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194/ Genova, indagato il medico obiettore

Interruzione di pubblico servizio è il reato ipotizzato per aver abbandonato a sé stessa una diciannovenne che aveva fatto ricorso alla RU486.

di Marina Zenobio
194/ Genova, indagato il medico obiettore

 

Indagato per interruzione di pubblico servizio il dottore Felis Salvatore, ginecologo obiettore di coscienza in servizio presso l’ospedale genovese San Martino. Alla vigilia di pasqua si è rifiutato di fare una ecografia di controllo, con successiva dimissione, ad una donna di 19 anni che aveva interrotto la gravidanza con la pillola RU486, abbandonandola il corsia per ore tra silenzi imbarazzanti e scaricabarile, finché l’esasperazione non ha portato la giovane e i genitori che l’accompagnavano a chiamare la polizia. Solo dopo l’arrivo degli agenti si è trovato un medico disposto a visitarla.

Venuto a conoscenza del fatto tramite la stampa, Cladio Montaldo, assessore alla salute della Regione Liguria (perché sono le Regioni garanti dell’attuazione della legge 194 sull’interruzione della gravidanza) ha chiesto immediati provvedimenti nei confronti del medico. A rispondere alla richiesta di Montaldo, con un informativa-denuncia inviata alla Procura di Genova, è stata Alessandra Morando, direttore sanitario del San Martino, che ha giudicato «di notevole gravità il comportamento del medico nei confronti della paziente in quanto si è negata la doverosa assistenza alla persona. Quanto avvenuto nel reparto di ginecologia – continua l’informativa – non c’entra nulla con l’obiezione di coscienza, in quanto il medico avrebbe dovuto effettuare gli atti successivi all’interruzione della gravidanza che comportavano la verifica delle condizioni della ragazza e le sue dimissioni».

Molto probabilmente l’amministrazione dell’ospedale ha deciso di denunciare alla magistratura, su consiglio dell’avvocato Vernazza, il comportamento di Felis per evitare di andare in causa con la paziente. Non è escluso però che sotto inchiesta potrebbero finirci anche i due primari del reparto ginecologia del San Martino, Pierluigi Venturini e Claudio Gustavino, chiamati in causa da Felis.

Inizia così il gioco del rimpallo delle responsabilità. Felis si fa scudo con la stessa legge 194 che prevede l’obiezione di coscienza e dichiara di aver informato il primario Venturini che, in quanto obiettore, non avrebbe preso in carico la paziente e quindi se ne è disinteressato. Venturini racconta di aver fatto di tutto per convincere Felis senza riuscirci, di aver informato l’altro primario, Gustavino, dopo di che se ne è disinteressato. Gustavino è arrivato in reparto nel tardo pomeriggio, quando c’era già la polizia e il sacrosanto diritto di assistenza, sancito per legge, ad una donna che aveva deciso di interrompere la gravidanza, era stato fatto valere “manu militari”.

Tanto per la cronaca, i medici primari Gustavino e Venturini sono anch’essi obiettori di coscienza, come gli altri 10 ginecologi su 15 in organico nel reparto di ginecologia del più grande ospedale della Liguria.

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