domenica 21 ottobre 2018

7-8 mesi, pena sospesa: ecco quanto vale la vita di Ricky Magherini

7-8 mesi, pena sospesa: ecco quanto vale la vita di Ricky Magherini

«Tutto quello che avevano detto i carabinieri non è stato creduto dal tribunale» ma alla fine lievissime  pene per i carabinieri artefici del violento fermo in cui morì Riccardo Magherini

di Ercole Olmi

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“Firenze, processo Magherini: 
condannati Corni a 8 mesi,
 Della Porta e Castellano 7 mesi, 
Ascenzi assolto.
 Assolte anche Matta e Mitrea della CRI e Corni assolto per le percosse per difetto di querela. 
Tra le lecrime per una giustizia ingiusta si riparte da qui. 
7-8 mesi… più o meno come per un furto di 20 euro all Esselunga
; 7-8 mesi… questo valeva la vita di Riky per lo Stato italiano…
WE LOVE RIKY”. Maddalena, attivista di Acad, è stata presente a quasi tutte le udienze di questo processo e scrive con amarezza e dolore un commento sui social.

Il giudice Barbara Bilosi ha dichiarato i tre carabinieri responsabili, in concorso colposo, di aver determinato la morte di Riccardo Magherini, 39 anni, avvenuta «per arresto cardiocircolatorio per intossicazione acuta da cocaina associata ad un meccanismo asfittico». Il dispositivo, letto in un’aula gremita di amici di Riccardo Magherini (molti con la maglietta gialla con la scritta «Siamo tutti Ricky») e di volontari della Croce Rossa, è stato accolto con soddisfazione dai familiari del 39enne deceduto. Nel dispositivo si afferma che i tre carabinieri condannati (è stata concessa dal giudice la sospensione della pena) durante il loro intervento in Borgo San Frediano, «dopo averlo non senza difficoltà immobilizzato e ammanettato», tennero Magherini «prono a terra», in una «situazione idonea a ridurre la dinamica respiratoria». I tre militari sono stati condannati al pagamento delle spese processuali sostenute dalle parti civili per il 30% (2.200 euro) per ogni difensore, e al rimborso delle spese generali. Il restante 70% delle spese del giudizio saranno compensate tra le parti.

Per la morte di Riccardo Magherini, deceduto a Firenze la sera tra il 2 e il 3 marzo 2014 mentre veniva fermato nel centro di Firenze, il pm Luigi Bocciolini aveva chiesto 9 mesi di condanna per omicidio colposo a carico dei carabinieri Stefano Castellano, Davide Ascenzi, Agostino Della Porta e della volontaria della Croce Rossa Claudia Matta. Il pm ha chiesto la condanna a 9 mesi per omicidio colposo più un mese per percosse per il carabiniere Vincenzo Corni. Chiesta l’assoluzione, per non aver commesso il fatto, per un’altra volontaria della Cri, Janeta Mitrea mentre un altro soccorritore, anche lui imputato, è deceduto in corso di procedimento. La requisitoria è stata seguita – come le altre udienze – dai familiari di Magherini e da decine di amici e conoscenti. Nella requisitoria, le percosse, contestate dal pm Bocciolini a un solo carabiniere, riguardano uno o due calci tirati a Riccardo Magherini mentre i militari lo stavano bloccando a terra. La condanna per la volontaria è stata chiesta perché non avrebbe praticato manovre di rianimazione che forse avrebbero potuto salvare Magherini. L’assoluzione per un’altra volontaria della Cri è stata chiesta perché stava medicando un altro carabiniere, ad un certa distanza. Il pm Bocciolini ha detto che se coloro che intervennero avessero messo Magherini seduto, consentendogli di respirare, l’ex calciatore non sarebbe morto. «Fu una procedura non legale, di sicuro non fu certo un intervento da manuale, Riccardo Magherini morì per asfissia lenta”, mentre lo bloccavano e lo ammanettavano», aveva ricordato in aula Fabio Anselmo, che assiste la famiglia Magherini. «Magherini venne ammanettato, ma non doveva essere arrestato. Non aveva ferito nessuno. Aveva fatto dei danneggiamenti solo perché stava male. Sono danneggiamenti legati alla sua richiesta di aiuto. Invece lo bloccano, lo comprimono, lui urla perché sta morendo. Ma nel centro di Firenze si deve stare zitti, Magherini non deve urlare, rompe i c… Ma lui urlava perché stava male. Ha lesioni da ‘cavalcioni’, gli tirano calci, non lo fanno respirare, Riccardo Magherini muore per asfissia». Tra i carabinieri, secondo Anselmo, «c’è stato un cortocircuito psicologico che non riescono a controllare, hanno fatto diventare un intervento di ordine pubblico, di sicurezza, quello che era un soccorso a una persona che stava male, sotto effetto di cocaina, essendone Riccardo Magherini un assuntore».

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«E’ una sentenza importante perchè le forze dell’ordine devono capire che questi tipi di comportamenti non possono essere tenuti; una persona fermata deve essere messa subito in condizioni di poter respirare», dice nell’immediatezza anche l’avvocato Fabio Anselmo, legale della famiglia di Riccardo Magherini (reduce di molti processi di “malapolizia”, da Aldrovandi a Cucchi, da Budroni, Uva, Ferrulli, Diaz ecc…). «Per quanto riguarda la responsabilità, il giudice ha riconosciuto, secondo Anselmo, «che sono esclusive dei carabinieri e non dei volontari, come noi abbiamo sempre sostenuto». «Il comportamento dei carabinieri meritava un trattamento sanzionatorio, e così il giudice ha stabilito», ha aggiunto Anselmo. E’ la capacità professionale di vedere il bicchiere mezzo pieno a fargli pronunciare queste parole nella consapevolezza che la battaglia va avanti. Perchè anche per chi ha difeso i carabinieri la sentenza è «equilibrata» e si pensa a impostare le ragioni dell’appello. E perché quel sapore di una giustizia avara, incompleta, strabica, accusato dall’attivista di Acad, è fortissimo nelle parole di Andrea, il fratello di Riccardo Magherini: «Rimane una ferita aperta, che è quella che per dare una degna sepoltura a Riccardo siano dovuti passare sette mesi. Certo la sentenza di oggi ci rende almeno in parte giustizia». «Sono soddisfatto perchè tutto quello che avevano detto i carabinieri non è stato creduto dal tribunale, in particolare sono soddisfatto per Brando (figlio di Riccardo Magherini, ndr), perchè suo padre non era quello che qualcuno voleva far credere». Così Guido Magherini, padre di Riccardo, calciatore professionista molto amato in città. «È stata ribaltata la posizione dei carabinieri – ha aggiunto – il giudice non ha creduto alla loro versione. I carabinieri sono stati condannati perchè hanno ucciso Riccardo. Siamo soddisfatti; non è certo una vittoria, perchè nessuno ci renderà Riccardo».

«Dunque, la richiesta di verità, sostenuta con tanta intelligenza e determinazione da Guido e Andrea Magherini, non era affatto pretestuosa. Dunque, non abbiamo sbagliato a sostenere questa battaglia per la giustizia», fa sapere il senatore del Pd Luigi Manconi, presidente della Commissione Diritti Umani a Palazzo Madama. «La vicenda della morte di Riccardo Magherini – prosegue Manconi – presentava lati oscuri e rivelava comportamenti illegali da parte dei carabinieri coinvolti. Si dovranno valutare con attenzione le motivazioni della sentenza, ma intanto si può dire che quando un cittadino trova la morte durante un’azione di uomini e apparati di polizia, le responsabilità vanno accertate col massimo rigore: è in gioco la stessa credibilità dello stato di diritto e del sistema delle garanzie».

«Tre condanne e tre assoluzioni, con pene però incredibilmente lievi, per la morte di Riccardo Magherini, i cui famigliari ho avuto l’onore di ospitare al Parlamento Europeo con l’associazione ACAD – dichiara Eleonora Forenza, parlamentare europea dell’Altra Europa – GUE -. Il processo ha comunque dimostrato la difficoltà del processare le forze dell’ordine e smontato la versione ufficiale. Resta però una domanda agghiacciante: davvero la vita di una persona vale così poco? Ai familiari la mia solidarietà, la battaglia per avere verità e giustizia non finisce certamente qui».

Ecco il comunicato di Acad, associazione contro gli abusi in divisa, parte civile nel processo:

E’ stato riconosciuto un omicidio, questo è il punto di partenza dopo il processo di primo grado.

Tra lacrime liberatorie e di rabbia, dopo oltre un anno e mezzo di udienze, dopo menzogne e inganni, dopo insabbiamenti e dimenticanze, dopo il fango gettato su Riccardo e la sua famiglia, dopo intimidazioni e coperture: lo Stato italiano riconosce, con una leggerezza imbarazzante data da pene ridicole, che Riccardo Magherini non è morto da solo.
Le condanne sono risibili: 7 mesi e 8 mesi con sospensione della pena che garantirà loro neanche un giorno di galera, 7-8 mesi che allo Stato italiano evidentemente bastano per riconoscere un omicidio quando a commetterlo sono le forze dell’ordine.

Dopo poco più di mezz’ora di camera di consiglio la giudice Bilosi pronuncia la sentenza per la morte di Riccardo:
dichiara COLPEVOLI Della Porta, Castellano e Corni, in quanto responsabili del reato di omicidio colposo, in cooperazione colposa, “per aver concorso a determinare la morte di Riccardo Magherini avvenuta il 3 marzo 2014 per arresto cardiorespiratorio per intossicazione acuta da cocaina associata ad un meccanismo asfittico”.
E CONDANNA, CON IL BENEFICIO DI SOSPENSIONE CONDIZIONALE DELLA PENA, Della Porta e Castellano a 7 mesi di reclusione, Corni a 8 mesi.
Lo stesso Corni è stato assolto dall’ accusa di percosse per difetto di querela (in quanto nell’assurdità del nostro codice penale, solamente Riccardo avrebbe potuto denunciare le percosse, non parti terze come in questo caso i familiari e ACAD).
Ascenzi addirittura assolto per non aver commesso il fatto.
Fortunatamente assolte le due volontarie della CRI, Matta e Mitrea.
Condanna inoltre Della Porta, Castellano e Corni al pagamento delle spese processuali (che in teoria dovrebbero pagare loro, ma generalmente interviene il Ministero attingendo dalle nostre tasse, come nel caso Aldrovandi ad esempio), al risarcimento del danno in favore delle parti civili da definirsi in sede Civile, e al pagamento del 30% delle spese di giudizio mentre il restante 70% verrà compensato tra le parti.

E’ giustizia quando la vita di un uomo per le istituzioni vale così poco?
C’è amarezza e rabbia per l’ennesima dimostrazione che la giustizia di questo paese sia direttamente proporzionale alla sua vera identità, all’identità di uno Stato ingiusto, che anche in queste sedi fa emergere tutte le proprie contraddizioni.
Ma c’è una condanna, e non era scontato, c’è una condanna che più che simbolica ci sembra un tentativo strumentale per salvare l’attendibilità di un sistema giudiziario che generalmente tende alla totale assoluzione delle divise coinvolte, c’è una condanna emblematica più che reale, strumentale a salvare la credibilità dello Stato stesso, ma c’è una condanna che, anche se ridicola, riconosce tre dei quattro responsabili della morte di Riky come assassini.

Una sentenza comunque simbolicamente importante, dopo le tante troppe volte in cui ci siamo trovati di fronte a totali assoluzioni.
Resta la voglia di continuare al fianco della famiglia Magherini questa lotta fuori e dentro i tribunali, una lotta che, oltre al far emergere la verità sulle colpevolezze individuali delle divise coinvolte, significa per noi denunciare le responsabilità del sistema che genera e garantisce tutto questo.

-La vera condanna è stata data a tutti quelli che volevano bene a Riccardo con “un ergastolo” nel non poterlo rivedere più.-

La Verità la sappiamo, rimane scritta nel vuoto che ha lasciato Riky, nel dolore dei familiari, nell’impegno di chi non ha mai smesso di lottare in questi due anni lunghissimi.

Per noi, la vita di Riccardo, valeva molto di più.

ACAD-Onlus

 

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