martedì 10 20 Dicembre19

Jeremy Irons: contro il fascismo ricordiamoci della nostra umanità

Jeremy Irons: contro il fascismo ricordiamoci della nostra umanità

Trastevere, branco dei fascistelli del sabato sera assale due ragazzi colpevoli di avere una maglietta troppo antifascista. Il video dell’intervento di Irons

Avevano passato il sabato sera in piazza San Cosimato, all’arena del Piccolo America, a vedere ‘First reformed’ il cui regista, Paul Schrader era lì per presentare il suo lavoro con tanto di maglietta del Cinema America, l’iniziativa da un gruppo di giovani per portare il cinema nelle strade della capitale. Una serata come tante, i soliti quattro amici insieme, film di qualità, una passeggiata per i vicoli di Trastevere, chiacchiere fino quasi all’alba. Ma verso le 4 la nottata ha preso una piega diversa. In due si avvicinano al gruppo con toni minacciosi: «Hai la maglietta del Cinema America, sei antifascista levati subito la maglietta, te ne devi andare via da qua». Da due sono diventati quattro, poi una decina. Poi le botte, di quelle che ti fanno finire in ospedale. «Non siamo riusciti a scappare né a difenderci – spiega oggi David Habib, 20 anni, che ha denunciato l’accaduto e che adesso è ricoverato al Fatebenefratelli – È stato un assalto pieno di violenza. Io non ho acconsentito a togliere la maglietta e la conseguenza è stata una testata sul naso, che domani devo operare d’urgenza. È evidente che avessero già deciso di aggredirci. Abbiamo avuto la sensazione che ci avessero seguito». Nonostante il dolore al naso e alla testa, David dice con voce ferma: «Trastevere è un punto di riferimento e luogo di aggregazione per tutti. Non smetteremo di frequentare i territori di questa città liberamente e di rivendicare le nostre idee, come non smetteremo di partecipare alle proiezioni a San Cosimato e indossare la maglietta del Cinema America». A un altro ragazzo che era con David sono stati messi tre punti sul sopracciglio a causa di una ferita profonda.

La notizia è stata comunicata sui social proprio dai “ragazzi del Cinema America”:

Ieri notte verso le 4 del mattino quattro ragazzi ventenni sono stati aggrediti da una decina di individui di circa trent’anni all’urlo di “Hai la maglietta del Cinema America, sei antifascista, levati subito sta maglietta, te ne devi andare via da qua!”.

Bottigliate, pugni, insulti e testate con minacce affinché uno dei ragazzi levasse la maglietta. A denunciare il tutto David Habib ricoverato d’urgenza al Fatebenefratelli, che indossava la maglietta bordeaux ora piena di sangue per via di una tumefazione e trauma con fattura scomposta alla piramide nasale. Ad un altro degli aggrediti, inoltre, tre punti sul sopracciglio destro, anche lui medicato in ospedale nella notte.

“Eravamo a San Francesco a Ripa, all’inizio erano in due, hanno iniziato a insultarci – racconta David – e in pochi minuti da 2 sono diventati 4 e dopo una decina, non siamo riusciti a scappare né a difenderci, non ci hanno lasciato liberi nemmeno di andare via. È stato un assalto pieno di violenza, che non riusciamo a comprendere, noi non abbiamo nemmeno risposto alle loro provocazioni. Io non ho acconsentito a togliere la maglietta e la conseguenza è stata una testata sul naso, che domani devo operare d’urgenza. È evidente che avessero già deciso di aggredirci. Abbiamo avuto la sensazione che ci avessero seguito da Trilussa fino a piazza San Calisto.

Trastevere è un punto di riferimento e luogo di aggregazione per tutti, dove molti ragazzi persino più giovani di noi passano le loro serate, anche in occasione delle proiezioni del Cinema America. Non smetteremo di frequentare i territori di questa città liberamente e di rivendicare le nostre idee, come non smetteremo di partecipare alle proiezioni a San Cosimato e di indossare la maglietta del Cinema America.”

Noi ragazzi del Cinema America denunciamo questo atto gravissimo in una città e paese allo sbando dove la violenza non viene più condannata, ma anzi difesa e sdoganata da chi ci governa come strumento di giustizia. Ci costituiremo parte civile e sosterremo le spese legali. Non smetteremo mai di indossare le nostre magliette e lanciamo un appello a affinché si indossi tutti insieme una maglia bordeaux.

Un abbraccio a David e a tutti gli altri ragazzi aggrediti!

 

E solidarietà alle vittime arriva dall’Anpi di Roma: «È evidente l’appartenenza degli aggressori all’estrema destra fascista. Nessuna aggressione può essere tollerata, è necessaria una risposta ferma e rigorosa». In ospedale oggi, a dare supporto ai due ragazzi ricoverati, c’è Valerio Carocci, presidente del Piccolo America, che non si dà pace per quanto è successo: «Un atto gravissimo in una città e paese allo sbando, questa è una vera e propria aggressione squadrista. Dove la violenza non viene più condannata ma anzi viene difesa e sdoganata come strumento di giustizia da chi ci governa. Ci costituiremo parte civile e sosterremo le spese legali. Non smetteremo di indossare le nostre maglie». E lancia un appello: «Appuntamento per tutti stasera in Piazza San Cosimato, indossando le nostre magliette per dare solidarietà ai ragazzi aggrediti».

La serata è stata segnata dalle parole di Jeremy Irons, venuto a presentare Io ballo da sola di Bertolucci, che ha voluto prendere parola contro l’aggressione.

«La vita e la situazione in Europa sono estremamente difficili al momento. C’è un’estrema frammentazione e tutti dovremmo assolutamente preoccuparcene e, attraverso la nostra umanità, la nostra capacità di capire, la nostra intelligenza, dovremmo unire, fondere la società, non lavorare per la sua frammentazione – ha detto l’attore applauditissimo – è una situazione difficile perché l’economia e lo stato economico ne soffrono e il capitalismo non fa quello che potrebbe fare per creare delle società più coese, società dove sia piacevole e anche bello vivere. Ci sono persone che sono diventate troppo ricche e persone che si sentono abbandonate e dimenticate. Tutto questo deve essere messo profondamente in discussione ma per farlo bisogna ricordarsi che tutti mangiamo, tutti dormiamo, tutti scopiamo, tutti cachiamo. E quindi siamo tutti uguali e allora dobbiamo far comprendere come questa violenza politica emergente non fa bene e non serve a nessuno: non servono a costruire una società coesa. Dobbiamo fare attenzione quando andiamo a votare ma soprattutto dobbiamo ricordarci della nostra umanità in modo tale che ciò che è accaduto settant’anni fa non torni a gettare i suoi semi».

 

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