14 C
Rome
venerdì 24 Settembre 2021
14 C
Rome
venerdì 24 Settembre 2021
HomeSenza categoriaGenova, mille ore di silenzio contro la guerra

Genova, mille ore di silenzio contro la guerra

Il 28 luglio, per la millesima volta, un gruppo di pacifiste/i si riunirà sui gradini di Palazzo Ducale. Stavolta la dedica è alle Veglie contro le morti in mare

L’ora in silenzio per la pace di Genova raggiunge mercoledì 28 luglio 2021 la sua millesima ora. Questa esperienza, ormai consolidatasi a Genova, è uno spazio di riflessione unitaria e comunitaria, di persone con esperienze culturali diverse, ma accomunate dal profondo sentimento di rifiuto delle guerre, del terrorismo e dell’ingiustizia.

«Esponiamo striscioni e, distribuiamo volantini ai passanti. Mentre gli striscioni sono quasi sempre gli stessi, il contenuto dei volantini è sempre diverso e di volta in voltafornisce informazioni su guerre in atto, su violenze verso persone o interi popoli, su questioni inerenti la pace e la giustizia. Notizie che giornali e TV forniscono in maniera distorta  o non forniscono affatto», spiegano i promotori.

“L’ora in silenzio” nasce in Francia nel 1982, su iniziativa del collettivo “Artisans de paix”, contro la guerre e gli armamenti nucleari. Dopo l’installazione dei missili  degli USA in Europa (1982-83) questa iniziativa si rafforza sempre di più. In Italia nasce a Genova nel 1983 in concomitanza con la “Mostra navale bellica” che si teneva ogni due anni presso la Fiera del Mare; venne promossa dal “Gruppo amici dell’Arca” di Genova (legato alla Comunità Gandhiana Internazionale dell’Arca). La pratica dell’ora in silenzio ha origine dal bisogno di superare le differenze e di unire su un obiettivo comune: le parole spesso dividono; il silenzio crea un’atmosfera di rispetto e di intesa che accomuna e ci fa solidali gli uni con gli altri. Silenzio che si fa riflessione ma anche espressione di denuncia efficace.

«Non volevamo entrare nel Guinnes dei primati: volevamo “solo” far cessare le guerre e le ingiustizie – scrivono i promotori dell’iniziativa – abbiamo cominciato ad occupare ogni mercoledì i gradini del palazzo ducale nel 2001, pochi giorni dopo l’attentato alle torri gemelle, quando è diventato chiaro che quel terribile avvenimento sarebbe stato il pretesto per un’ennesima guerra degli Stati Uniti: e che l’Italia, alleato fedele, li avrebbe seguiti nonostante l’esplicito divieto della Costituzione.
Abbiamo visto passare la guerra in Afghanistan e quella in Iraq; le stragi dei palestinesi e dei migranti; le vergognose spese militari e le infiltrazioni militariste, razziste e colonialiste nella vita quotidiana e nel pensiero comune; l’invio di soldati italiani nel Sahel ed il finanziamento agli assassini della guardia costiera libica, una delle ultime vergogne del governo e del parlamento italiano. Abbiamo chiesto la riconversione nel civile delle spese militari. Ai molti/e che ci facevano osservare che le industrie militari “danno lavoro” abbiamo risposto che anche scuole, ospedali, cultura e cura dell’ambiente “danno lavoro”. Certo, non danno altrettanto profitto; ma almeno chiamiamo le cose con il loro nome…
La nostra presenza sui gradini del Palazzo ducale, saliti vent’anni fa dagli otto pre-potenti è sicuramente servita a poco; ma peggio sarebbe stato veder accadere queste cose dal divano di casa.
Sottolineare la “cifra tonda” di mille ore per la pace rischia però di diventare un’attività da reduci: da antimilitaristi e antimilitariste rifiutiamo decisamente di sentirci tali. Perciò vogliamo dedicare la millesima ora ad un’iniziativa che sta assumendo carattere nazionale, e che ci ha coinvolti/e da subito: invece di piangere DOPO le morti in mare proviamo ad attivarci MENTRE le cose avvengono. Per questo abbiamo aderito convintamente a questo appello:
Siamo donne e uomini che rifiutano di chiudere occhi, orecchie e cuore quando esseri umani vengono lasciati morire in mare, o riconsegnati agli aguzzini da cui tentano di fuggire.
Come stabilisce un principio di umanità, recepito da tutte le leggi umane, qualunque naufrago va salvato; qualunque persona in pericolo deve essere soccorsa.
Ma troppo spesso, di fronte agli appelli dei migranti in pericolo in mare, assistiamo al rifiuto di prestare i dovuti soccorsi da parte di chi ne avrebbe il preciso dovere.
Per questo ci proponiamo di costituire, in tutti i luoghi dove sarà possibile, gruppi di persone che siano disponibili a mobilitarsi immediatamente di fronte ad eventuali richieste di soccorso inascoltate che ci venissero comunicate da Alarm phone o dalle navi e aerei ONG di soccorso presenti nel Mediterraneo.
Queste persone si impegneranno a raggiungere il più presto possibile le piazze di fronte alle rispettive prefetture , o altre piazza idoee individuate città per città; e ad occuparle fino a che il dovuto soccorso non venga prestato da chi è preposto a farlo .
Tanto maggiore sarà il numero e la capacità comunicativa delle persone che si impegneranno a partecipare alle “veglie”, tanto più significativa potrà essere l’azione.
Sei interessato/a? Allora compila e restituiscici questo foglietto; oppure invia a norma.b@libero.it o al tel 3473204042 (ora in silenzio perla pace)
………………………………………………………………………………………………………………………..
CHIAMATEMI!!!
se Alarmphone, una nave ong di soccorso o altri mezzi di informazione segnaleranno un’imbarcazione di migranti in difficoltà
desidero essere contattato/a A questo numero…………………………
O a questa mail ..………………………. Il mio nome è ………………..
In questo caso cercherò di raggiungere ( per Genova; ogni città indicherà un luogo adatto)) il più presto possibile la piazza della prefettura, largo Eros Lanfranco per partecipare ad un sit in, per tutto il tempo che potrò FINO A CHE L’IMBARCAZIONE NON SARA’ SOCCORSA E NON LE VERRA’ ASSEGNATO UN PORTO SICURO
Mi impegno anche a diffondere questo appello alle persone ed alle organizzazioni che conosco come sensibili a questi temi, per allargare il più possibile il numero dei partecipanti; e ad avvisare tempestivamente il maggior numero possibile di persone

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento, prego!
Inserisci il tuo nome qui, prego

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi articoli

GKN, il tribunale cancella il licenziamento

Condotta antisindacale: i lavoratori Gkn riescono a inceppare la macchina della delocalizzazione. Ora dovrebbe agire il governo

«Non ci ammaleremo di paura». Gkn si prende Firenze

Firenze, è il giorno del corteo nazionale indetto dal Collettivo di Fabbrica Gkn contro i licenziamenti

Assemblea Gkn: ecco come bloccare le delocalizzazioni

Perché è illegittimo il comportamento dell'azienda nella delocalizzazione della Gkn. Un documento dell'assemblea permanente

Big Pharma, profitti alle stelle e quasi niente tasse

Denuncia di Oxfam ed Emergency: il monopolio sui vaccini anti Covid è una manna per le multinazionali e un genocidio per i paesi poveri

Gkn, gli operai che non rispettano il copione

Gkn. Marco Bersani spiega perché quella lotta parla a tutti noi , un appello della società della cura e un articolo di Francesco Locantore