domenica 23 settembre 2018

Grecia, Tsipras taglia le pensioni, la polizia spacca le facce

Grecia, Tsipras taglia le pensioni, la polizia spacca le facce

Decine di migliaia di persone in piazza mentre Tsipras impone il taglio delle pensioni e nuove tasse. La polizia si scatena. Gli anarchici assaltano la sede del partito di Tsipras (video)

di Giulio AF Buratti

Syriza condanna le violenze della polizia, dice che è urgente una democratizzazione della polizia ma intanto il governo Tsipras ha imposto altri sacrifici a una cittadinanza stremata da otto anni di crisi. Il Parlamento greco ha votato, infatti, tagli alle pensioni e nuove imposte sul reddito, nonostante le proteste sfociate negli scontri tra la polizia, nelle strade di Atene, e chi si oppone alle nuove misure di austerità. Mentre domenica sera il parlamento rendeva l’ennesima resa alle pretese della Troika, almeno 20mila persone (il numero ammesso dalle autorità) era in Piazza Syntagma a contestare il governo dell’ex coalizione della sinistra radicale, Syriza. Tra i feriti, il quadro dirigente del LAE, Sofi Papadoyannis. Nel video Taifer le immagini dell’assalto da parte di un gruppo di anarchici alla sede del partito di governo mutato geneticamente dopo il clamoroso dietrofront di luglio rispetto al referendum che aveva bocciato l’ipotesi di III memorandum.

«Le nuove misure prevedono 5,4 miliardi di tagli concordati da governo e creditori – ha spiegato a Popoff, Sotiris Martalis, intervenuto a Roma all’assemblea sul Plan B – Tali misure probabilmente includeranno un meccanismo di taglio automatico di più di 3,6 miliardi di euro richiesto dal FMI. Per attuare queste misure il governo vuole votare due leggi, una sui tagli alle pensioni e la seconda sull’aumento delle tasse e l’introduzione di nuove imposte». «Il dato nuovo è che queste misure sono prese da un governo che almeno nominalmente è di sinistra – ha detto Martalis, insegnante, dirigente del sindacato Adedy e di Unità popolare – Questo governo taglia per la tredicesima volta le pensioni di povertà. È significativo il caso del taglio dell’assegno chiamato EKAS, che viene erogato ai pensionati con le pensioni più basse e che permette loro di vivere. Si tratta di circa 190.000 persone che vedranno la loro pensione ridotta di 193 euro al mese. La pensione minima scenderà a 345 euro. Coloro che andranno in pensione dopo la promulgazione della legge vedranno le loro pensioni ridotte di circa il 30%, mentre coloro che sono già in pensione saranno soggetti alle stesse riduzioni dal luglio 2018. L’altra legge che riguarda le tasse aumenta del 24% l’IVA su tutti i generi di largo consumo: cibo, vestiti, scarpe ed altri, e prevede aumenti su carburante, tassa di circolazione, sigarette, bevande alcoliche, ecc. Allo stesso tempo taglia il diritto al reddito esentasse per chi ha un reddito annuo di 8.000 euro. Perciò verrà tassato chiunque guadagni più di 650 euro al mese.

Il primo ministro Alexis Tsipras ha sottolineato che il sistema pensionistico «non può sopravvivere senza una riforma di vasta portata». Tutti i 153 membri della sua coalizione hanno votato per il pacchetto, scelta obbligata per ricevere gli aiuti economici dai creditori internazionali. Oggi i ministri delle finanze della zona euro si sono incontrati per discutere dei negoziati con la Grecia. Le nuove norme approvate dal governo porteranno la Grecia ad una riduzione del debito netto di 3,6 miliardi di euro, una condizione richiesta dai creditori internazionali per varare la prossima tranche di “aiuti”. Intanto la Grecia si appresta a varare nelle prossime settimane altri 1,8 miliardi di euro di aumenti delle imposte indirette. La pressione tedesca per procedere con i piedi di piombo sull’alleggerimento del debito si riflette nella tortuosità del testo varato dall’Eurogruppo. La base di partenza della “svoltà” è la fiducia che Atene attuerà le riforme e le misure appena passate al parlamento greco pari al 3% del pil e che sarà varata una legge per assicurare un meccanismo di salvaguardia che scatterà automaticamente se non dovesse essere centrato l’obiettivo di un surplus primario del 3,5% nel medio termine (dal 2018). Sul debito sono stati concordati 4 principi guida: va facilitato il ritorno della Grecia al mercato per il finanziamento del debito, va alleggerito il profilo dei ripagamenti, va incentivato l’aggiustamento economico anche dopo la fine del programma, occorre flessibilità per fronteggiare gli effetti della crescita incerta del pil nei prossimi anni e l’evoluzione dei tassi di interesse. Inoltre sarà definito un parametro di riferimento per la valutazione della sostenibilità del debito in base al quale, nello scenario di base, i bisogni finanziari del paese «dovrebbero restare sostenibili». L’Eurogruppo prevede un «approccio a sequenze»: significa che le misure di alleggerimento del debito devono essere progressive per assicurare le necessità finanziarie e soggette alla condizionalità del programma Esm.

In seguito agli incidenti di ieri in Piazza Syntagma e alla condotta adottata dalla polizia che ha lanciato lacrimogeni contro i manifestanti, SYRIZA ha emesso il seguente comunicato stampa: «SYRIZA condanna le azioni di oggi della polizia durante la manifestazione in Piazza della Costituzione e l’uso di gas lacrimogeni, che hanno causato anche il ferimento di manifestanti nonchè di quadri di LAE (Unità popolare, l’ooposizione di sinistra fuoriuscita dal partito dopo il voltafaccia di luglio, ndr). Ci aspettiamo che il Ministero per la Protezione del Cittadino conduca una dettagliata indagine al fine di punire i responsabili. Gli episodi di violenza della polizia e l’immunità di chi li alimenta devono finire». Anche la Gioventù di SYRIZA ha preso posizione: «Ogni giorno che passa, diventa sempre più evidente che la democratizzazione della polizia è più che mai necessaria. Ogni giorno che passa capiamo che pur essendoci la volontà politica, non è sufficiente perchè la polizia greca si liberi dell’ostilità cronica nei confronti della società civile e delle sue lotte. Esortiamo il governo a intraprendere immediatamente le necessarie iniziative per porre fine a questa situazione che ci offende tutti e che non gli rende sicuramente onore».

 

 

 

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