili, le centrali a biomasse causano danni all’ambiente quanto il petrolio, per le emissioni e la distruzione di boschi e verde pubblico oltre ai problemi di tipo sanitario come l’E.Coli killer e l’inquinamento dei fiumi; le pale eoliche altro flagello per l’ambiente e la salute umana, creano campi elettromagnetici nocivi oltre all’impatto su uccelli e chirotteri; fotovoltaico selvaggio altro flagello per ambiente e salute. Bisogna iniziare a pensare in termini di risparmio energetico e non mi riferisco alle lampadine ma al fatto di smetterla di sprecare energia

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  3. Io

    Bene tutti i pareri, ogni punto di vista che aiuti a farsi un’opinione propria è sempre bene accetto.
    Ma, per l’amore di dio, imparate a scrivere in italiano prima di pubblicare articoli da detentori unici del sapere assoluto. Almeno questo.

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  4. edoardo

    siamo alle solite, ricordate il referendum sul nucleare, bene, non abbiamo centrali e acquistiamo energia elettrica dai paesi confinanti, che hanno costruito le loro centrali a ridosso del confine di stato. se ci fosse una fuga di radiazione, le prenderemmo ugualmente. ora le trivelle. ok, togliamole però dovremmo poi pagare conseguenze catastrofiche successive. altri stati confinanti potrebbero impiantarle e le correnti marine non si comandano. per poi dire che abbiamo costantemente la necessità di avere il gas per i vari usi, sia casalinghi che industriali, avremmo i nostri mari pieni di navi per il traporto del prezioso gas e con tutto l’inquinamento che ne deriverà.

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  5. Adriano

    NIMBY’s – Not In My Backyard. Tutti dei nimby! Anch’io sono geologo (ex-), e mi pare ovvio che se tra “geologi” non esiste consenso su come si deve procedere, è improbabile che il cittadino lambda abbia la minima idea di perché sceglie il Si o il No. E una questione molto complessa la quale risposta richiederebbe ore di ricerche – ammesso che la persona abbia un background valido. Intuitivamente, direi che queste – piattaforme – sono là da anni e pare assurdo che da l’altro ieri tutti sono all’improvvisa ossessionati da quest’affare che finora non avevano notato. Vedo una bella presa in giro da alcuni gruppi con interessi particolari. Non importa quali sono. Perché non facciamo dei referendum su cose più importanti a questo punto? Dovremmo fare dei referendum ogni giorno per i prossimi vent’anni… Direi: non votate su quello che non conoscete. Personalmente, visto che sono là da anni le lascerei continuare e mi preoccuperei piuttosto dei progetti futuri sia in materia di trivelle che di fotovoltaico a terra o eolico ad esempio, ma anche di tutti gli aspetti economici e legali che ci aiutano a tendere verso la sostenibilità.

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  6. geol_filippo

    Bravo Fabio Giusti, geologo. Anch’io sono geologo, non iscritto a nessun ordine, perché anche quello è una lobby degli affari che andrebbe abolita. Anch’io voterò SI’, l’ho scelto perché mi sono fatto un’opinione personale, informandomi con quelli che sono informati per esperienze dirette. Non sono passato al bar-sport a discutere con i sordi e i ciechi, nemmeno con quelli che devono difendere i dettami del partito senza sapere perché lo fanno (… forse hanno paura di perdere la tessera). Condivido le tue critiche alla Costa e ti ringrazio per averle espresse pubblicamente.

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  7. Lucio

    Scusate qualcuno sa dirmi quanti kWh ci vogliono per produrre un pannello fotovoltaico da 3kW? E quanta CO2 viene immessa in atmosfera? Coprire terreni agricoli di pannelli è la strada giusta? (Come ha fatto vedere Mercalli in una recente trasmissione TV). L’unica cosa positiva di questo referendum è che ci stiamo ponendo tante domande. Per le risposte resto in attesa. Grazie. Lucio Z.

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    1. Lucio

      Un pannello da 3kw produce 20-30 kwh di energia al giorno, quindi nella sua vita utile minima (MINIMA) produce almeno 146 megawatt di energia! Penso che ne occorra un pochino meno per produrlo! Fatevi due calcoli prima di dare fiato alle trombe!

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  8. Andrea

    le fonti rinnovabili coprono il 33% del fabbisogno nazionale (non il 38). Il contributo maggiore viene da idroelettrico e geotermica (oltre il 20%) che non si prevede possano svilupparsi ulteriormente. I combustibili fossili purtroppo serviranno ancora per un po’ di anni, nonostante eventuali politiche di risparmio energetiche. I primi combustibili fossili da tagliare per l’ambiente sono il carbone e il petrolio. L’ultimo il gas naturale, a km 0 con infrastrutture già presenti (che esattamente quello a cui si vuole rinunciare col referendum). Non mi sembra un pensiero razionale ma ideologico

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  9. Antonio

    Non si firma nemmeno…neanche il coraggio di mettere la faccia!! Dubito fortemente che abbia davvero lavorato in adriatico da quello che dice…insomma…si giudica da solo…

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  10. Antonio

    Ma poi titolo dell’articolo più fazioso, costruito e FALSO non si poteva pensare…certo giornalismo é davvero di cattivo gusto…

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  11. Marco

    Teorema del giornal(ett)ismo: quando nel titolo di un post ci sono coniugazioni dei verbi “asfaltare”, “zittire”, “smontare” o sinonimi, c’è una probabilità molto prossima al 100% che l’articolo contenga cagate pazzesche.

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  12. veronica

    Almeno l’altra geologa sapeva scrivere in Italiano!
    Qui dobbiamo fare lo slalom tra i congiuntivi mancati e i condizionali sparsi a caso.
    Mi spiace, mi ha convinto di più la sua collega!

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