venerdì 19 ottobre 2018

Tsipras, sempre in testa ai sondaggi, invita sinistra e verdi a unire le forze

Tsipras, sempre in testa ai sondaggi, invita sinistra e verdi a unire le forze

Elezioni in Grecia. Tsipras, leader di Syriza, ha invitato tutti i settori sociali che “hanno sofferto a causa del disastro del memorandum”, a unire le forze. Syriza al 30,4% nei sondaggi, Kke al 4,8%

di Checchino Antonini

Alexis-Tsipra

Il presidente della principale opposizione la Coalizione della sinistra radicale (SYRIZA) ha invitato tutti i settori sociali che “hanno sofferto a causa del disastro del memorandum, hanno lottato e lottano per il cambiamento politico nel paese e per la vittoria del nostro popolo”, a unire le forze nelle imminenti elezioni generali.

Parlando ad una riunione del comitato centrale di SYRIZA, Alexis Tsipras ha detto che sta principalmente aprendo verso la sinistra e ha invitato i socialisti di sinistra, i gruppi della sinistra extra-parlamentare, il Partito Comunista di Grecia (KKE) e ANtARSYA a “rendersi conto che la battaglia che dobbiamo dare è al di sopra delle differenze esistenti all’interno della sinistra”.

Ha detto che è una battaglia che riguarda il presente e il futuro delle forze del lavoro e del movimento popolare.

“Stiamo chiedendo loro di mettere da parte tutto ciò che ci divide e lavorare ciascuno dalla sua postazione per porre fine al disastro sociale, rovesciare il governo del memorandum e sostituirlo con un governo che pone al centro gli interessi della maggioranza.”

Egli ha anche esortato i Verdi e i partiti anti-memorandum che concordano in linea di principio con il programma presentato da Tsipras a Salonicco a cooperare con SYRIZA e di integrarlo con le proprie priorità.

Commentando il negoziato con la Sinistra Democratica (DIMAR, l’equivalente di Sel in Grecia), che è fallito, il presidente di SYRIZA ha detto che nonostante i loro recenti dissapori, il suo partito stava monitorando da vicino i processi politici che seguirono il distacco di DIMAR dalla coalizione di governo e ha aggiunto che entrambe le parti sono d’accordo che una cambio di governo sarà utile.

Tsipras ha chiarito che la sua posizione e l’invito esteso da SYRIZA sono sinceri e che il partito rispetterà le decisioni di DIMAR, qualunque esse siano. Ha anche aggiunto che, anche se non c’è cooperazione prima delle elezioni, la necessità di una coalizione più ampia rimarrà dopo la votazione.

Syriza, intanto, riconferma il primato di preferenze nei confronti di Nea Dimokratia (centro-destra al governo del premier Antonis Samaras, anche se il divario si continua a ridurre. È quanto emerge dai risultati del sondaggio d’opinione condotto dalla società Rass, per conto dell’edizione domenicale del quotidiano »Elefteros Tipos«. Importante è la percentuale dei greci che si dicono convinti che la Grecia debba rimanere nell’Eurozona: Il 74,2% degli intervistati. In base alla ricerca, Syriza ottiene il 30,4% delle preferenze contro il 27,3% di Nea Dimokratia. Al terzo posto si trova il Partito Comunista di Grecia (Kke) con il 4,8%. Seguono To Potami (Il Fiume, la nuova formazione politica di centro-sinistra) con il 4,7%, il partito filo-nazista Chrysi Avghì (Alba Dorata) con il 3,8% e il Pasok (socialista) con il 3,5%. Alla domanda su chi sarebbe il miglior primo ministro al momento per la Grecia, il 41% ha risposto Samaras, contro il 33,4% che ha risposto che preferirebbe Tsipras.

“Nelle settimane che precedono la vittoria di Syriza in Grecia – commenta Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista – la Merkel comincia un fuoco di cannoneggiamento preventivo contro Tsipras per difendere i suoi privilegi illegali che i vigliacchi che oggi fanno i primi ministri in Europa (a cominciare da Renzi) non hanno mai messo in discussione. E’ infatti evidente che l’unico paese che oggi fa pagare i suoi comportamenti illegali agli altri è la Germania, che da anni ha un surplus di esportazioni e viola sistematicamente i trattati europei ma nessuno, a partire da Renzi, dice nulla. Eppure questa è l’unica violazione dei trattati che penalizza gli altri paesi. E’ infatti evidente che un debito o un deficit maggiore sono unicamente una fonte di investimento ad alto rendimento per gli altri paesi mentre una eccedenza sistematica nelle esportazioni danneggia tutti gli altri in modo irrimediabile. Per questo la Merkel va mandata a quel paese e va difeso il diritto del popolo greco che attraverso Syriza vuole cambiare politica economica. Solo l’uscita dall’austerità può determinare una uscita dalla crisi vantaggiosa per tutti, per questo, se ritiene, sia la Germania a uscire dall’Euro, staremo tutti meglio e la Merkel la smetterebbe di contrabbandare i suoi interessi particolari per gli interessi di tutti!”.

 

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