domenica 8 20 Dicembre19

Europee, le ragioni del voto a sinistra

Europee, le ragioni del voto a sinistra

Elezioni Europee del 26 maggio, i perché di un voto a “La Sinistra” e la mobilitazione sociale necessaria, l’endorsement di Sinistra Anticapitalista

[la scelta delle foto è della redazione di Popoff]

La campagna elettorale per il Parlamento europeo è stata dominata dal furibondo ed inverecondo scontro tra i due partiti che compongono l’attuale governo, cioè quel M5S e quella Lega che uniti, hanno compiuto le peggiori nefandezze e che, anche in questi giorni, continuano a litigarsi su come continuare a farne altre insieme.

I risultati delle urne non avranno solo un significato nazionale nei singoli paesi; incideranno profondamente sulle dinamiche socio-politiche complessive dell’Europa con pesanti ripercussioni sulle condizioni di vita delle classi lavoratrici.

All’interno delle classi dominanti si confrontano due componenti; da un parte la grande borghesia che ha gestito coi suoi partiti più rappresentativi  (i conservatori e i social-liberisti) le politiche dell’austerità che hanno determinato una polarizzazione sociale estrema, disoccupazione, precarietà  e distruzione dei diritti sociali; dall’altra le forze della destra e dell’estrema destra fascista che hanno tratto alimento dalla degradazione e sociale e che hanno rilanciato ogni sorta di posizioni nazionaliste, xenofobe e razziste, tutte quante declinate all’interno della stessa logica capitalista dell’austerità.

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Occorre avere ben chiaro che l’attacco alle conquiste sociali e civili delle classi lavoratrici va di pari e passo con la rimessa in discussione degli stessi assetti democratici. Non può essere sottovalutata la minaccia che grava sui paesi europei con lo sviluppo e l’arrivo al governo delle forze nazionaliste e di estrema destra, spinte dai loro successi ad approfondire sempre più i loro progetti revanscisti, forieri di nuovi conflitti e barbarie, compresa quella che già oggi si manifesta nella strage dei migranti nel Mediterraneo di cui tutti i governi europei sono responsabili. Né queste dinamiche possono essere realmente combattute da quelle forze liberiste e capitaliste che si contrappongono ai nazionalisti in nome di un generico europeismo mentre non hanno nessuna intenzione di mutare le loro politiche economiche di massacro sociale.

È necessario combattere Scilla e Cariddi, cioè le due componenti della classe dominante: è uno scontro storico quello che contrappone i lavoratori ai capitalisti che potrà avere una soluzione favorevole per la classe lavoratrice solo se questa saprà ricostruire una nuova unità nella lotta per la difesa delle proprie condizioni di vita e di lavoro.

Questo progetto alternativo si misura in prima istanza sul terreno nazionale, ma lo spazio dello scontro è europeo ed internazionale; per questa considerazione Sinistra Anticapitalista a lavora in una prospettiva anticapitalista ed internazionalista.

Ed è per che questo diamo importanza decisiva a ciò che succederà dopo le elezioni, lavorando per una stagione di lotta che riprenda quanto di straordinario avvenne nel nostro paese 50 anni fa con l’autunno caldo, ripartendo dagli assi fondamentali della lotta delle lavoratrici e dei lavoratori – meno orario, più salario -, strumento di unità tra le diverse categorie, tra il nord e il sud, tra occupati e precari e disoccupati. Vorremmo che nella sinistra, tra le forze politiche e sindacali ci fosse una più forte determinazione su questo terreno che presuppone una totale alternatività al PD e dalle burocrazie sindacali da tempo compromesse con le logiche capitaliste dei padroni.

Ma sarebbe superficialità o estremismo non avere attenzione al risultato delle urne, non preoccuparsi che si concretizzi anche nel voto una  posizione che, pure tra mille difficoltà, si manifesta nel paese: la lotta contro la barbarie e il fascismo, il rifiuto dell’austerità e la battaglia per i diritti e la giustizia sociale, la consapevolezza che le/i migranti sono nostre sorelle e fratelli di classe e che occorre porre fine all’odio o all’indifferenza che le/li travolge e che travolgerà tutte/i quante/i noi se non saremo capaci di fermare Salvini e i suoi soci.

La lista “La Sinistra” esprime un programma che ha molti punti condivisibili, il contrasto all’austerità, una patrimoniale sulla ricchezza per garantire scuola, sanità, welfare per tutti, la riduzione dell’orario di lavoro per creare occupazione, una visione unitaria dell’Europa, la difesa dell’ambiente e una azione sovranazionale per contrastare i cambiamenti climatici, infine l’opposizione ai partiti del fiscal compact liberista e a quelli nazionalisti. Ancor più rilevante è la tenuta di uno spazio politico percepibile a livello di massa come spazio di sinistra, con ciò che ne consegue in termini di identificazione di “valori” e “idee”, che storicamente hanno caratterizzato la sinistra nelle sue diverse espressioni.  Esistono certo delle importanti divergenze strategiche a partire dal fatto che noi abbiamo una critica molto più radicale alla struttura istituzionale europea e dei suoi trattati, vera e propria macchina da guerra contro le classi lavoratrici e della necessità di rimettere in discussione l’attuale Unione Europea in una chiara ottica anticapitalista e per un progetto ecosocialista europeo; per non parlare del fatto che qualcuna delle forze che compone la lista continua con grande ambiguità a gestire insieme al PD importanti governi locali. Decisivo sarà poi la capacità e volontà di agire gli obbiettivi rivendicativi nella realtà sociale.

Resta il fatto, non è secondario, della necessità che il fermento sociale presente possa trovare anche una espressione numerica significativa nel voto nel 26 maggio.  Un successo della lista mostrerà che nel nostro paese non ci sono solo i 4 impresentabili, Lega, M5S, PD, Forza Italia, per non parlare dei fascisti espliciti di Fratelli d’Italia, ma anche una posizione diversa di sinistra che rilancia i diritti sociali e democratici delle classi lavoratrici.

La sua affermazione potrà favorire quel secondo turno sociale di lotta, facendo sentire tutti quelli che già si mobilitano di non essere soli, ma che centinaia di migliaia di persone, si spera almeno un milione, hanno sentimenti comuni e che hanno voluto esprimerli simbolicamente anche col voto.

Per questo vi invitiamo a votare “La Sinistra”

Ma contemporaneamente chiediamo a tutte e tutti un impegno individuale e collettivo, dopo il 26 maggio, nei luoghi di lavoro, nei quartieri, nelle piazze e nelle scuole per costruire la mobilitazione indispensabile per una alternativa, democratica, sociale, ai liberisti, ai nazionalisti, ai fascisti, al capitalismo.

È su questo che si misurerà davvero la capacità e la volontà di ricostruire, in prospettiva, una sinistra di classe e di massa all’altezza delle sfide del capitalismo contemporaneo.

 

#sempredallastessaparte

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