martedì 20 novembre 2018

Cucchi, verbali falsi e doppi e carabinieri smemorati

Cucchi, verbali falsi e doppi e carabinieri smemorati

Omicidio Cucchi, spuntano un verbale falso e poi uno doppio. Il teste: «Atti di arresto e di perquisizione redatti dal maresciallo Mandolini»

Parla Ilaria Cucchi, l’ennesima udienza è appena finita. «Il carabiniere Spinoso descrive le vaste ecchimosi sul volto di Stefano come rossori che non c’entrano con i traumi. Poi dice che mio fratello il giorno dell’udienza era cosi magro che la pancia toccava con la schiena. Poi ammette che era solo un modo di dire siciliano e che non poteva averlo visto perchè forse portava un giubbotto e non aveva nemmeno visto se portava la cintura. Il carabiniere Bazzicalupo ha riferito che molti o quasi tutti i colleghi coinvolti insieme a lui nell’arresto di Stefano Cucchi sono stati convocati tutti insieme, pochi giorni dopo la sua morte, dai suoi superiori, alla presenza del comandante provinciale oggi Generale Tommasone. Ci sarebbe stata una discussione collegiale per ricostruire gli avvenimenti. Poi ha parlato di falso in un atto che venne redatto all’epoca dei fatti. Il carabiniere Aristodemo è stato veramente imbarazzante e profondamente imbarazzato nel tentare di giustificare ciò che è emerso nelle numerose intercettazioni che lo hanno visto protagonista.
Il timore di essere indagato per falsa testimonianza per ciò che aveva detto sulle condizioni di Stefano dopo la perquisizione domiciliare. Il timore di ciò che aveva od avrebbe potuto dire il collega Bazzicalupo sul perchè fossero in 5 ad arrestare mio Fratello quella notte e sulle sue vere condizioni fisiche dopo il suo rientro alla caserma Appia dopo il foto segnalamento durante il quale venne violentissimamente pestato. E tanto altro. Il vaso è oramai scoperchiato. Andiamo avanti».

Un nuovo ‘doppio’ verbale e un altro definito ‘falso’. Queste le novità emerse in aula al processo a cinque carabinieri per la vicenda che portò alla morte Stefano Cucchi, arrestato nell’ottobre 2009 per droga e deceduto una settimana dopo in ospedale. Tre dei militari sono accusati di omicidio preterintenzionale. Il duplice verbale riguarderebbe la perquisizione mentre quello potenzialmente falso, stando a quanto detto in aula da un teste, sarebbe il verbale di riconsegna di Cucchi alle celle del tribunale che ne sanciva il buono stato di salute. «Gli atti di arresto e di perquisizione sono stati redatti dal maresciallo Mandolini (uno degli imputati, ndr). Quando ritornai in caserma erano stati già redatti – ha detto l’appuntato Gabriele Aristodemo – sul verbale di arresto c’è la mia firma, ma non quella dell’arrestato, ma il verbale non doveva firmarlo perché quello è un atto interno». Cosa diversa per il verbale di perquisizione, laddove è emerso la duplicazione: nel primo c’è la firma di Cucchi ma non la dicitura «si rifiuta di firmare»; dicitura presente nel secondo verbale. Un altro teste, l’allievo maresciallo Gaetano Bazzicalupo, alla richiesta di precisazioni sul verbale di consegna diCucchi alle celle del tribunale portante la sua firma e l’indicazione di buone condizioni del giovane, ha risposto: «Non ricordo di aver firmato l’atto di riconsegna di Cucchi nelle celle. Il contenuto, per la parte che mi riguarda, è falso». L’appuntato Gabriele Aristodemo, all’epoca dei fatti in servizio alla Stazione dei carabinieri Roma Appia, ha ricordato le fasi dell’arresto di Cucchi e le condizioni del giovane. «Cucchi in caserma era normale – ha detto – era solo rosso sotto gli occhi. Non mi sembrava una persona che era stata picchiato, non si lamentava di nulla. Si agitò un poco nel momento della perquisizione domiciliare, solo perché non voleva le manette. Non mi risulta che quella notte abbia opposto resistenza; nessuno mi ha mai detto che quella notte oppose resistenza attiva o passiva». Poi arrivò il giorno dell’udienza di convalida dell’arresto. «Vidi Cucchi quella mattina; notai che aveva un passo lento, camminava molto lentamente, non sosteneva il nostro passo. Mi sembrava moscio, era taciturno, mi sembrava stanco. Il giorno dell’udienza parlava di meno, a differenza di quando era in caserma. E quando il giudice decise la custodia in carcere, lui ebbe una reazione, diede un calcio a una sedia». Prossima udienza il 12 giugno.

 

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