mercoledì 26 settembre 2018

Perché i supereroi se la prendono coi ladri e mai con i banchieri?

Perché i supereroi se la prendono coi ladri e mai con i banchieri?

Al Teatro della Tosse di Genova i supereroi escono dai fumetti e vanno in scena in prima nazionale fino al 29 aprile. Super! di Schinocca e Parrinello

da Genova, Claudio Marradi

E voi, qual è il vostro super potere? Secernete caffè caldo dalle orecchie (lungo, ristretto, macchiato, decaffeinato e perfino al ginseng)? O possedete invece un cuscino magico, che è piuttosto lui a possedere voi, che vi ha scelto tra tutti e che vi trascina ovunque, notte o giorno, qualunque cosa stiate facendo, laddove c’è bisogno del vostro intervento? Oppure siete una creatura mezzo umana e mezzo felina, che estrae gattini veri dalla propria ascella?

Al Teatro della Tosse di Genova i supereroi escono dai fumetti e vanno in scena in prima nazionale fino al 29 aprile. Niente di nuovo si dirà, perché già avevano affollato gli schermi cinematografici di una Hollywood in crisi di idee e in vena di kolossal. Se non fosse che questi   non hanno nulla a che vedere con quelli dell’universo Marvel o DC Comics come Spiderman e il mitico Thor, Superman o Batman, gli Avengers o Devil… Anzi, i protagonisti di “Super!”, la nuova produzione di Tedacà e Compagnia Dei Demoni, in collaborazione con Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse, non hanno nulla di eroico e possiedono piuttosto poteri strani che ne fanno dei disadatti che vivono situazioni di disagio al limite della disabilità. Come per esempio Coffee Girl, la ragazza timida e impacciata che produce caffè con le orecchie, o Insect Lord, milionario che controlla gli insetti con la mente e che perde tutti i suoi averi in un tracollo finanziario. Poi ci sono Pillow Man, un sudamericano un po’ in carne e molto sensibile al fascino femminile, che utilizza come arma un cuscino magico che solo lui può sollevare e infine Sim.0ne, androide e impiegato di banca, che imprevedibilmente sviluppa una propria coscienza. Sono loro a vivere un’avventura strampalata che utilizza la figura classica del supereroe con taglio ironico per riflettere su temi quali potere, squilibri mondiali e possibili cambiamenti del nostro tempo. Lo spettacolo è ambientato a Genino, una città nettamente divisa in una zona dove risiedono i ricchi e un quartiere dove sono confinati i poveri. E dove risiedono supereroi che combattono il male, incarnato in supercriminali incalliti come speculatori finanziari e banchieri truffatori senza scrupoli.

foto di Deborah Zuanazzi

Autori e registi sono Simone Schinocca, vincitore del Festival Nazionale d’Arte Drammatica d’Imperia con “Donne” e del Festival di Resistenza con “Strani Ieri”, e Mauro Parrinello, vincitore di E45 Napoli Teatro Festival con “L’invenzione senza futuro” e del Premio per le Arti Sceniche Lidia Petroni con “Tre desideri”. Insieme a Mauro Parrinello, gli interpreti sono Valentina Aicardi, Andrea Fazzari e Marco Taddei. La colonna sonora è composta da musiche originali che prendono spunto dai blockbuster   hollywoodiani come dalle serie televisive degli anni Settanta, fornendo a ogni personaggio un proprio leit motiv. Il compositore è Maurizio Lobina, vincitore, con gli Eiffel 65, di “World Music Award”, “BMI Award”, dischi diamante, multiplatino e oro. Le due compagnie si sono avvalse della collaborazione di artisti internazionale quali Ben Moor, drammaturgo inglese che lavora per teatro, cinema e televisione e Aziz El Youssoufi, danzatore e coreografo franco magrebino, fra i più premiati della scena hip hop europea. La voce fuori campo è invece di Luigi Diberti, doppiatore e attore che ha lavorato con Luca Ronconi e Giorgio Strehler, interprete in televisione della serie televisiva “La piovra” e diretto al cinema da registi come Dario Argento, Cristina Comencini, Gabriele Muccino, Davide Ferrario, Lina Wertmüller, Michelangelo Antonioni, Pupi Avati, Ferzan Özpetek ed Elio Petri.

“Siamo partiti da un’incongruenza tipica dell’universo fantastico dei superpoteri – dicono i due autori e registi con il supereroe per antonomasia, che ferma il rapinatore della banca di turno. Ma perché non interviene invece prima, ovvero sulle cause che portano una persona a decidere di rapinare qualcun altro? E perché, se è in grado di fermare un meteorite, non costruisce canali per irrigare zone desertiche? Perché si occupa di piccola criminalità ma non interviene su macro problemi?”.

Domande di buon senso che rimangono ancora una volta senza risposta, quando il sipario cala sulle parole del vecchio adagio: Maledetta è la Terra che ha bisogno di (super)eroi…

foto di Deborah Zuanazzi

 

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