30.5 C
Rome
domenica 25 Luglio 2021
30.5 C
Rome
domenica 25 Luglio 2021
HomemalapoliziaGenova, sei antifascista? Allora niente stadio per cinque anni

Genova, sei antifascista? Allora niente stadio per cinque anni

Daspo per cinque antifascisti a Genova. Il provvedimento notificato in seguito al corteo contro il convegno di febbraio delle ultradestre. Così lo Stato reprime le lotte

da Genova, Giampaolo Martinotti

17619112_1136021226527234_1967598887_n

 

«Ero presente al corteo antifascista dell’11 febbraio scorso a Genova. La notifica della denuncia mi è arrivata una dozzina di giorni dopo, il Daspo invece mi è stato recapitato il 22 marzo». Così Andrea, uno tra i cinque antifascisti colpiti dal procedimento repressivo, racconta telefonicamente le sue impressioni a proposito di una vicenda che ha, per molti versi, dell’assurdo.«Pericolosità sociale e attitudine violenta che può essere ricondotta anche allo stadio, i documenti della questura dicono questo; ma noi siamo andati a Sturla per manifestare contro chi avvelena le nostre comunità, sputa odio razziale restando impunito e porta avanti una pericolosa, quanto criminale, propaganda fascista e xenofoba».

Secondo la questura, all’arrivo del corteo organizzato dall’Anpi e dalle forze antifasciste genovesi ci sono state delle tensioni tra i manifestanti e l’imponente schieramento di polizia preposto a protezione del convegno delle ultradestre. Pochi istanti di disordine, ben lontano dagli stadi, che hanno spinto il questore di Genova a comminare il massimo della pena applicabile per il Daspo: 5 anni di interdizione a partecipare agli eventi sportivi. «La Digos ci ha identificati come appartenenti al tifo organizzato – continua Andrea – e il risultato sono 5 anni di Daspo con una firma nel primo tempo e l’altra nel secondo. Eravamo lì davanti per proteggere la città, come avvenne il 30 giugno 1960. Mentre aumentano le aggressioni a sfondo razziale, le intimidazioni e gli atti di discriminazione le istituzioni difendono i neofascisti e reprimono chi lotta dalla parte dei più deboli».

La solidarietà per Andrea e per gli altri antifascisti raggiunti dal Daspo non ha tardato ad arrivare. Il comunicato congiunto di Acad e Osservatorio Repressione puntualizza: «la diffida colpisce chi ha la colpa di aver partecipato a una giornate di mobilitazione sociale antifascista e antirazzista. Questo provvedimento non è un fatto sporadico né semplicemente legale. È un tentativo studiato a tavolino per provare a intimidire chi lotta ogni giorno. Questo nuovo tipo di Daspo potrebbe essere utilizzato in futuro a discrezione della questura per qualsiasi comportamento accusato di ‘turbare l’ordine pubblico’. Questa misura ha lo scopo di intimidire e minacciare non solo le persone colpite direttamente, bensì di far passare la logica delle leggi speciali nei confronti di tutti quelli che non si omologano. Una privazione della libertà inaccettabile che dovrà essere respinta già dai prossimi giorni con mobilitazioni, proteste e ricorsi in ogni sede legale preposta».

Per Sinistra Anticapitalista di Genova «queste vili misure repressive mostrano chiaramente come le politiche securitarie del governo siano tese a colpire tutte e tutti coloro che si ribellano alla logica dell’odio razziale. Nel frattempo, lo Stato difende i veri criminali, fascisti e partiti xenofobi che, al pari degli sciamani neoliberisti, sono da sempre al servizio del capitale e del grande padronato. L’evidente crisi sistemica del capitalismo rappresenta dunque un momento prolifico per rivitalizzare il fascismo in chiave funzionale al sistema di sfruttamento e repressione imposto ai popoli. L’antifascismo è oggi dunque più che mai d’attualità e sarà bene mobilitarsi per dare solidarietà e vicinanza concreta ai compagni antifascisti colpiti dal Daspo».

Il collettivo comunista Genova City Strike fa sapere senza mezzi termini che «l’unico problema reale di ordine pubblico erano venti nazisti che hanno fatto blindare una città profondamente antifascista. Prendiamo atto che comincia a dare frutti l’oscena politica del ministro Minniti. Lo Stato protegge chi semina odio razziale e verso i più deboli in spregio alla Costituzione Antifascista. Noi eravamo lì davanti e rivendichiamo il nostro comportamento a difesa della città. Morte al fascismo, libertà per i popoli».

In queste ore,  anche alla luce dei recenti fatti di Roma, altre realtà legate all’antifascismo e alle lotte sociali si stanno mobilitando per contrastare attivamente questa deriva repressiva.

17554633_1136021236527233_1356829846_n

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento, prego!
Inserisci il tuo nome qui, prego

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi articoli

G8, poca luce sotto il Qr Code

Fare Luce, innovativa installazione tecnologica, ideata dal direttore Livermore che apre il G8 PROJECT del Teatro Nazionale di Genova [Carlo Rosati]

Cuba, l’urlo di Padura

A questo avvertimento disperato delle rivolte popolari, le autorità cubane non dovrebbero rispondere con gli slogan abituali [Leonardo Padura]

Genova, è ancora il giorno di Carlo

Vent'anni fa l'omicidio di Carlo Giuliani, ucciso da un carabiniere che non sarebbe mai stato processato. L'agenda dei movimenti parte a fianco dei licenziati della Gkn. A Napoli contro il G20

Così don Gallo festeggiò i suoi 73 anni

Il 18 luglio 2001 Andrea Gallo festeggiò a modo suo i suoi 73 anni. Il giorno appresso era in piazza a Genova

Genova, vent’anni dopo: da dove si ricomincia? L’assemblea in dirett...

Genova, domani 20 luglio tutti in piazza Alimonda. Oggi l'assemblea nazionale dei movimenti