martedì 13 novembre 2018

Roma, riammesse le liste di Fassina

Roma, riammesse le liste di Fassina

Colpo di scena sulle comunali romane. Il consiglio di Stato riammette le liste di Fassina a Roma e quella di Fratelli d’Italia a Milano

di Checchino Antonini

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Tutto è bene quel che finisce bene? Fassina potrà correre per il Campidoglio. I veri sconfitti sembrano essere coloro che puntavano a parte del suo patrimonio elettorale, a partire dall’entorurage di Sel più vicino ai sindaci “arancioni” o al presidente della Regione Lazio, Zingaretti. Del tutto vane le sparate di “sinistra” da parte del candidato renziano, Giachetti (che si spiccia a offrire l’apparentamento per il ballottaggio) così come le mezze (e ambigue) aperture della Raggi verso i centri sociali e le occupazioni. Gli stracci, in quel che resta a sinistra, hanno iniziato a volare e chissà quando si placheranno. Resta, inamovibile, la subalternità di un pezzo consistente della sinistra “radicale” al Pd.

Ammesse al voto del prossimo 5 giugno, comunque, la lista perFassina sindaco a Roma e la lista di Fratelli d’Italia a Milano. Lo ha deciso il Consiglio di Stato ribaltando le decisioni prese rispettivamente dal Tar Lazio e Lombardia. Il Consiglio di Stato, si legge in una nota, ha riformato la sentenza del Tar Lazio e ha accolto l’appello proposto dalle liste «Sinistra per Roma Fassina Sindaco» e «Rete Liberale», di sostegno al candidato sindaco Marchini, ammettendole a partecipare alla prossima consultazione elettorale per le amministrative. La sentenza di merito è stata resa dal Consiglio di Stato il primo giorno lavorativo successivo alla presentazione dell’appello. Le liste erano state escluse per la mancata indicazione in alcuni atti della data di autenticazione delle sottoscrizioni. Il Consiglio di Stato ha ritenuto illegittima tale esclusione perché nessuna disposizione di legge prevede, per la materia elettorale, la nullità di tali autentiche quando siano prive di data, purchè risulti certo che l’autenticazione sia stata effettuata nel termine previsto dalla legge. Il Consiglio di Stato ha sottolineato l’importanza del principio democratico della massima partecipazione alle consultazioni elettorali nei casi in cui le liste siano in possesso di tutti i requisiti sostanziali e formali essenziali richiesti dalla legge.

Palazzo Spada ha, inoltre, riformato la sentenza del Tar Milano e ha accolto l’appello proposto dalla lista «Fratelli d’Italia», che era stata esclusa dalla competizione elettorale per l’elezione del Consiglio comunale di Milano per la mancata presentazione delle dichiarazioni di assenza delle cause di incandidabilità. Tale esclusione è stata ritenuta illegittima in quanto è risultato che tali dichiarazioni fossero state depositate, complete in tutti i loro elementi, il giorno successivo, e che il ritardo fosse addebitabile ad un comportamento tenuto dalla stessa amministrazione. Il Consiglio di Stato ha sottolineato, anche in questo caso, l’importanza del principio democratico della massima partecipazione alle consultazioni elettorali nei casi in cui le liste siano in possesso di tutti i requisiti sostanziali e formali essenziali previsti dalla legge.

 

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