mercoledì 12 dicembre 2018

Atene chiama contro l’Europa Fortezza e l’austerity

Atene chiama contro l’Europa Fortezza e l’austerity

Sabato a Roma corteo nazionale contro il ricatto della Troika al governo di Syriza. Un po’ di sabbia nel motore dell’austerity. Grillo non ci sarà ma provoca: «Ukip, noi e Tsipras insieme»

di Francesco Ruggeri

11 febbraio, piazza Syntagma contro il ricatto Ue al governo di sinistra greco
11 febbraio, piazza Syntagma contro il ricatto Ue al governo di sinistra greco

I manifestanti sfileranno da Piazza Indipendenza, domani 14 febbraio, con un segno di lutto e fiori per ricordare l’ennesima strage nel Mediterraneo. Due gli striscioni d’apertura: “No all’austerità, dalla parte giusta: cambia la Grecia cambia l’Europa”  e “Basta con le morti nel Mediterraneo, no all’Europa fortezza”. Alle 16 inizieranno gli interventi dal palco al Colosseo, inframmezzati dalle note della stessa colonna sonora usata ad Atene per festeggiare la vittoria di Tsipras. Tra le adesioni pervenute in queste ore alla manifestazione di sabato 14 febbraio a Roma in solidarietà al popolo greco, anche quella di Don Ciotti. E poi quella degli artisti Toni Servillo e Teatri Uniti, Anna Bonaiuto, Licia Miglietta, Moni Ovadia e degli scrittori Loredana Lipperini, Maurizio De Giovanni, Nicola Lagioia, Christian Raimo.Saranno in piazza anche l’economista greco Haris Golemis e il giornalista e dirigente di Syriza Argiris Panagopoulos.

Promossa dai firmatari dell’appello Cambia la Grecia Cambia l’Europa, la grande manifestazione nazionale a Roma è in connessione con le altre piazze europee e con la mobilitazione prevista ad Atene il 16 febbraio. I prossimi giorni saranno cruciali. Il popolo greco torna nelle piazze per difendere le proprie scelte, espresse in libere elezioni. Non possiamo lasciarlo da solo. Il braccio di ferro fra la Grecia e la BCE e le elites dominanti europee è la prova di forza fra due idee di Europa. Una solidale, l’altra egoistica. «Diamo più forza alla prima, la parte giusta, insieme a tanti altri paesi e popoli del nostro continente che scenderanno in piazza in molte capitali europee», scrivono i promotori della manifestazione, la campagna “Cambia la Grecia, cambia L’Europa”.

Parteciperanno organizzazioni sindacali come la Cgil, la Fiom, l’Flc-Cgil, la Fp-Cgil; associazioni e movimenti, dall’Arci ad Attac, agli studenti della Rete della conoscenza, ai giovani di Act e di Tilt, al Forum dei movimenti per l’acqua pubblica; la Federazione italiana emigrazione immigrazione, giornali come il manifesto e Left, e poi L’altra Europa con Tsipras, Sel, Rifondazione Comunista, Sinistra anticapitalista, esponenti della sinistra del Pd come Cofferati, Fassina e Civati.

L’appuntamento di sabato è alle 14 a Piazza Indipendenza, da dove partirà il corteo che raggiungerà Piazza del Colosseo, passando per piazza dei Cinquecento, via Cavour, piazza Esquilino, Via Merulana, Via Labicana.

Non pervenuto, tra le adesioni, il controverso personaggio che possiede il movimento cinque stelle. Eppure il milionario ligure, dal suo blog, era parso lanciare un accorato appello per manifestare a fianco dei greci. In realtà, a leggere tra le righe, quel post sembra per un verso il tentativo di riguadagnare credito presso un pezzo di elettorato antiliberista che era cascato con tutte le scarpe nella “narrazione” pentastelluta e ora si accorge che a sinistra può esserci spazio per opzioni finalmente radicali. «Quando Tsipras ha vinto, sono saltati in molti sul carro del vincitore», ha scritto lo Yomo Qualunque, «da Sel alla Lega, da Rifondazione alle minoranze Pd, dalla Fiom a Fratelli d’Italia. Però quello che ha sempre detto il M5S su debito ed Euro è obiettivamente più vicino a Syriza di quanto non lo siano Sel e Rifondazione». Finge di non sapere, l’ex comico milionario, ma forse davvero non sa, che Rifondazione comunista da sempre si batte per denunciare il meccanismo sul debito. E lo fa da sempre assieme a Syriza, sigla con cui fa parte del partito della Sinistra europea. «Atene non va lasciata sola – si legge ancora nel blog – occorre che i gruppi del Parlamento europeo ostili a questa unione monetaria soffocatrice concordino una mozione del Parlamento favorevole ad una conferenza europea per la ristrutturazione del debito e non mi scandalizza affatto se accanto al Gue (sperando che anche la Linke ne abbia il coraggio) ci siano M5S ed Ukip e nemmeno che ci siano Lega e Front National. Sento già le urla inorridite degli ultra-antifascisti: non che ci si debba sposare, solo che oggi c’è una urgenza che prevale su tutto ed è quella del debito, poi torneremo a dividerci su tutto. Peraltro sarebbe interessante vedere come voterebbero i deputati “socialisti” di Grecia, Spagna, Portogallo, Francia ed il Pd italiano. O magari i Verdi, sempre così pronti alle battaglie etiche…». Il secondo fine di Grillo somiglia un po’ a quello che diceva Terza Posizione, gruppo terroristico di estrema destra degli anni 70, quando invitava destra e sinistra a fare la guerra al “sistema”.

Quello che separa Grillo e l’Ukip dalla speranza dei popoli di Grecia e di Spagna è l’idea che la ribellione alla Troika è organica a un’idea di società solidale, inclusiva, per nulla razzista, né sovranista perfino anticapitalista. Tutta roba che al cerchio magico di Grillo provoca orticaria e altre reazioni allergiche. Ma alla fine del blog, l’anziano reduce di mille Sanremi e Domeniche in, sembra recuperare la verve comica: «Ed è necessario anche chiamare la gente in piazza a sostegno della Grecia, che ne pensano Sel, Fiom, Cgil, le minoranze Pd? O anche la Lega? Ciascuno a suo modo e con i propri appuntamenti, ma occorre muoversi ed ora». Infatti, come guidati telepaticamente dal santone populista, Fiom, Cgil e altri avevano già convocato la manifestazione di sabato, prima e dopo altre decine di iniziative in tutta Italia. Sembra di sentirlo: «Ve la do io la Grecia!»

Aderendo alla manifestazione, scrive Sinistra Anticapitalista, l’unica organizzazione italiana ad avere contatti ufficiali e organici sia con alcune componenti di Syriza sia con la sinistra di Podemos: «Siamo solo all’inizio di uno scontro globale contro la barbara austerità imposta in tutto il continente. La lotta per porre fine all’austerità può cominciare in Grecia, ma sarà vittoriosa se coinvolgerà l’insieme del movimento dei lavoratori europeo, un movimento ampio e unitario che rigetti il ricatto del debito, che contrasti le politiche di austerità, che combatta cioè la guerra sociale che le classi dominanti hanno scatenato contro i loro popoli utilizzando il grimaldello e il pretesto del debito (su cui ogni giorno incassano le rendite finanziarie) per distruggere i diritti e lo stato sociale. Senza la necessaria solidarietà, il governo delle sinistre potrebbe essere ricattato dalle forze borghesi e dalle istituzioni europee e ad approfittarne sarebbe l’estrema destra nazista con Alba Dorata. Non possiamo lasciare che le classi dominanti europee strangolino il governo della sinistra così come i movimenti sociali e il movimento operaio greco. Dobbiamo costruire il sostegno al popolo greco e nello stesso tempo dobbiamo “fare come in Grecia”, cioè dare continuità alle lotte di autunno contro il Jobs Act e contro il governo Renzi che rappresenta in Italia la politica della Troika e dell’austerità».

Intanto riprenderanno domani  a livello tecnico i colloqui fra l’Eurogruppo e la Grecia sul programma europeo di sostegno finanziario ad Atene, in scadenza il prossimo 28 febbraio, e il piano del nuovo governo greco. Lo hanno deciso il premier greco, Alexis Tsipras, e il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, nel corso di un incontro bilaterale a margine del vertice Ue informale. Secondo quanto riferito, agli incontri parteciperanno i rappresentanti «delle istituzioni coinvolte nel piano di assistenza alla Grecia», Commissione Ue, Bce e Fmi. Il termine ‘troika’ non sarà più utilizzato, ma i contatti con il governo greco continueranno con le tre istituzioni. Negli incontri, spiega la portavoce del presidente dell’Eurogruppo, si cercherà di produrre «una valutazione tecnica sul terreno comune fra l’attuale programma» europeo di sostegno finanziario ad Atene e i piani del governo greco «per facilitare le discussioni» nell’Eurogruppo di lunedì 16 a Bruxelles. Tsipras e Dijsselbloem «hanno concordato di chiedere alle istituzioni», senza far riferimento alla troika, di lavorare con i rappresentanti del governo greco per produrre la valutazione comune. Non è stato però affrontato il nodo dell’assenso da parte greca della proroga al programma di sostegno finanziario europeo, in scadenza a fine mese. Il rifiuto del ministro greco delle Finanze, Yanis Varoufakis, ha fatto fallire la riunione dell’Eurogruppo straordinario di ieri sera. Tsipras, prima della riunione di oggi pomeriggio, s’era detto fiducioso. A segnare un calo di tensione anche l’indice delle Borse a partire da quella di Atene.

 

11 febbraio 2015, Salonicco, sotto la Torre Bianca contro il ricatto Ue al governo di sinistra greco
11 febbraio 2015, Salonicco, sotto la Torre Bianca contro il ricatto Ue al governo di sinistra greco

 


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