mercoledì 19 settembre 2018

Fassina lasci il Campidoglio. L’appello

Fassina lasci il Campidoglio. L’appello

Fassina ha due poltrone, una in Campidoglio l’altra in Parlamento. Un appello perché si dimetta da consigliere comunale per lasciare il posto a Sandro Medici

Fassina si dimetta e lasci a Sandro Medici il seggio in Aula Giulio Cesare. Un appello firmato da decine e decine di esponenti della sinistra romana ripone la questione del doppio incarico di Stefano Fassina, parlamentare di Leu e consigliere comunale per Sinistra per Roma. Una questione politica, non la banalissima questione grillesca dei due stipendi, perché a uno dei due Fassina, già sottosegretario del governo Monti e ora esponente euroscettico di Si, ha già rinunciato. Una polemica che affonda le proprie radici dall’indomani delle comunali del 2016. «A due anni dalla sua formazione, l’esperienza di Sinistra per Roma resta una delle poche realtà unitarie, che, pur tra contraddizioni e rallentamenti, continua a essere un riferimento politico riconosciuto e riconoscibile – si legge nell’appello – analogamente ad altre esperienze in diverse città, tra cui Milano, Bologna, Torino, Ancona, Pisa e molte altre: liste elettorali che, al netto di varianti d’ordine locale, si configurano come modelli possibili di condivisione larga ed efficacia operativa. E che, soprattutto alla luce delle divisioni consumate in occasione delle recenti elezioni, testimoniano quanto sia ancora utile e credibile (e possibile) far convivere le diverse componenti politiche e sociali della sinistra.
Ed è proprio per salvaguardare questo prezioso pluralismo, che riteniamo sia necessario avvicendare le diverse cariche elettive, talché anche altre sensibilità politiche possano misurarsi (ed essere misurate) sul piano della rappresentanza istituzionale. Chiediamo pertanto a Stefano Fassina, di cui apprezziamo l’equilibrio e la qualità con cui ha finora svolto il suo ruolo di consigliere comunale a Roma, di dedicarsi alla sola funzione parlamentare, brillantemente confermata con il recente voto del 4 marzo. E in tal modo consentire a Sandro Medici, primo dei non eletti e depositario di cospicui consensi, di proseguire in Campidoglio il percorso istituzionale di Sinistra per Roma. Come nei confronti di Fassina, riconosciamo in Medici una spiccata sensibilità unitaria, oltreché un’analoga qualità politico-amministrativa, che siamo sicuri valorizzeranno ulteriormente il lavoro fin qui compiuto.
Siamo fiduciosi che tale avvicendamento possa presto realizzarsi, non solo perché con l’ingresso di Medici in Campidoglio si completerebbe la rappresentatività delle diverse componenti di Sinistra per Roma, ma anche per permettere a Fassina di svolgere compiutamente il suo impegnativo ruolo parlamentare, e così fugare ogni perplessità sul suo doppio incarico istituzionale.
Sono tempi difficili per la sinistra, ulteriormente aggravati dai recenti risultati elettorali. Per questo riteniamo che sia necessario coltivare e valorizzare le esperienze unitarie che la vedono ancora attiva e partecipe. Nella speranza che orientino nuove e promettenti prospettive di rilancio.

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