domenica 18 novembre 2018

Napoli, occupare ufficio finto per reclamare lavoro vero

Napoli, occupare ufficio finto per reclamare lavoro vero

Occupazione lampo degli uffici del ministero del lavoro di Napoli contro i licenziamenti politici alla Fiat e la disoccupazione dilagante, per la piena occupazione e il salario garantito

napoli min lav occupato

di Checchino Antonini

Era l’ufficio di collocamento di Napoli, via Marina. Oggi è una sede periferica del ministero del lavoro. Dopo un paio di decenni di smantellamento sistematico e feroce del welfare viene percepito come un luogo più che inutile (visto che il collocamento pubblico è solo una costosa macchina di burocrazia). Per questo è in corso l’occupazione degli uffici da parte di un settore consistente dell’arcipelago delle realtà sociali che in città e in provincia si battono contro la precarietà e la disoccupazione. Si tratta di almeno una cinquantina di attivisti di Iskra, La Scintilla, Spartaco, Uniti si vince, disoccupati di Acerra, cassintegrati e licenziati Fiat.

Uno di loro telefona in redazione e annuncia un corteo per il pomeriggio, denuncia la tensione indotta dall’arrivo della polizia. La questione dei licenziamenti politici alla Fiat è sicuramente una delle rivendicazioni centrali di questa iniziativa che lancia il corteo del 17 luglio a Pomigliano contro l’arroganza di Marchionne in quella e in tutte le altre fabbriche della multinazionale ex torinese. Più in generale, l’occupazione di oggi rientra nella mobilitazione contro il jobs act di Renzi e contro le «farse padronali» come il rimpallo di responsabilità sulla vertenza dei disoccupati Bros di Napoli. L’unico lavoro possibile, per i manifestanti, è quello che potrebbe arrivare dalle bonifiche e dalle riqualificazioni ambientali, tra Bagnoli e la Terra dei fuochi. «Lavoro vero e utile socialmente», dice ancora l’occupante che ha telefonato alla redazione di Popoff.

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