mercoledì 19 settembre 2018

No all’alternanza scuola-guerra. Solidarietà con Antonio Mazzeo

No all’alternanza scuola-guerra. Solidarietà con Antonio Mazzeo

Sanzionata da una preside la protesta pacifista di Antonio Mazzeo contro il progetto “Esercito e Studenti e uniti nel Tricolore”. La solidarietà da Popoff

di Alessio Di Florio

Procedimento disciplinare contro Antonio Mazzeo nella scuola in cui insegna dopo la contestazione pubblica di un evento con l’Esercito Italiano. Il giornalista da 34 anni è insegnante dell’Istituto Comprensivo Cannizzaro Galatti di Messina. La scuola ha ospitato un evento dell’Esercito italiano, circostanza pubblicamente criticata da Mazzeo. E la dirigente ha avviato un procedimento disciplinare contro di lui. Al collega e amico, tutta la solidarietà della redazione di Popoff.

Aver più volte denigrato l’operato di codesta istituzione scolastica, screditando la figura dirigenziale e danneggiando l’immagine il decoro della scuola sui social networks”. Questa la motivazione del procedimento disciplinare avviato contro il giornalista pacifista Antonio Mazzeo dalla dirigente della scuola dove insegna da 34 anni, l’Istituto Comprensivo Cannizzaro Galatti di Messina. La scuola ha aderito all’evento-progetto “Esercito e Studenti e uniti nel Tricolore” che la Brigata Meccanizzata “Aosta” dell’Esercito italiano, reparto coinvolto in missioni NATO, sta portando in alcune scuole della provincia di Messina. Una circostanza contro cui Antonio Mazzeo ha espresso forti critiche nelle scorse settimane. Secondo la dirigente nel farlo il giornalista ed insegnante “in più di un’occasione ed in più di un contesto” avrebbe “tenuto in pubblico comportamenti integranti violazione dei doveri fondamentali ed elementari di fedeltà e correttezza che gravano al lavoratore” e che le “esternazioni in pubblico riguardanti l’istituzione scolastica e la figura dirigenziale non possono essere ricondotte ad una legittima critica dell’operato del datore del lavoro e ciò sia per la loro offensività e per i termini utilizzati con potenziale gravissimo pregiudizio per l’istituto scolastico stesso”.

Antonio in questi mesi varie volte – nel suo ormai decennale impegno di attivista e giornalista pacifista e contro ogni militarizzazione (portato anche in corsi riconosciuti dal Ministero dell’Istruzione in cui è stato formatore o relatore) – ha criticato l’apertura delle scuole ad eventi con l’Esercito Italiano. “In Sicilia – scrisse lo scorso 16 dicembre – isola laboratorio per le strategie di attacco e supremazia planetaria di Usa, Nato e Ue, proliferano a vista d’occhio progetti, stage e interscambi tra insegnanti, studenti e forze armate; alle visite ai musei e al patrimonio artistico i dirigenti scolastici privilegiano quelle a basi, caserme, porti, aeroporti e installazioni radar”. Eventi nei quali “guerre mondiali e battaglie vengono reinterpretate, si cancellano con un colpo di spugna crimini e barbarie e torna prepotente il mito del super-eroe combattente”. E la scuola nella quale è insegnante non ha disertato questi appuntamenti. Il 17 aprile la scuola ha ospitato un evento legato al progetto “Esercito e Studenti Uniti nel Tricolore”. Iniziativa con la Brigata Aosta che si pone l’obiettivo di “promuovere tra i giovani il valore dell’identità nazionale”. In una lettera aperta pubblicata sul suo blog Antonio ha espresso totale dissenso all’iniziativa, definita illegittima perché non discussa e approvata dal collegio dei docenti, e comunicando il suo rifiuto di parteciparvi e accompagnare le classi durante le sue ore di servizio. Aggiungendo che “era perlomeno dal 1942 che nel cortile dell’Istituto Comprensivo Cannizzaro-Galatti di Messina non si teneva una parata bellico-musicale con la partecipazione obbligatoria di bambini e preadolescenti della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria”.

E sulla sempre maggiore presenza militare nelle scuole, persino coinvolgendo studenti in progetti per l’alternanza scuola lavoro, definite “sempre più in guerra, più di guerra, più per la guerra” sul suo blog e sui social Antonio Mazzeo è tornato il 21 maggio riportando la commemorazione della Brigata Aosta nella quale sono state invitate tutte le scuole dell’isola. Eventi nei quali ha sottolineato non c’è stato, leggiamo sul suo blog “nessun accenno agli immani massacri di quella orribile guerra o ai comportamenti di tanti generali dell’esercito che mandarono a morire inutilmente i propri uomini in impossibili attacchi lanciati contro le trincee nemiche o, peggio, che decretarono la condanna a morte di chi ebbe l’ardire di dire signor no”.

Dopo l’avvio del procedimento disciplinare Antonio Mazzeo ha pubblicamente affermato che continuerà a impegnarsi contro il processo di aziendalizzazione, privatizzazione e militarizzazione della scuola, nel pieno rispetto dei principi costituzionali, e ad obiettare e disertare ogni “relazione” tra forze armate e studenti. Continuando a sostenere “che ogni attività o programma che vede “cooptare” i minori in ambito bellico-militare rappresenta una grave violazione dell’art. 38 della Convenzione internazionale a difesa e protezione dei diritti del fanciullo”.

Related posts

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.