Giardino Bruno, l’eresia è un orto a scuola

Giardino Bruno, l’eresia è un orto a scuola

Sono stati gli studenti a chiamarlo “Giardino Bruno” per ricordare il filosofo naturalista da cui prende il nome la loro scuola

E’ proprio in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente  che il Liceo “Giordano Bruno” di Roma inaugura il suo “Giardino Bruno”. Uno spazio green attrezzato con piante aromatiche e ornamentali che gli studenti delle classi 4AX e 5AX del Liceo delle Scienze Umane (Opzione Economico-sociale), hanno realizzato nella sede di Via Isole Curzolane di Roma.

Circa 330 piante di cultivar diverse arricchiscono la biodiversità di uno spazio riqualificato dal degrado. Si percepisce nell’aria una giornata di festa organizzata nei dettagli da una task force di studenti motivati accompagnati dalle note di alcuni alunni del Liceo Musicale, che hanno fatto squadra con i docenti e il personale della scuola.

Nell’Aula magna della sede, alla presenza di un centinaio di persone tra docenti, famiglie e studenti, è stato presentato l’evento conclusivo del Progetto Pon “Percorsi e pratiche di educazione ambientale orientate a un’ecologia integrale”, il Dirigente Scolastico Paolo De Paolis, la vice preside Patrizia Pascarella, le responsabili del plesso Prof.sse Donatella Damiano e Anna Trozzo, il Direttore amministrativo Paolo Sarro, i genitori rappresentanti il Consiglio di Istituto, le referenti del Progetto Prof.sse Concetta Di Lunardo e Patrizia Tiberio con i rispettivi tutor Camilla Gaetani e Maria Tarallo.

Sono intervenuti per la parte istituzionale Francesco Pieroni, assessore ai lavori pubblici e al verde e Simona Sortino, presidente Commissione Ambiente del III Municipio. E’ intervenuta per l’Associazione Internazionale Anonymous for the Voiceless la dott.ssa Eleonora Sola in merito ai cambiamenti climatici, spreco delle risorse idriche e allevamenti intensivi.

Presente all’evento il dottor Vincenzo Verdesca (In foto) presidente di Arboverde, l’associazione salentina, che ha donato alla scuola 250 piantine. Una realtà composta da imprenditori etici del settore florovivaistico accomunati dalla volontà di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza del verde e del paesaggio in tutte le sue accezioni. Nel sottolineare l’importanza dell’approccio sostenibile a ogni azione che attraversi la cura dell’ambiente ha precisato l’importanza della valorizzazione e tutela degli spazi aperti nell’ottica della bellezza e della cura.

“Il lavoro del paesaggista – sottolinea Verdesca – è trasversale e sinergico con altre figure professionali che ruotano nell’ambito della progettazione. Ciò che guida il mio lavoro è il rapporto autentico che deve stabilirsi fra l’uomo e l’ambiente che sia armonico e funzionale soprattutto nel valutare i materiali più idonei per realizzare luoghi di appartenenza sostenibili e a basso impatto ambientale. A voi ragazzi, energie del futuro, sento di dirvi- ribadisce il paesaggista – continuate ad apprezzare ciò che vi circonda con lo stesso interesse che ho potuto constatare nel lavoro svolto fino ad oggi. Avete guide e risorse eccellenti per contaminare e proseguire il vostro Giardino Bruno nell’ottica della salvaguardia dell’ambiente”.

La dottoressa Rosanna Bertoldin, responsabile marketing dell’ Azienda veneta Ortoflorovivaistica F.lli Simonato ha donato alla scuola 80 piantine di erbe aromatiche biologiche confezionate nel nuovo BioKepos3. Si tratta della nuova linea di packaging a zero impatto ambientale, composta da un vasetto a base di fibre vegetali, un sacchetto compostabile industrialmente e un foglio informativo realizzato in carta alimentare.

Ma i veri protagonisti dell’evento sono gli studenti che con cuore e passione negli ultimi sei mesi hanno realizzato un percorso naturalista trasversale culminato in uno spazio inclusivo dove c’è cura, bellezza, buone pratiche, sostenibilità e rispetto per la natura. I ragazzi lo hanno denominato “Giardino Bruno” per ricordare il filosofo naturalista da cui prende il nome la scuola

Perché un orto-giardino a scuola?

“I motivi possono essere molteplici – precisa la professoressa Di Lunardo– innanzitutto l’aspetto pedagogico-educativo. Riteniamo che la ricaduta formativa del progetto sia stata per tutti noi immensa! Accudimento, senso di responsabilità, cura e soprattutto pazienza. In fondo osservando il mondo vegetale possiamo capire molto anche dell’animo umano! Lavorare insieme in giardino ci ha uniti molto perché zappare la terra è una pratica esperienziale insensibile ai ruoli, all’estrazione sociale, al colore della pelle, un modo per mettere insieme risorse e diversità sociali centrate sul lavoro di squadra dove ciò che conta è solo la responsabilità verso le piante. Ci piacerebbe aprire questo spazio green al quartiere e costruire percorsi inclusivi con anziani e disabili. Oggi una delle sfide più serie per salvare il Pianeta è recuperare la perdita di biodiversità anche per tenere sotto controllo l’inquinamento atmosferico e contrastare i cambiamenti climatici.

Anomalie climatiche che impattano soprattutto l’agricoltura con temperature bizzarre che sempre più spesso distruggono intere produzioni. Oggi il lavoro degli agricoltori è messo a dura prova con il risultato che per una serie di congiunture spesso lavorano in perdita. Noi possiamo fare molto per contrastare tutto ciò a partire da uno stile di vita sostenibile, che non impatta l’ambiente, moderando i consumi e non sprecando le risorse naturali perché sono scarse e non immediatamente rinnovabili”.

“Veri protagonisti sono gli studenti – sottolinea la professoressa Tiberio – che tutti insieme in questi mesi hanno lavorato per raggiungere un ottimo risultato. Hanno fatto la loro parte anche perché un nuovo stile di vita e una nuova mentalità non si improvvisano. La crescita deve diventare consapevole e diffusa per poter dare un contributo decisivo alla società. Ma prima di tutto è l’umanità che ha bisogno di cambiare, deve crescere in loro la coscienza di un’origine comune e di un futuro condiviso da tutti. Questa consapevolezza di base permette lo sviluppo di nuove convinzioni, nuovi atteggiamenti e stili di vita per una cittadinanza ecologica globale.

Qui ciascuno è chiamato a fare la sua parte per contrastare i cambiamenti climatici, combattere lo spreco di acqua e di cibo, utilizzare energia da fonti rinnovabili e non inquinanti, bloccare il degrado ambientale. E’ anche attraverso questo progetto che abbiamo voluto insegnare ai nostri studenti a prendersi cura di un bene comune superando l’individualismo, uscire da se stessi per prestare attenzione alla bellezza e amarla. Questi sforzi diffondono il bene nella società che sempre produce frutti al di là di quanto si possa constatare, primo il senso della nostra dignità e profondità esistenziale”.

Gli studenti lanciano una sfida!

Prima dell’inaugurazione del Giardino Bruno con il taglio del nastro, gli studenti delle due classi impegnate nel progetto sono intervenuti con letture e video emozionanti, ma soprattutto con un monito che hanno rivolto a tutti:

“Ogni esperienza, ogni specie, ogni mestiere, ogni cultura o lingua, opinione o stile di vita, ogni buona idea che lasciamo perdere è un’occasione perduta. Essere indifferenti alla conoscenza è un modo di ucciderla, e invece bisogna ibridare la conoscenza, combattere l’omologazione e contaminare le discipline per non sprecare un patrimonio culturale”.

“Giardino Bruno” è stato tutto questo per noi tutti! Aiutateci a farlo vivere!

 

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