giovedì 15 novembre 2018

Macron fa perquisire Mélenchon e i suoi

Macron fa perquisire Mélenchon e i suoi

Quindici perquisizioni a casa di Jean Luc Mélenchon e alti membri di France Insoumise, proprio nel primo giorno del governo rimpastato

«Con un grande spiegamento, alle 7 di stamattina le forze dell’ordine hanno fatto irruzione a casa del compagno Jean Luc Mélenchon per una perquisizione – annuncia Maurizio Acerbo, segretario di Rifondazione comunista – stando alle notizie, la perquisizione si deve alle denunce nei confronti di diverse forze politiche, relative all’uso di fondi destinati agli assistenti parlamentari. Altre perquisizioni stanno avvenendo in queste ore nelle case di alcuni suoi collaboratori, nelle sedi di France Insoumise e del Parti de Gauche, mentre i mass-media francesi hanno messo la sordina sulle stesse accuse mosse a Macron.  Mélenchon ha denunciato la palese “intimidazione” nei suoi confronti e verso i suoi collaboratori, proprio mentre il governo Macron – in calo di gradimento – è alle prese con un complicato rimpasto di governo. Il Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea esprime la propria solidarietà a Mélenchon, alla France Insoumise ed al Parti de Gauche, oggetto di un’operazione di polizia che ha il sapore di una persecuzione politica, totalmente sproporzionata nei modi e nelle forme. Vogliono fermare l’opposizione popolare e di sinistra alle politiche di macelleria sociale neo-liberista guidata dal governo Macron. Non ci riescono con la politica e provano a farlo con la magistratura, l’intimidazione e con metodi polizieschi».

Gli investigatori francesi – recitano i dispacci di agenzia – hanno fatto irruzione negli uffici del partito di sinistra La France insoumise (LFI) e nella casa del suo leader, Jean-Luc Mélenchon, in relazione a due inchieste preliminari condotte dai pubblici ministeri francesi contro il partito, con l’accusa di falsi impieghi al Parlamento europeo, sulla scia del presunto analogo reato commesso dal Front National, e di violazione delle leggi sul finanziamento delle campagne elettorali. A renderlo noto è stato lo stesso Melenchon con un video messaggio pubblicato su Facebook, in cui definisce le perquisizioni «antidemocratiche» e volte a «intimidire i sostenitori del partito». «Vedrete, domani avranno trovato una scusa o qualche motivo per mandarci in prigione – ha detto – Questa è la loro nuova tecnica». Melenchon si è inoltre lamentato del fatto che gli investigatori non solo si sono recati nel quartier generale del partito, ma sono andati anche nell’abitazione privata sua e dei suoi collaboratori, confiscando dispositivi mobili e hard disk.

«Anche se non conosciamo tutti i dettagli della questione – è il comunicato dell’Npa – non possiamo essere sorpresi da un tale dispiegamento giudiziario e di polizia intorno alla France Insoumise, anche se i conti dello stesso Macron sono oggetto di un’indagine preliminare, senza alcuna ricerca in questo momento … Il primo atto di questo nuovo governo, compiuto il giorno stesso del rimpasto, è un segnale dato a tutti coloro che resistono. Ovviamente, nella Macronie, è meglio essere nella corte di Giove che nella sua opposizione politica e sociale».

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1 Comment

  1. Pellerey Mario

    non penso che la Francia si sia addormentata, reagiranno…..in fondo se possiamo respirare lo dobbiamo alla Rivoluzione Francese………

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