24 settembre. In piazza a Roma per il Kurdistan

24 settembre. In piazza a Roma per il Kurdistan

La Rete Italiana di solidarietà con il popolo kurdo chiama alla mobilitazione il prossimo 24 settembre a sostegno del popolo curdo e della rivoluzione democratica in Rojava, per la liberazione di Ocalan

di Alessio Di Florio

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La lotta contro l’ISIS in Kurdistan è una lotta per tutta l’umanità, è una lotta che sta avvenendo per tutti noi, anche qui in Europa. L’abbiamo detto e scritto in questi anni in tantissimi articoli, volantini, manifesti e ovunque è stato possibile. Popolo kurdo attaccato anche dalla repressione turca, aumentata (come abbiamo scritto anche su Popoff) ancor di più dopo il “tentato golpe” del luglio scorso. Per ribadire tutto questo, per far sentire la solidarietà dell’Italia, il prossimo 24 settembre la Rete Italiana di solidarietà con il popolo kurdo e Uiki Onlus chiamano movimenti e associazioni a raccolta per una grande manifestazione nazionale in piazza a Roma. La manifestazione partirà alle 14 da Porta Pia contro la guerra turca al popolo curdo, l’accordo tra Unione Europea e Turchia “sui profughi” e per la liberazione di Abdullah Ocalan.

Lo scorso 5 settembre è partito uno sciopero della fame, a 18 anni dall’inizio della detenzione del leader curdo e 510 giorni dopo le ultime notizie sulle sue condizioni. Nei giorni scorsi finalmente al fratello Mehmet è stato possibile fargli visita. Al termine della visita Mehmet Ocalan ha riportato che Abdullah Ocalan riferisce “l’isolamento continua, ma non ho problemi dal punto di vista fisico. La situazione continua come prima” e che “ha chiesto alle istituzioni democratiche, agli intellettuali, ai democratici a i pensatori umanitari di unirsi per una soluzione alla questione curda”. Per il fondatore del PKK è in corso una “guerra cieca” nella quale “nessuno può vincere. Questa guerra è continuata per 40 anni. Forse continuerà per altri 80 anni. È una vergogna per via delle persone che muoiono. Questo sangue e queste lacrime devono finire”. E questo può accadere “in sei mesi” se lo Stato turco volesse. Il 12 settembre la co-presidente del DTK Leyla Güven ha annunciato la fine dello sciopero della fame sottolineando “abbiamo detto che avevamo un punto all’ordine del giorno quando abbiamo iniziato lo sciopero della fame e questo oggi si è realizzato. Abbiamo avuto notizie di Öcalan. Mettiamo fine allo sciopero della fame oggi” ma la lotta continuerà “per mettere fine all’isolamento e fargli riavere la sua libertà”. Dopo la pubblicazione del messaggio di Ocalan, secondo il deputato dell’HDP e portavoce della delegazione di İmralı Sırrı Süreyya Önder “i tempi che offre per una soluzione e gli approcci principali fondamentali dovrebbero risvegliare tutti in Turchi e riportarli alla ragione” e che la Turchia “deve prima interiorizzare che questa è una questione politica. Devono arrivare a questo. Se il loro approccio avviene con un’idea militare, si trasforma nell’analisi di Öcalan, non ci saranno vincitori e vinti, ma causerà anni di sofferenze e conseguenze sociali. Lo Stato deve prima liberarsi del suo approccio superficiale di definire la questione in base a concetti di guerra e militari”.

La Rete Italiana di solidarietà con il popolo kurdo invita a scendere in piazza

zerocalcare_kobane-calling_00-620x372* Per fermare l’invasione turca del Rojava; contro la sporca guerra della Turchia al popolo curdo e sulla pelle dei profughi e rifugiati

* Contro la repressione della società civile, del movimento curdo e di tutte le forze democratiche in Turchia

* Contro la barbarie dell’Isis per l’universalismo dei valori umani; 

* Per il Confederalismo Democratico

* Per bloccare il supporto delle potenze internazionali e locali, in particolare USA e UE alla Turchia e mettere fine al vergognoso accordo sui profughi

* Per la fine dell’isolamento e per la liberazione del leader del popolo curdo Abdullah Öcalan

Dopo il lancio della manifestazione un comunicato stampa ha  reso noto che “la pagina Facebook di Rete Kurdistan Italia è stata rimossa da Facebook. Anche in Italia funziona la censura”. “Ringraziamo quei “simpatici” anonimi e vili squadristi – si legge nel comunicato – che hanno segnalato chissà quale foto o post distruggendo il lavoro paziente e quotidiano che negli anni aveva portato la pagina ad avere circa 8.000 contatti, e che ora con pazienza e ancora più determinazione riprenderemo a costruire. Lo dobbiamo a tutti e tutte coloro che in Kurdistan subiscono la repressione e che si aspettano questo lavoro di controinformazione da noi qui. Nel frattempo, tutte e tutti in piazza il 24 settembre a Roma contro il rinnovato attacco turco al popolo curdo. Biji Kurdistan!”.

 

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2 Comments

  1. andrea carancini

    Sono contrario a tutte le manifestazioni che siano, soggettivamente o oggettivamente, direttamente o indirettamente contro la Siria di Assad e contro la sua sacrosanta lotta antimperialista.

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    1. Checchino Antonini

      Noi, in verità, siamo contrari a ogni tipo di oppressione, di potere familistico, di campismo. In parole povere se un dittatore sanguinario, un oligarca, un ayatollah, un partito populista, un partitone come quello cinese sono nemici degli Stati Uniti e della Nato non sono necessariamente dalla parte della causa degli oppressi. Assad è un esempio calzante

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