mercoledì 21 Ottobre 2020

Dalla Grecia. Come mobilitarsi contro il governo al tempo del virus?

Dalla Grecia. Come mobilitarsi contro il governo al tempo del virus?

La quarantena generale, in un paese con la Sanità al collasso, non serve ad affrontare la pandemia ma a gestirla comunicativamente 

da Salonicco (Grecia), Vasilis Morellas. Traduzione Claudio Feliziani

Esistono diversi tipi di “esperti” a seconda del governo a cui sono collegati. Tuttavia, gli esperti dell’OMS e i paesi che hanno sconfitto il coronavirus sono più credibili degli organi salariati dal governo greco, indipendentemente dalle loro qualifiche. Quindi noi comuni cittadini un poco letterati abbiamo l’opportunità di scoprire qualche verità in mezzo alla propaganda dei media, soprattutto se conosciamo anche lingue straniere.

La soluzione per il coronavirus è provata a livello internazionale:

1) Singapore ha una popolazione inferiore a 6 milioni. È stata infettata presto dal coronavirus, il 23 gennaio. È densamente popolata, ma il numero totale di morti fino ad oggi, 24 marzo, è … 2 (due). Inoltre, il numero di casi ospedalizzati non ha superato i 55 in un solo giorno fino ad oggi. Incidenza cumulativa dei casi 509 (23.3.2020). E questo numero è molto vicino alla realtà, poiché i casi vengono rilevati sistematicamente. Contrariamente a quanto il governo ha riconosciuto attraverso Tsiodras (epidemiologo del ministero della sanità) per la Grecia, dove i casi reali sono stimati (dal governo!) sei volte più di quanto registrato …

Taiwan ha una popolazione di 23 milioni. Di questi, 400mila lavorano su una distanza di 130 chilometri, vale a dire … in Cina, dove la pandemia è stata registrata per la prima volta. Il paese è visitato da 2,7 milioni di cinesi ogni anno! È stato infettato dal virus all’inizio del 21.1. Ma il numero di morti finora è … 2 (due). L’incidenza cumulativa è 215 (23.3.20). La Corea del Sud, con prestazioni in qualche modo “peggiori”, ha una popolazione di quasi 52 milioni. È stato infettato dal virus all’inizio del 20.1. Ha colpito oltre 9mila casi e 120 morti. Ma i numeri sono molto più piccoli – proporzionalmente o in assoluto – che in Italia, Grecia, Europa in generale.

In Grecia, ad esempio, i 2-3mila casi totali che Tsiodras aveva stimato una settimana fa, quando il numero di casi registrati era 418, oggi che il numero è un po’ meno di 700, corrispondono a più di 4mila. Rispetto alla Corea, questi dovrebbero essere solo 1800. In paragone con Singapore o Taiwan, i casi greci dovrebbero essere … solo 850 e solo 500 rispettivamente. Questo a tutt’oggi! Anche senza tener conto del fatto che in Grecia il primo caso si è verificato il 26.2., ovvero più di un mese dopo i tre paesi di riferimento … Ogni raffronto è oggettivo, indipendentemente da qualsiasi posizionamento politico, catapultato nella politica di fronte alla pandemia e in generale allo smantellamento del SSN in Grecia.

2) Perché affermiamo che il divieto generale di circolazione (diciamo la quarantena generale) dovrebbe essere infranto perché danneggia la salute pubblica? Questi tre paesi dell’Asia orientale hanno risposto meglio alla pandemia, come registrato dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e come nessun “esperto” può negare (se l’ “esperto” è dalla parte del Memorandum preferisce semplicemente non trattare i fatti). Ma nessuno dei tre ha imposto una quarantena generale! Né gli abitanti sono stati chiusi nelle loro case, nemmeno tutte le scuole, i servizi, le imprese, ecc. Il modo di affrontare il coronavirus con successo, vale a dire con i pochi morti, che avrebbero quasi avuto un’epidemia di influenza “normale”, non è la quarantena generale. Ciò è evidente dai fatti, dall’esperienza internazionale. Ciò è confermato dall’OMS. Qual è la strada giusta? Che cosa hanno fatto questi tre paesi?

Hanno fatto molto, ma i più elementari sono riassunti nel trittico: ospedali efficienti – monitoraggio massiccio – quarantena solo per i portatori. La rilevazione massiccia dei portatori del virus è stata effettuata mediante screening di massa in tutta la popolazione e, simultaneamente, rapida localizzazione dei contatti di questi portatori per trovarne altri potenziali. Ad esempio, la Corea è riuscita a produrre 100mila test ogni giorno! Gestisce 600 centri di screening extraospedaliero (per prevenire le infezioni ospedaliere). In 50 di essi, il test viene eseguito senza che i conducenti lascino l’auto! Prima che fossero trascorsi due mesi dalla sua prima epidemia, Singapore aveva già eseguito 38mila test, quindi circa 6.500 per milione di abitanti. Ciò significa che in Grecia avrebbero dovuto essere eseguiti più di 60mila test, rispettivamente (cerca quanti ne sono stati fatti …). Naturalmente, test di massa significa test gratuiti. Nessun costo di 150-300 euro per i pochi privilegiati …

D’altra parte, la localizzazione veloce significava che in questi paesi esisteva un centro di monitoraggio dei contagiati, che poteva trovare rapidamente dove il contagiato era seduto in teatro, per testare gli altri spettatori. Inoltre, in questi paesi il sistema sanitario è molto più potente. Ad esempio, rispetto alle Unità di Terapia Intensiva, Taiwan (insieme alla Germania) si colloca tra i paesi con il miglior rapporto per 100mila abitanti, circa 30. Corea e Singapore ne hanno oltre 10, mentre la Grecia con 567 UTI è vicina a 6. Il numero di letti d’ospedale per 1000 abitanti non è migliore. Circa 4,2 per la Grecia, 12,5 per la Corea, 8 per la Germania. E così via. Sebbene la descrizione completa dei SSN di questi paesi sia più complessa e non sia lo scopo di questo testo, non è un caso che nei tre paesi asiatici i sistemi sanitari siano “nazionalizzati” (secondo l’espressione che usa il New York Times), non privatizzati … Tuttavia, va detto che il rilevamento, la localizzazione e l’isolamento dei portatori, con tutte le risorse e il personale sanitario e amministrativo di cui hanno bisogno, probabilmente porteranno il rapporto UTI ad un livello di importanza secondario.

L’Italia registra anche 12 UTI per 100.000 abitanti, ma la mancanza di test e della conseguente riduzione dei casi ha portato a noti risultati devastanti (oltre 6mila morti in meno di due mesi). Non sappiamo se arrivati a questo punto l’applicazione del trittico può ancora limitare la diffusione del virus. Ci sono opinioni su questo e quello sull’argomento, anche se il caso della Corea sembra indicare che anche dopo lo scoppio dei contagi, queste misure possono ridurli. Ma sicuramente il trittico sarà sempre in grado fare la cosa più importante: limitare le morti, con più UTI (nuove o private) e il corrispondente personale ospedaliero permanente.

Posizione politica

La posizione della maggior parte delle organizzazioni di sinistra, incluso il KKE, sulle pandemie e le misure del governo è insoddisfacente. In poche parole, la maggior parte di loro potremmo dire che, mentre rivendicano il rafforzamento del SSN, affermano di essere schierati per l’ipotesi della quarantena (o delle altre misure del governo), riconoscendo la presunta necessità di queste misure per proteggere la salute pubblica. Un’indizio (non una prova) della problematicità di questo atteggiamento, è che lo ha assunto anche SYRIZA. Esistono ovviamente delle eccezioni. Ci stiamo concentrando sulla questione più importante, quella della quarantena, che è la più significativa dal punto di vista politico, non perché è incostituzionale, ma principalmente perché viene imposta come la misura più fondamentale ed efficace contro la pandemia. In effetti, la quarantena generale è il modo per affrontare la pandemia senza successo, ma per gestirla comunicativamente.

1)Non è un caso che i governi europei, che, a differenza dei tre paesi asiatici, si oppongono fortemente al rafforzamento dei SSN e alle misure contro la diffusione di COVID-19, stanno adottando uno dopo l’altro misure di divieto della circolazione. Lo fanno principalmente per scopi comunicativi. Una volta determinati a muoversi in una direzione diversa rispetto a quella dei paesi di riferimento, che è l’unica finora a dimostrare di essere efficace, vogliono far finta di prendere misure “radicali” e di prendersi cura dei loro … greggi. Si tratta di un radicalismo a spese dei diritti democratici fondamentali e non a spese delle cliniche private (non effettuano requisizioni, ma stipulano ricchi contratti con i proprietari di cliniche private), né a spese dei grandi capitali (con le cui imposte si potrebbero finanziare misure di contrasto per 50 pandemie). 

I ministri greci si rifiutano di far pagare allo Stato circa 5 (cinque) euro per ogni test di screening per renderli gratuiti (o almeno a prezzo di costo) per l’intera popolazione. Forse per evitare di assumere il personale adeguato che sarà necessario, forse per non riconfermare l’inaffidabilità del settore privato e la necessità del sistema sanitario pubblico. Preferiscono distribuire profitti tra la propria gente. Alle feste di Angelopoulou, alle missioni imperialiste all’estero, ai sussidi diversificati agli industriali e alle controesenzioni fiscali agli “imprenditori” ecc.

2) Al di là di questo, qualcuno direbbe: non sarà che con un tale SSN in rovina il divieto di circolazione si rende necessario? È vero il contrario. Le misure giuste contro la pandemia, come descrive OENGE (Federazione dei Medici Ospedalieri) e l’esperienza dei paesi modello, potrebbero essere lanciate in qualsiasi momento e iniziare a dare risultati tra 10 giorni. Dopo un po’ le scuole potrebbero riaprire, poiché tutti i casi verrebbero registrati e solo i portatori verrebbero messi in quarantena. Ciò andrebbe anche a vantaggio dei capitalisti, poiché, come in tutti e tre i paesi asiatici, non “abbassano le saracinesche” dell’economia. Ma il grande capitale, essendo dipendente dall’assistenza statale, preferisce problemi temporanei al sistema economico, piuttosto che aprire i sacchi di Eolo con l’annullamento del Memorandum sulla Salute – e chissà dove altro. Pertanto, la prima conclusione è che l’accettazione del divieto di circolazione premia i rischiosi arbitri per la salute pubblica del governo e perpetua una situazione che porterà più morti che un’influenza “normale”. E questo è il punto successivo.

3) La quarantena generale non risolve la pandemia. Da un lato, come ha detto il portavoce dell’OMS, un giorno la quarantena finirà. E allora la pandemia si diffonderà di nuovo. D’altra parte, la quarantena non è completa. È “generale” nel senso che si applica a tutti, ma non è generale nel senso che non si applica in modo sostanziale quando le persone sono ancora affollate in grandi aziende e mezzi di trasporto di massa. Qui possiamo dire che non ci può essere una quarantena completa per molto tempo. Coloro che sono pronti ad affermare che non dovrebbe circolare nemmeno una zanzara e a criticare il governo da questa posizione dovrebbero spiegare come ciò accadrà e come esattamente continuerebbero a funzionare ad es. le centrali elettriche e la produzione alimentare. Il lavoro umano non è stato ancora sostituito dalla robotica. Non è solo una questione di diritti (che è), ma di applicazione pratica. Ciò significa che il virus si sta ancora diffondendo. La barzelletta di cattivo gusto con la dichiarazione di jogging, passeggiata col cane ecc. conferma semplicemente che le uniche cose che sono cambiate rispetto a prima sono: a) la narrazione che dice che il governo ha adottato misure radicali, b) l’accettazione del fatto che il sistema (governo, Media e il capitale in generale) può violare la Costituzione (di nuovo) e indurre un numero sufficiente di persone a dare conto della propria vita privata.

4) Ma si aiuterà il SSN ad affrontare la pandemia, che si sta mitigando sebbene la diffusione continui ancora? NO! La diffusione è infatti mitigata dalle scuole chiuse, dai locali pubblici chiusi, ma il SSN anche così non può far fronte alla pandemia. Kastoria, con il suo personale medico mal equipaggiato senza misure di sicurezza, la proporzione relativamente grande di popolazione malata e di morti registrate (dal momento che ce ne sono di non registrate) di cui una è quella di un uomo morto a casa a causa della carenza del SSN, indica la strada su cui è incamminato l’intero paese.

In conclusione, con le giuste misure la quarantena generale semplicemente non è necessaria. Con le misure sbagliate (o nessuna), la quarantena generale di nuovo non risolve. Comunque tu la veda, il costo in vite umane (povere e di mezza età) cresce e non diminuisce fintanto che accettiamo e sosteniamo la misura di quarantena e la politica che difende. Ciò nasconde le vere contromisure e si propone come una “alternativa” economica. Non è un’alternativa. Non abbiamo da scegliere tra la morte lenta e quella rapida a migliaia. Inoltre, prima o poi gli stessi governanti annulleranno la bolla di sapone del divieto di circolazione, perché costa davvero all’economia e ai capitalisti. Abbiamo a che fare con un governo criminale, un sistema criminale. Non si lasci confondere nessuno e nessuna. Chiunque può uccidere i rifugiati al confine può lasciar morire anche persone “native” con il coronavirus. Dopotutto, come i medici hanno denunciato anche questo è stato fatto negli anni precedenti. Migliaia di greci sono morti prematuramente, dopo la crisi e in seguito, a seguito della dissoluzione dell’SSN durante gli anni dei Memorandum. Ora, perché non far morire alcune centinaia o migliaia di pensionati, che sono un problema per i rapinatori del Fondo pensioni, dal momento che vivono così a lungo? Non sono nemmeno “produttivi”. “Immunità di gregge”, ovvero il puro cannibalismo è la soluzione alla crisi (anche se molto limitato, questo è anche un modo della catastrofe del capitale …). In breve, l’atteggiamento che riconosce ND come la leadership che ci guida in “guerra” (ci sono anche tali affermazioni “patriottiche”) durante il coronavirus, passa per il riconoscimento di certe misure sbagliate come necessarie che rimanda l’opposizione pratica (non quella a parole) alle calende (“ora vi osserviamo, vi mostreremo in seguito”) e finisce per danneggiare la salute pubblica. Ora. Nonostante le buone intenzioni.

Cosa fare?

Teoricamente, dato che la maggior parte delle persone è d’accordo o ha paura a mostrare dissenso verso la misura, un grande partito (come il KKE) potrebbe sopportare il costo organizzativo e politico per rompere la quarantena ed esporre l’ipocrisia criminale del governo. Per dare ad es. un ultimatum al governo che se non esegue un certo numero di assunzioni di dottori e non avvia test alla popolazione gratuiti a un ritmo tale entro una settimana, inizierà a mobilitarsi in Syntagma – Piazza della Costituzione. La rottura (in tali condizioni) deve avvenire lentamente o rapidamente. Più rapidamente sarà, meno persone moriranno. Naturalmente, la forma delle mobilitazioni terrà conto sia del rischio del virus stesso sia del rischio della repressione in un tale contesto di consenso forzato. Potrebbe per esempio esserci un’escalation, inizialmente con striscioni dai balconi, poi piccoli raduni, come quello dei dottori del 19 marzo, seguiti da un raduno di alcuni manifestanti nelle piazze che potrebbero essere sostituiti da altri manifestanti ogni pochi minuti in una protesta che potrebbe durare così per molte ore, i cui partecipanti andrebbero poi volontariamente in quarantena individuale per i giorni seguenti. I gilet jaunes hanno mostrato una rotta il 14 e il 21 marzo. Man mano che il clima cambi e la rabbia sociale si accumuli, forse un’alleanza di organizzazioni o sindacati più piccoli del KKE può compiere tali mosse. Queste possono ora sembrare (o essere) fantasie esagerate.

Tuttavia, così o altrimenti, dal momento che le persone sono ancora costrette ad andare al lavoro usando i mezzi di trasporto di massa, è altrettanto necessario dimostrare. Altrimenti verranno licenziati, perderanno il salario o addirittura moriranno in silenzio. La stessa quarantena può essere superata dal governo stesso (o “migliorata” vietando solo … le dimostrazioni, come recentemente già previsto dalla nuova legislazione!), la vita stessa può essere superata se l’indignazione sociale va oltre un certo livello. Ma se le organizzazioni e le parti non hanno da subito una chiara comprensione teorica di ciò che è giusto, cosa dovrebbe essere fatto e con chi, allora non avranno alcun ruolo. L’incapacità di affrontare la repressione non deve essere trasformata in ricerca di giustificazioni e di consenso.

da RedTopia.gr

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1 Comment

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    Vassilios

    Cari ragazzi, sono medico di mestiere, avendo studiato in Italia, motivo per cui ho mantenuto dei legami ed amizie forti tuttora. Oltre dal punto di vista medico, ulilizzerò quello dell’osservatore. I numeri VERI di decessi e sopratutto la DISPERAZIONE dei colleghi rivelano di per sè la serietà dell’argomento. In più Sistemi Sanitari Nazionali molto più vasti e ben funzionanti del nostro stanno per crollare e sapete perchè? Perchè nessun sistema sanitario al mondo si è preparato per gestire un emergenza come quella. Nel mio paese dopo una feroce crisi economica dove anche il SNS è devastato, anche volendo, come si potrebbe in termini pratici rinforzarlo. I test non è possibile di effettuarli in modo massivo perchè si tratta di materiale in limitata quantità che non potrà essere disponibile anche se ci fosse la possibilità finanziaria. Una pandemia di insorgenza e trasmissione cosi veloce (il fattore tempo la differenzia da altre ed è cruciale per gestirla) in un solo modo si può affrontare.: diminuire la diffusione del virus per poter gestire nel TEMPO il numero degli ammalati. Ragazzi vedete che succede (e cosa succederà) in paesi con SNS sviluppato. Tuttio il resto (statistiche di qualità ambigua da posti dove magari esiste immunità naturale) sono chiacchere da ignoranti per ignoranti. La micro-polemica politica non dovrebbe averne luogo qui.
    Nota: non sono un sostenitore del partito in governo. Ma qui si tratta di un discorso di serietà con i mezzi che abbiamo e possiamo avere a disposizione. E tuttora pare che ce la caviamo. Peccato che certe persone, come il mio copatriota, autore dell’articolo vuole fasri sentire importante, opponendosi alla realtà vissuta da tutti. Salute e coraggio a tutti!

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