lunedì 17 dicembre 2018

Terni, il comune incenerisce anche la democrazia

Terni,  il comune incenerisce anche la democrazia

Doveva essere aperto agli interventi degli ambientalisti ma il presidente del consiglio comunale ternano s’è tirato indietro. La denuncia dei No Inceneritore

da Terni, Carlo Perigli

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Doveva essere “aperto” agli interventi dei cittadini, degli esperti e dalle associazioni, il consiglio comunale straordinario del 21 gennaio per discutere di politiche ambientali. Una decisione presa il 12 dicembre, su proposta del consigliere Thomas De Luca, esponente del Movimento 5 stelle e accolta uniformemente dai presenti. A sorpresa però, qualche giorno fa il presidente del consiglio comunale, Giuseppe Mascio, ha decretato un repentino passo indietro, dichiarando la chiusura dell’assemblea. Una decisione che, di fatto, ha trasformato il dibattito ambientale, un tema particolarmente sentito in una città con notevoli problematiche come Terni, in una sequenza di interventi da parte dei vari consiglieri e assessori.

Inutile la richiesta, portata avanti dallo stesso De Luca, di chiamare l’aula ad una votazione in merito alla riapertura del dibattito. Niente da fare, la politica locale si è chiusa in sé stessa, scegliendo dapprima di risolvere la questione in una riunione tra capigruppo e decretando in seguito, formalmente attraverso una decisione dello stesso presidente del consiglio comunale,di escludere i cittadini presenti, circa un centinaio, dal dibattito.

«Hanno impedito che il Consiglio comunale di oggi fosse aperto – ha commentato il Comitato No Inceneritori in una nota apparsa sulla pagina facebook del movimento – e che quindi associazioni e cittadini potessero intervenire. Noi abbiamo dato quello che sarebbe stato il nostro intervento ad un consigliere comunale che si è offerto di leggerlo. Continua la presenza in consiglio dei cittadini».

Un documento, quello letto in aula da De Luca, che di fronte a sé ha trovato gli applausi dei cittadini e il silenzio della maggioranza, che ha preferito trincerarsi dietro la burocrazia pur di non sentire il parere di una città sull’orlo del disastro ambientale, una collettività che, oltre ad ospitare un polo chimico ed industriale di notevoli dimensioni, si prepara ad “accogliere” il secondo inceneritore.

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