martedì 25 settembre 2018

Roma, la questura blinda il primo consiglio dell’era Raggi

Roma, la questura blinda il primo consiglio dell’era Raggi

Vietate le manifestazioni in piazza del Campidoglio in occasione del primo consiglio comunale da quando è sindaca Virginia Raggi. Ma i lavoratori dei canili della Muratella ci saranno comunque

di Giulio AF Buratti

Si riunirà domani il primo consiglio comunale dell’era Virginia Raggi probabilmente senza che ai cittadini e ai movimenti sia consentito manifestare nella loro piazza, quella michelangiolesca del Campidoglio. «E’ incomprensibile la decisione della Questura di Roma di chiudere la piazza in occasione del primo Consiglio Comunale», dice Stefano Fassina che, a nome di Sinistra x Roma chiede di rimuovere il divieto e di consentire la pacifica presenza di tutti coloro che vogliono seguire in piazza questo importante appuntamento per la città. La Sindaca Raggi intervenga. Non è un buon inizio per chi ha promesso partecipazione».

Danno comunque appuntamento i percorsi di #DecideRoma e i lavoratori e le lavoratrici del canile comunale Muratella che, dopo due mesi di autogestione chiedono di incontrare la sindaca per esporre la proposta di internalizzazione del servizio da loro erogato. «Una proposta che pensiamo possa essere la risposta alle politiche di privatizzazione dei servizi. Sappiamo che la situazione che il nuovo sindaco trova è eredità della politica lacrime e sangue della giunta commissariale. E’ necessario però mettersi immediatamente in cammino, e lo faremo come sempre in maniera pubblica, trasparente e partecipata. Dopo il cambiamento serve una rivoluzione». C’è una certa apertura di credito nei confronti della nuova giunta da parte di pezzi di movimenti sociali e la questione dell’agibilità della piazza ne sarà un primissimo banco di prova.

«Nonostante la Questura continui a opporre dinieghi – senza avere, peraltro, nessun tipo di giurisdizione su quel luogo -, nel giorno in cui finalmente si riconvoca il consiglio comunale dopo il commissariamento, saremo in piazza del Campidoglio, certi che la nuova giunta saprà cogliere il “vento di cambiamento” che si respira in città e saprà quindi accogliere le nostre istanze che riguardano il modello città in cui vogliamo vivere e di cui pretendiamo di deciderne il futuro», fanno sapere Decide Roma e Roma Non Si Vende.

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Non ci saranno, invece, le Rsu capitoline che avevano lanciato l’appuntamento (con la riluttanza di un’Usb alle prese con le prove tecniche di collateralismo con la giunta) ma hanno già strappato per l’11 un vis-a-vis con la Raggi.

La sindaca di Roma ha convocato per domani alle 15.30 l’assemblea capitolina dopo che oggi, in Campidoglio, sarà stata una giornata di fitte riunioni tra cui il primo vertice informale di giunta con gli assessori usciti dalla convulsa fase succeduta al successo elettorale. La squadra di governo, che ieri la sindaca ha detto essere chiusa e pronta, sarà presentata domani durante la prima seduta del Consiglio comunale dell’era 5 Stelle. E l’Aula Giulio Cesare vedrà i suoi scranni riempirsi di nuovo con i nuovi consiglieri comunali eletti. Durante la prima seduta ci sarà il giuramento del sindaco, che annuncerà i nomi degli assessori della sua giunta, e l’elezione del presidente d’Aula – in pole position per questo ruolo Marcello De Vito, Mr. Preferenze delle amministrative 2016 nella Capitale. Per la seduta, aperta al pubblico, sono già arrivate oltre 150 richieste di accredito di giornalisti, comprese tv estere. E vista la grande affluenza prevista verrà allestito nella Sala del Carroccio del Campidoglio uno schermo da cui si potrà seguire la diretta dell’assemblea.

«Saremo sul lato sinistro dell’aula, dove di solito sta la maggioranza – ha annunciato il consigliere capitolino M5s Enrico Stefano, al suo arrivo in Campidoglio – gli altri 19 consiglieri si posizioneranno dove lo riterranno più opportuno». Poi Stefàno ha provato a minimizzare sulla bagarre di questi giorni nella complicata geografia dei vincenti: «Non è un discorso di liti, correnti o altro, c’è un dibattito, una dialettica come è giusto che sia».

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