domenica 23 settembre 2018

Ucraina, due anni fa la strage di Odessa

Ucraina, due anni fa la strage di Odessa

Il videoclip della Banda POPolare dell’Emilia Rossa dedicato alla memoria della strage neonazista che 2 anni fa colpì la sede dei sindacati ad Odessa


Odessa (2 maggio 2014). Il nuovo videoclip della Banda POPolare dell’Emilia Rossa dedicato alla memoria della strage neonazista che 2 anni fa colpì la sede dei sindacati ad Odessa. Una strage che per ferocia ed efferatezza è paragonabile a quelle di Monchio o Marzabotto. Una strage taciuta dai governi USA e UE. Così si legge su Carmilla: Il 2 maggio 2014, un gruppo di manifestanti oppositori alla giunta di Kiev viene attaccato da quella che apparentemente sembrava essere una folla calcistica, estremisti di destra, arrivati in città per la partita di calcio Odessa – Kharkiv. Gli oppositori si rifugiano dentro la Casa dei Sindacati, che viene circondata dalla folla. A questo punto entrano in azione veri e propri gruppi paramilitari, che bloccano l’ingresso del palazzo e iniziano a incendiarlo con un fitto lancio di bottiglie molotov. La pianificazione del massacro emerge da una serie di dettagli che vanno da provocatori che prima dell’azione indossavano insegne da federalisti, la cosiddetta tattica della “false flag”, a personaggi sulla sommità dell’edificio in possesso delle chiavi delle grate di ferro d’accesso al tetto. Per non parlare della trappola ai manifestanti in fuga appena entrati nel palazzo da parte di squadristi appostati dietro le porte, che rivela come fossero lì già da prima.

Tra arsi vivi, morti per esalazioni da gas e altri ancora ammazzati dentro e fuori il palazzo a colpi di mazze asce, pistole (due donne incinte, una strangolata col filo del telefono, l’altra prima stuprata in gruppo, poi assassinata), i dati ufficiali parlano di una quarantina di morti. In realtà il numero delle persone assassinate potrebbe essere anche di oltre trecento, oltre a un numero imprecisato di feriti. In alcune ricostruzioni fatte da giornalisti e blogger indipendenti, si ventila persino l’ipotesi che in realtà l’incendio sia stato limitato solo alla parte sottostante dell’edificio e che commandos di assassini si fossero già appostati in precedenza dentro il palazzo e sul tetto, ammazzando con armi da taglio e da fuoco gli oppositori anti-Maidan e simulando poi la morte per rogo, spostando e bruciando molti dei corpi.

Su questi fatti la versione ufficiale di Kiev ha parlato di provocazioni sfociate in eccessi da parte di opposte fazioni. In realtà la “fazione” di Pravy Sektor non ha riportato alcun pur lieve ferito. Su questa vicenda ci sono state solo inchieste farsa e nulla è stato fatto dal governo ucraino per accertare seriamente i fatti.

Le dichiarazioni delle varie autorità ucraine dimostrano addirittura consenso compiaciuto per la strage. Volodimmyr Nemirovsky, sindaco di Odessa si è espresso sulla strage dicendo:”L’operazione antiterrorismo di Odessa è legale.” Ma anche l’ex sindaco Edward Gurvits non è stato da meno:”Quello di Odessa è stato un atto di autodifesa.” In un post su Facebook dopo il massacro, la deputata del Partito della Libertà, Iryna Farion commentava:”Brava, Odessa. Perla dello spirito ucraino. Lasciate che i diavoli brucino all’inferno. Brava.” Infine il nazista Olesya Orobets, vice presidente di Svoboda dichiarava:”E’ una giornata storica per l’Ucraina, sono così felice che questi separatisti fastidiosi a Odessa sono stati finalmente liquidati.”

Related posts

1 Comment

  1. Eugenia

    molti “compagni” si rendono conto solo ora di che cosa sia stata la strage di Odessa, finalmente la riconoscono … appena avvenuta si mantennero equidistanti, perorando una “sana” critica bilaterale … su una così orribile strage … la presero per “propaganda di guerra”, credevano ancora al pro Maidan e al contro Maidan. Io non ho mai provato tanta vergogna!

    Reply

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.