29.9 C
Rome
mercoledì 12 Giugno 2024
29.9 C
Rome
mercoledì 12 Giugno 2024
Homepadrini & padroniEconomist per il No, la riforma fa schifo anche ai più liberisti

Economist per il No, la riforma fa schifo anche ai più liberisti

L’Economist boccia Renzi: se si dimettesse non sarebbe poi questa catastrofe. Un’editoriale spiega “Perché l’Italia dovrebbe votare no al referendum”

di Checchino Antonini

20161119_wbd001_0

Le dimissioni di Matteo Renzi nel caso di una vittoria del ‘no’ al referendum del 4 dicembre «potrebbero non essere la catastrofe che molti temono in Europa». Lo scrive l’Economist in un editoriale dal titolo «Perché l’Italia dovrebbe votare no al referendum», a corredo di un lungo articolo nel quale viene spiegata in dettaglio la riforma costituzionale. «L’Italia – spiega il giornale britannico – potrebbe mettere assieme un governo tecnico ad interim, come ha già fatto molte volte in passato. Se, perdere un referendum potesse realmente causare la fine dell’euro, allora sarebbe un segno che la moneta unica è così fragile che la sua distruzione è solo questione di tempo».

«Uno dei lati negativi del ‘no’ sarebbe quello di rafforzare la convinzione che l’Italia non ha la capacità di affrontare i suoi molteplici problemi, che la paralizzano», continua l’Economist, secondo cui «è Renzi ad aver creato la crisi, mettendo in gioco il futuro del suo governo sul test sbagliato». «Gli italiani – sostiene il settimanale – non dovrebbero essere ricattati. Renzi avrebbe fatto meglio a sostenere maggiori riforme strutturali su tutto, dalla riforma dell’indolente magistratura al miglioramento del pesante sistema dell’istruzione». Renzi, chiosa l’Economist, «ha già sprecato quasi due anni a provare ad aggiustare la Costituzione, prima l’Italia torna alle vere riforme, meglio sarà per l’Europa».

Si potrebbe pensare che anche gli ambienti più influenti dell’entourage politico-finanziario europeo comincino a prendere in seria considerazione l’idea che Renzi perda il referendum. L’Economist non è certo l’house organ di sinceri democratici. Proprio la rivista inglese, con un’ansiogena copertina all’inizio dell’estate (un pullman con la fiancata tricolore, in bilico sul ciglio di un burrone) aveva inaugurato la lunga sequela di endorsement internazionali per lo stravolgimento della Costituzione italiana. 

1467921626-italian-job

 

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento, prego!
Inserisci il tuo nome qui, prego

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi articoli

Europee, Ilaria Salis ce l’ha fatta. Fine delle buone notizie

La sinistra c'è ma non si scolla dal Pd. L'onda nera c'è ma non ferma Ursula. Primi spunti sui risultati delle elezioni europee 

Le parole sono importanti!

Una lotta vittoriosa oltreoceano per combattere l’antiziganismo anche nell’arte 

Le elezioni non saranno una passeggiata per il Labour

“Stability is change” è lo slogan insipido di Starmer ma le voci alternative non stanno in silenzio [Steve Howell]

Una volta qui era tutto silenzio

Come il nostro mondo è diventato sonoro modificando profondamente le relazioni tra gli esseri viventi [Alice Bomboy]

Un ragazzo genovese inghiottito da una galera in Belgio

Da giorni non si hanno notizie di un 26enne, con problemi psichici, arrestato nelle Fiandre da due buttafuori violenti. L'allarme lanciato da Ilaria Cucchi