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Europee, la tav fa il vuoto intorno a Zingaretti

Europee, la tav fa allontanare Civati, verdi, Bonino e Pizzarotti. Prc: «Siamo a buon punto nella definizione della coalizione antiliberista»

«Alle elezioni europee ci sarà una lista di sinistra e non mi riferisco ovviamente a quella del Pd – dichiara Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea – . Come Rifondazione Comunista da tempo lavoriamo per la presentazione di una lista unitaria mettendo a disposizione i simboli della Sinistra Europea e del nostro gruppo parlamentare “Sinistra unitaria europea- Sinistra verde nordica” GUE/NGL nel quale la nostra compagna Eleonora Forenza siede insieme a Syriza, Podemos, Linke, Melenchon, e tutte le formazioni che rappresentano un terzo spazio alternativo sia ai neoliberisti di centrodestra e centrosinistra che alle destre xenofobe nazionaliste. Anche in Italia la vera sinistra, fatta di partiti ma soprattutto di movimenti e realtà di lotta e solidarietà, deve uscire dalla frammentazione e dall’invisibilità. Siamo a buon punto nella definizione della coalizione antiliberista, antifascista, antirazzista, femminista e ambientalista».

Su Left di questa settimana, l’eurodeputata del Gue, Eleonora Forenza, ha scritto «quello che penso e a cui stiamo lavorando: la costruzione di un terzo spazio, alternativo al neoliberismo progressista e ai populismi reazionari, a partire dalla messa a disposizione delle forze del Partito della Sinistra Europea. Un terzo spazio da liberare nel senso comune e che sia occupato dai corpi in movimento: dalle proposte e dalle pratiche del femminismo, delle manifestazioni contro il cambiamento climatico, dai cortei contro la guerra alle e ai migranti. Non è solo un annuncio. È soprattutto un impegno».

E’ più ottimista della scorsa settimana il segretario di Rifondazione: la scelta di Zingaretti di risolvere l’ambiguità – e guidare la battaglia per devastare la Val di Susa a suon di Tav – potrebbe aver riaperto la strada a sinistra. Si terrà a Roma sabato prossimo l’assemblea nazionale di Sinistra Italiana al Centro Congressi Frentani. I lavori – che saranno aperti dalla relazione del segretario Nicola Fratoianni – e che vedranno anche gli interventi di intellettuali, rappresentanti di esperienze di movimento e esponenti politici della sinistra, saranno dedicati all’attuale situazione politica, le prossime elezioni europee, gli impegni per i prossimi mesi nell’opposizione al governo Salvini – Di Maio.

Più in generale, la Tav complica la vita anche ai tentativi di Nicola Zingaretti di promuovere una lista unica degli europeisti del centrosinistra per le europee. E’ su questa faglia, infatti, che si scontrano anche le forze centriste collaterali al Pd (+Europa, Verdi, Possibile e Italia in Comune di Pizzarotti). Si va dunque verso tre liste del centrosinistra, anche se il segretario del Pd ha invitato a sdrammatizzare. Zingaretti si sta muovendo anche in vista delle amministrative di primavera mentre la minoranza di Maurizio Martina ha tenuto il suo primo incontro in vista dell’Assemblea nazionale del 17 marzo. Che dar vita a un listone degli europeisti del centrosinistra non fosse possibile, era chiaro sin dall’inizio. Zingaretti lo ha lasciato capire nel pomeriggio, dopo aver incontrato lo spitzenkandidat dei socialisti alle europee Frans Timmermans, venuto a congratularsi col segretario Dem per «il miracolo» delle primarie e il milione e mezzo di elettori. «Il Pd è l’unico partito che ha aderito al Manifesto di Calenda – ha ricordato Zingaretti – e continueremo a lavorare per fare liste più aperte, ricche e inclusive possibile, pescando non solo nella società ma anche negli attori politici disponibili» come Giuliano Pisapia. «Altre forze politiche stanno facendo altre scelte; se accanto a noi ci saranno delle liste che hanno questo spirito noi dovremmo viverlo non in una chiave di tensione e di polemiche». In effetti Verdi, Italia in Comune e Possibile hanno dato notizia della volontà di dar vita a una propria lista per le europee. La Tav è stato il primo elemento divisivo tra Verdi, da una parte, e +Europa dall’altra, avvicinando i primi e Italia in Comune a Possibile di Pippo Civati. A questo punto diventa più complicata una lista tra i soli Pd e +Europa, anche se Zingaretti e Benedetto Della Vedova si incontreranno comunque agli inizi della prossima settimana. Il meccanismo delle preferenze, che penalizza i candidati di +Europa, spinge questo partito a evitare l’abbraccio con i Dem. Ma non meno importante delle europee sono le amministrative. Il 28 aprile si voterà in Sicilia a Caltanissetta e in altre città non capoluogo (per es. Bagheria, Mazzara, Monreale, ecc) e il 26 maggio, nell’election day con le europee, in 4mila comuni e in Piemonte dove, a stretta maggioranza, Sinistra italiana ha votato per stare nello stesso campo yes tav di Chiamparino. Sondaggi incoraggianti per la Basilicata (le urne sono il 24 marzo) avrebbero spinto il segretario Pd a concentrarsi sulle amministrative di primavera. Prima mossa la pace in Sicilia con il segretario Davide Faraone, di area Martina, dopo le tensioni recenti: è stato concordato il rinvio dei congressi provinciali e una segreteria unitaria. Per i comuni in cui si voterà a maggio, si stanno stringendo i legami proprio con le forze con cui non è andata in porto la lista unica alle europee, oltre che con Leu e altre liste civiche locali. Sul fronte interno mercoledì sera Maurizo Martina ha riunito i parlamentari che lo hanno sostenuto per ringraziarli. Parola d’ordine «lealtà a Zingaretti» in attesa delle sue possibili apertura sulla gestione unitaria. Martina ha chiesto ai suoi di non chiudere i battenti per mantenere vivo il pluralismo nel Pd, innanzi tutto a livello di proposta. Per esempio insistendo sul salario minimo. Zingaretti ha incassato una nuova dichiarazione di lealtà da parte di Matteo Renzi, che ha pure annunciato di voler firmare l’Appello di Macron: iniziativa che il segretario ha salutato come un «contributo che arricchisce». Secondo un sondaggio EMG Acqua presentato oggi, il 61,5% degli elettori del Pd vorrebbe un partito di centrosinistra. Per il 30% il Pd di Zingaretti dovrebbe essere un partito di sinistra, mentre per il 6% un partito di centro. Macron più Tav e chissà cos’altro ancora, tornereste ai gazebo a votarlo?

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