mercoledì 23 maggio 2018

Roma, il cemento non ha memoria

Roma, il cemento non ha memoria

Un’area verde dedicata a Marie Anne Erize e agli altri desaparecidos argentini. In arrivo però c’è il cemento. L’indignazione del Centro antiviolenza di Tor Bella Monaca nelle parole della sua presidente

di Stefania Catallo

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E così il municipio delle Torri si è trasformato in un palcoscenico teatrale. Un anno fa vi è stata recitata una bella commedia per il centro antiviolenza e per le centinaia di cittadini che avevano firmato per l’intitolazione del parco di via Amico Aspertini a Marie Anne Erize, la desaparecida argentina alla quale la struttura è  intitolata. La scenografia era quella della commissione Urbanistica e Ambiente, dove un manipolo di attori – che si fanno chiamare politici – recitava con convinzione la parte di coloro che avrebbero concesso l’area per un fine così importante. Il bellissimo parco, pur restando di proprietà municipale, avrebbe recato una targa in ricordo di Marie Anne e di tutti i trentamila desaparecidos scomparsi durante gli anni della brutale dittatura militare argentina, ci assicuravano.

Tutto questo senza sapere che quel terreno era di proprietà del Comune di Roma, che fin dal 1994 aveva assegnato il diritto di superficie alla società Prisma 2000, che ora  ne reclama i diritti.  Qualche giorno fa, grazie al consigliere Daniele Grasso che si è recato in Campidoglio, abbiamo potuto ottenere i documenti, planimetrie comprese, (prot. 120496 del 17.07.2015 del Dipartimento Programmazione e Attuazione Edilizia di Roma Capitale) che parlano molto chiaro.  Si tratta dell’autorizzazione a costruire edilizia non residenziale. Una destinazione d’uso che, sembra, fosse sconosciuta al dipartimento Urbanistica e Ambiente del  Municipio Le Torri, che durante la riunione del 30 aprile, quella dove ci veniva data l’autorizzazione verbale all’intitolazione, non ne faceva menzione.

Ergo, prima della riunione, non erano state fatte le dovute verifiche ed è chiaro dunque come sia stato utilizzato il vecchio stratagemma del “diciamole di sì e leviamocela dai piedi”. E dopo che l’area era stata recintata ed erano iniziate le nostre proteste, neanche una telefonata o una comunicazione da parte dell’amministrazione per avvertire che c’era stato un errore e per cercare una soluzione alternativa, in un territorio in cui le aree verdi sono molteplici, cosa che sarebbe stata ben accolta, ovviamente.

La stessa tattica purtroppo viene adoperata con tanti cittadini del quartiere quando si recano nei vari uffici per segnalare le criticità del territorio: dire di sì e poi lasciar cadere la cosa. Per di più, è triste constatare come ancora una volta il cemento e la speculazione commerciale spazzeranno via l’ennesima oasi verde, sdradicando alberi da frutto e un piccolo boschetto di querce, privando così i cittadini di un luogo dove i bambini giocano lontano dal contatto con gli spacciatori. Questo è il quadro dell’amministrazione dei nostri duri e puri, che fino a poco tempo fa si dichiaravano assolutamente di sinistra (ex area dem), promettendo in campagna elettorale di rimediare ai danni della destra, salvo poi, si dice, riciclarsi con il bel palazzinaro che vorrebbe fare il sindaco (lista Marchini).

Questa è la dimostrazione dell’incompetenza di chi svolge il proprio compito con lo stipendio pagato dai cittadini. Questo l’ultimo affronto alla memoria di quanti morirono per un’ideale di uguaglianza e di inclusione sociale, sulla quale queste persone dovrebbero riflettere, visto il posto dove operano. Ora ci attendiamo la più classica delle punizioni, da scegliere tra due opzioni: la cosiddetta “morte civile” oppure verifiche “accurate” sul nostro lavoro, alle quali collaboreremo volentieri.

La petizione Politici senza passato e il parco Marie Anne Erize su Change.org

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