venerdì 21 settembre 2018

Brexit: è la rabbia dei popoli contro un’ Europa che non è democratica

Brexit: è la rabbia dei popoli contro un’ Europa che non è democratica

Brexit: succede purtroppo grazie a un movimento egemonizzato dalle destre. Quando ci sbarezzeremo del ciarpame ideologico e ci metteremo a lavorare per un’alternativa populista di sinistra?

di Carlo Formenti

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Il senso più profondo della vittoria della Brexit riguarda il fatto che il terrorismo politico mediatico non riesce più a condizionare la rabbia popolare contro quell’istituzione profondamente antidemocratica che è la UE: una struttura burocratica non eletta, strumento di dominio del capitale globale e delle élite ordoliberiste. Era già successo con il referendum greco, ma Tsipras non ha avuto le palle di rispettare la volontà del proprio popolo di riconquistare la sovranità sul proprio destino. Oggi succede in Uk, purtroppo grazie a un movimento egemonizzato dalle destre, a casua dell’ottusità di una sinistra (inglese ed europea, riformista e radicale, con pochissime eccezioni) che si ostina a vedere nell’Europa una garanzia di pace!? (e la guerra in Ucraina? e l’accordo con la Turchia fascista per deportare i migranti? e i muri eretti dai membri fascistoidi della Ue? e il TTIP? e le feroci politiche antioperaie e antisindacali? e lo smantellamento del welfare?).

Bisogna essere idioti per vedere in tutto ciò degli “errori di rotta” correggibili dall’interno con adeguate riforme. E bisogna essere irresponsabili per consegnare alle destre il monopolio della rivolta contro la tecnocrazia europea. Agitare lo spettro della catastrofe novecentesca che portò alla vittoria del nazifascismo non è un argomento: è un ulteriore sintomo di imbecillità e di difetto di analisi storica: allora fu proprio l’incapacità delle sinistre di egemonizzare la rabbia popolare per gli effetti della grande crisi a spianare la strada alle destre, e pensare che oggi possa tornare il fascismo nelle sue forme classiche è un altro sintomo dell’incapacità di cogliere l’essenza del nostro tempo: ll vero rischio non è il ritorno del fascismo ma che un eventuale trionfo delle destre populiste non servirebbe in alcun modo a contrastare il dominio del finanzcapitalismo (abbiamo dimenticato che il vero nemico è questo?). Questo sovrebbe essere compito nostro, se e quando ci sbarezzeremo del ciarpame ideologico di una sinistra mummificata e ci metteremo a lavorare per un’alterativa populista di sinistra.

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