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Ucraina, la forza di una foto

Perché i media occidentali hanno pubblicato le foto di Saddam impiccato o di Gheddafi massacrato e non quella della bambina uccisa dall’esercito ucraino?

di Nicolai Lilin

Ucraina, la forza di una foto

Non ho visto nessuno dei media occidentali pubblicare questa foto, questa terribile immagine della bambina uccisa a Slovyansk l’8 giugno, colpita a morte nel corso del bombardamento che l’«eroico» esercito ucraino ha scatenato contro la popolazione civile. Alcuni mi rispondono: «Questa foto non può essere pubblicata per la questione etica, l’immagine è troppo cruda». Però, non erano crude le immagini di Gheddafi massacrato o di Saddam impiccato? Oppure quelle immagini andavano bene sulle prime pagine dei quotidiani occidentali perché rappresentano la vittoria assoluta del “bene” sul “male”?

Perché quegli uomini erano i cattivi di turno e tutto il mondo doveva vedere che fine hanno fatto? Quindi per i nostri media l’etica è un’opzione facoltativa? Io penso che sulla questione di genocidio ucraino non si può più tacere, non possiamo acconsentire con il nostro obbediente silenzio i crimini ad opera degli oligarchi corrotti di Kiev.

Dobbiamo diffondere l’informazione, dobbiamo dimostrare la vera faccia della politica espansionistica della finanza globale, delle multinazionali che distruggono la legalità, che agiscono contro i valori costituzionali, che calpestano i diritti umani aumentando il profitto.

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