domenica 25 Ottobre 2020

Genova, la musica è nell’aria intorno al theremin

Genova, la musica è nell’aria intorno al theremin

 Genova, meraviglie del theremin al Festival Musicale del Mediterraneo che, intanto, dilata la programmazione

da Genova, Claudio Marradi

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Avete presente quei film di fantascienza in bianco e nero, quando i marziani (perché sempre da Marte venivano gli alieni a quei tempi) escono dall’astronave? E quella colonna sonora un po’ lugubre, quella specie di ululato sinistro che era l’immancabile commento musicale della scena? Ecco, quello è il suono del theremin e sta un po’ al mondo degli strumenti musicali come l’inconfondibile sparo del kalashnikov sta a quello delle armi da guerra. Perché entrambi prendono il nome dai loro inventori, russi entrambi. Anzi, sovietici. Rispettivamente l’ingegner Mikhail Kalashnikov per il secondo e il fisico Lev Termen per il primo.

Ma sono le note dell’invenzione di quest’ultimo – fortunatamente, dato che le cronache europee ci hanno ormai abituato al peggio – che sono risuonate nel giardino di Palazzo Rosso di Genova, nell’ambito della ventiseiesima edizione del Festival Musicale del Mediterraneo, la cui programmazione prosegue fino al 30 settembre.

La statunitense Pamelia Stikney, una delle maggiori interpreti al  mondo di questo strumento poco conosciuto, che si suona senza essere neanche toccato ma piuttosto interferendo con i gesti nel suo campo magnetico, su frequenze  al di fuori dello spettro udibile, si è esibita in un concerto che è riuscito a generare un’intera orchestra invisibile di musica classica, jazz e colonne sonore per film.

Le sue dita pizzicano, accarezzano l’aria intorno allo strumento, evocando forme sonore sospese in un silenzio impalpabile al quale solo le sue mani sottili sanno dare un corpo sonoro. Ed è arpeggio di archi e stillicidio di stalagtiti di grotte lontane, chissà dove, quello che si materializza nello spazio incastonato tra i palazzi del centro storico, tra  curiosi che si affacciano alle finestre e persiane abbassate dalle quali filtra la luce azzurrina dei televisori. E alla fine dell’esibizione, lei che ha collaborato con artisti come David Byrne, Yoko Ono, Bèla Fleck, Otto Lechner, ha chiamato il pubblico sul palco per spiegare e far provare a tutti il funzionamento del theremin.

In alto il cielo sopra Genova,  attraversato da nuvole bianche che si rincorrono veloci. Negli squarci di sereno solo poche stelle e luci intermittenti che scivolano lente. Aerei, certo. Ma forse, chissà, anche vascelli di esseri di altri mondi, spettatori inattesi, attirati da quel suono a loro così familiare.

 

 

 

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