mercoledì 17 ottobre 2018

G8 di Genova, Sel cerca i veri responsabili della mattanza

G8 di Genova, Sel cerca i veri responsabili della mattanza

Nei prossimi giorni Sel presenterà alla Camera la richiesta per l’apertura di una commissione di inchiesta parlamentare: «Mancano ancora i veri responsabili».

di Massimo Lauria

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Nei prossimi giorni Sel presenterà alla Camera una proposta di legge per l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta sui fatti del G8 di Genova del 2001. L’obiettivo del gruppo parlamentare di Nichi Vendola è quello di ristabilire le vere responsabilità della mattanza cilena di quei giorni. Secondo i deputati di Sinistra ecologia e libertà è necessario «fare chiarezza sulle responsabilità politiche di chi ricopriva ruoli apicali durante il G8».

Il 19 novembre scorso i parlamentari Stefano Quaranta, Celeste Costantino, Daniele Farina e Arturo Scotto, hanno presentato un’interrogazione al ministro dell’Interno Angelino Alfano chiedendogli di aprire una commissione d’indagine ministeriale sulla faccenda. A motivare la richiesta è la notizia dell’annullamento con rinvio del processo d’appello per Francesco Colucci, questore di Genova nel luglio del 2001, da parte della Cassazione. Colucci era stato condannato a 2 anni e 8 mesi per falsa testimonianza. Secondo i giudici che l’hanno condannato aveva cercato di coprire l’allora capo della Polizia, Gianni De Gennaro per istigazione alla falsa testimonianza sui fatti della scuola Diaz nei confronti proprio di Colucci.

Come aveva già scritto Popoff, citato nell’interrogazione dei parlamentari di Sel, il reato per cui era stato condannato Colucci è ormai prescritto. L’ennesimo colpo di spugna è passato su quella che Amnesty International ha definito «la più grave sospensione dei diritti umani in un Paese occidentale dalla fine della Seconda guerra mondiale». Ed ecco, che dopo i falliti tentativi passati di aprire una indagine parlamentare con poteri inquisitivi, adesso ci riprova Sel.

Che cosa accadde davvero in quei tre terribili giorni? Ricostruire la catena di comando politica e di ordine pubblico può portare alla verità. Perché il corteo autorizzato delle Tute bianche fu caricato così violentemente, fino a trasformarsi nella tragedia di Piazza Alimonda, dove venne ucciso Carlo Giuliani? Chi ha voluto che la maifestazione del sabato fosse smembrata e i dimostranti caricati per oltre cinque ore? Chi ha dato l’ordine per la mattanza cilena alla scuola Diaz, che ha causò gravi ferimenti – il giornalista Mark Covell finì in coma con la testa, le costole e i denti fracassati – e arresti ingiustificati? I vertici di polizia e il governo sapevano delle torture nella Caserma di Bolzaneto? E infine, chi ha voluto l’ecatombe politica di un movimento globale sotto la violenza di blindati e manganelli?

Rispondere a queste domande non sarà facile, almeno quanto sarà difficile trovare i numeri in Parlamento per arrivare a quella commissione. Intanto dal governo nessuna risposta chiara all’interrogazione. Per il vice ministro Filippo Bubbico, che ha risposto alla sollecitazione di Quaranta e degli altri deputati di Sel, ci si deve accontentare delle sentenze della magistratura, cui hanno fatto seguito «l’adozione dei provvedimenti di esecuzione delle pene accessorie nonché l’applicazione di sanzioni disciplinari». E visto che molti funzionari coinvolti non fanno più parte del ministero dell’Interno, allora il sottosegretario non capisce come il suo ministero potrebbe occuparsene.

E anche sul fronte delle responsabilità politiche Bubbico avverte: in passato nessuno ha mai chiesto l’istituzione di «organi ministeriali d’inchiesta». Altre assemblee parlamentari hanno provato a coinvolgere le Camere ma non ci sono riuscite. E questo è quanto. Ma «l’attuale governo, che ha fra le sue parole d’ordine quella della rottamazione e della discontinuità – ricorda Quaranta di Sel -, questa volta può dimostrare che un “cambio di passo” è possibile facendo finalmente chiarezza sulle responsabilità di quanto accadde a Genova in quei tragici giorni».

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