11.4 C
Rome
mercoledì 8 Febbraio 2023
11.4 C
Rome
mercoledì 8 Febbraio 2023
FILLEA CGIL: una storia lunga 136 anni, vai alla landing page
HomemalapoliziaPegasus infections, il grande fratello contro gli attivisti

Pegasus infections, il grande fratello contro gli attivisti

Attivisti, avvocati, giornalisti spiati con strumenti informatici: la denuncia delle associazioni

Il laboratorio canadese Citizen Lab  ha raccolto più di 100 casi di violazioni che hanno coinvolto attivisti, avvocati e giornalisti in mezzo mondo Banerji (Tech Team Amnesty International): “Difensori dei diritti umani nel mondo sempre più minacciati da strumenti e tecniche”

Poco più di un paio di mesi fa WhatsApp ha fatto sapere che circa 1.400 utenti in 20 paesi del mondo erano stati infettati attraverso lo spyware Pegasus, il prodotto di punta della Nso Group, la società di cyber intelligence israeliana. Il gruppo dichiara di aver venduto questo strumento solo a governi e agenzie governative, che dovrebbero dunque utilizzarlo per la protezione dei propri cittadini. Spesso, però, è stato documentato come Pegasus sia stato utilizzato anche contro giornalisti, avvocati e difensori dei diritti in genere. Come avvenuto, per esempio, in Arabia Saudita, Emirati Arabi, Marocco, Messico, Ruanda.

La denunciaAmnesty International e altre organizzazioni hanno rivelato come queste tecnologie siano spesso nelle mani di governi autoritari. Per esempio, Pegasus è stato usato tra aprile e maggio dello scorso anno in India per controllare circa venti tra giornalisti e attivisti. Tra loro, Nihal Singh Rathod, avvocato che ha seguito un caso di violenza tra caste avvenuto nel 2018. “I difensori dei diritti umani nel mondo sono sempre più minacciati da una vasta gamma di strumenti e tecniche. A ciò si aggiunge la minaccia rappresentata dai nuovi potenti attori sulla scena: le compagnie di sorveglianza private. I governi stanno sempre più esternalizzando la sorveglianza digitale ad aziende del settore privato che sviluppano tecnologie insidiose per il controllo mirato di attivisti per i diritti umani”, ha scritto Likhita Banerji, del Tech Team di Amnesty International.

La posizione di WhatsAppLa società di proprietà di Facebook Inc. aveva dichiarato nel maggio scorso di avere bloccato un attacco che era stato lanciato a causa di una mancanza nella funzione delle videochiamate. Il caso era emerso anche grazie a una indagine del Citizen Lab, un laboratorio dell’Università di Toronto specializzato proprio nell’analisi dei punti di contatto tra tecnologia, sorveglianza e diritti umani. Dopo questo episodio, e con l’aiuto dello stesso Citizen Lab, WhatsApp ha approfondito quanto accaduto e a ottobre 2019 ha accusato la Nso per la sua attività. La causa è stata intentata alla Corte Federale americana di San Francisco e l’attacco è stato definito “un inconfondibile modello di abuso”. Da canto suo, l’Nso ha negato a più riprese qualunque responsabilità.

I dati di Citizen LabIl laboratorio canadese ha raccolto più di 100 casi di violazioni che hanno coinvolto attivisti, avvocati e giornalisti in mezzo mondo. In seguito all’acquisizione della maggioranza della Nso da parte della Novalpina Capital, ricostruisce ancora Citizen Lab, la società avrebbe cercato di diffondere l’idea che da quel momento in avanti le violazioni erano terminate, anche se il think-tank di Toronto è convinto del contrario. Negli anni scorsi, il gruppo israeliano era finito sotto accusa per aver fornito le proprie tecnologie anche a regimi. Per esempio, due anni fa, ad essere attaccato era stato il telefono di un confidente di Jamal Khashoggi, il giornalista saudita poi ucciso in Turchia. Ad oggi si stima che sono 45 i paesi nel mondo che stanno utilizzando Pegasus.

L’articolo integrale di Maria Tavernini“Sicurezza e privacy: il sottile confine dove vengono spiati gli attivisti”, può essere letta su Osservatorio Diritti.

© Copyright Redattore Sociale

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento, prego!
Inserisci il tuo nome qui, prego

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi articoli

Gli architetti della Resistenza

Fino al 26 febbraio, a Milano, la mostra Progettare la memoria. Lo studio BBPR: i monumenti, le deportazioni

Parla come te l’Intelligenza Artificiale di Microsoft

Dopo ChatGPT, la controversa IA di Microsoft che imita le voci. Il suo nome: Vall-E. IA sempre più realistiche e pericolose per la democrazi...

Che cosa ha prodotto l’Olocausto

Un saggio di Ernest Mandel: Premesse materiali, sociali e ideologiche del genocidio nazista

UK, successo dello sciopero di solidarietà e scuole chiuse

UK, sciopero nel settore pubblico e nelle scuole contro l'inflazione. La più grande mobilitazione dal 2011 [Marie Billon]

Francia, contro Macron le piazze più piene di sempre

I sindacati, sempre uniti, hanno vinto la loro scommessa martedì, dopo la prima mobilitazione del 19 gennaio. La battaglia continuerà il 7 febbraio