giovedì 21 febbraio 2019

Casale Alba 1, arriva la pizza Della Casa. Cotta senza trasparenza

Casale Alba 1, arriva la pizza Della Casa. Cotta senza trasparenza

IV Municipio di Roma, non si ferma il progetto della giunta pentastellata per tramutare in pizzeria un casale storico dentro un parco urbano

Parco di Aguzzano: non si ferma il tentativo della Giunta pentastellata del IV Municipio di Roma di privatizzare uno dei pregiati Casali del Parco urbano, quello che resta dell’Agro romano tra i quartieri di Rebibbia, Talenti e San Basilio. Questa mattina decine di abitanti, nonostante l’ora improbabile per chi lavora, hanno preso parte al Consiglio straordinario chiesto con una interpellanza popolare promossa dai movimenti non appena è trapelata l’interesse della Giunta per il Casale Alba 1.

Con la delibera 21 del 12 dicembre la Giunta ha espresso la volontà di mettere a bando la concessione per attività finalizzate allo «sviluppo del made in Italy» e la «valorizzazione della pizza romana» come strumenti per promuovere il lavoro e arginare il disagio sociale (qui la delibera integrale) ma le associazioni e i movimenti territoriali (Casale Alba 2, i comitati di quartiere Mammut e Kant Nomentano, Centro Anziani Rebibbia-Ponte Mammolo, il circolo del Tiburtino di Rifondazione comunista, il centro sociale La Torre, la Rete per Aguzzano e altri ancora) ripetono che così vengono violati i vincoli posti dalla legge di istituzione del Parco – che è una Riserva naturale orientata – e il Piano d’Assetto, oltre a sconfessare la richiesta di un processo partecipativo da parte dei cittadini che, storicamente, hanno avuto un ruolo fondamentale per bloccare i tentativi di cementificare l’area nei decenni passati. Una storia che è stata rivendicata dai rappresentanti dei comitati che sono intervenuti durante i lavori del consiglio municipale. «I casali sono un’unità specifica – ha sottolineato Irene Ortis, della Rete Aguzzano – per la conservazione della biodiversità. Il sistema dei parchi rappresenta la cultura ambientale in città». «Il Parco è, ancora oggi, tutelato dal basso dagli abitanti (che ne assicurano la manutenzione e la salvaguardia, ndr) e da coloro che lo frequentano ogni giorno», ha aggiunto Alessandro “Zazzà”, così s’è presentato spiegando che esistono già, ad Aguzzano, delle realtà che svolgono la funzione cui i casali erano destinati: la Biblioteca Giovenale, l’Orto Giardino di Aguzzano, il Casale Alba 2 Casa della Condivisione. Alba 1 stando al Piano d’assetto dovrebbe diventare la Casa dei Teatri in un territorio piuttosto avaro di poli culturali. «Chiediamo di ritirare ricominciare da capo l’iter istituendo un forum», ha proposto l’esponente dell’esperienza di Alba 2. Ma Roberta Della Casa, presidente della Giunta monocolore a cinque stelle che amministra questo spicchio di città a est della Capitale, si è esibita in uno sperticato elogio della pizza, sarebbe «una scelta pedagogica» quella di “regalare” la millesima pizzeria al quartiere poiché la manipolazione dell’impasto servirebbe alla riabilitazione di soggetti svantaggiati. Come se le attività teatrali non fossero “pedagogiche” e capaci di integrazione come dimostrano altre esperienze grandi e piccole che i pentastellati tuttavia hanno già smantellato. Non è mancata la consueta litania sulla legalità ma senza alcuna risposta, secondo le associazioni, alle obiezioni della cittadinanza attiva. L’opposizione lamenta di essere stata tenuta all’oscuro: «Che cosa ha impedito di comunicare la delibera al consiglio?», ha chiesto il Pd. Secondo gli osservatori delle cose di questo municipio, è lo stile Della Casa quello di evitare il confronto diretto con i cittadini così com’è successo anche il 18 ottobre quando la Giunta ha disertato la Commissione Trasparenza per evitare di rivelare i suoi piani su quel casale realizzati non solo in barba al Piano d’assetto, mai abrogato, ma senza consultare gli enti preposti alla tutela del Parco.

Se i neo-post-fascisti di Fratelli d’Italia si sono detti a favore della nuova pizzeria nel verde pubblico, le altre opposizioni (Lega, Fi e Pd) hanno presentato un ordine del giorno, per chiedere il ritiro della delibera, un tavolo istituzionale per un percorso partecipato, che è stato bocciato puntualmente dalla maggioranza a 5 Stelle. Dalla presidente Della Casa solo generici impegni per il coinvolgimento dei cittadini. «Vigileremo attentamente su quanto accadrà in futuro e parteciperemo ai tavoli in cui saremo coinvolti – hanno commentato le associazioni e i movimenti – certo continueremo in tutte le sedi possibili la battaglia sul Casale Alba 1, sul mantenimento del Parco e dei Casali pubblici e sulla volontà delle realtà sociali e degli abitanti di essere protagonisti nelle decisioni che riguardano il proprio territorio.

 

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