mercoledì 12 dicembre 2018

Aborto: no a primario obiettore al San Camillo

Aborto: no a primario obiettore al San Camillo

Blitz mattutino della rete #IoDecido contro la possibile nomina di un primario obiettore al reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale romano

di Mirna Cortese

San Camillo 13 marzo 2015

Blitz questa mattina all’Ospedale San Camillo di Roma della rete romana #IoDecido per protestare contro la quasi certa nomina di un primario obiettore di coscienza nel reparto di ostetricia e ginecologia, il quale gestirebbe anche il reparto Ivg (interruzione volontaria della gravidanza).

Gli aspiranti primari sono 7, tutti obiettori di coscienza e tre perfino confessionali, dichiarano le manifestanti.
I colloqui per la nomina ci saranno lunedì prossimo, e le donne di #IoDecido hanno promesso che torneranno al San Camillo per esigere il rinvio della nomina perché, un primario di ostetricia e ginecologia obiettore di coscienza, non garantirà la corretta applicazione della Legge 194, ed è certo che nel giro di poco tempo anche al San Camillo richiedere di poter effettuare una interruzione volontaria della gravidanza significherà andare incontro a tutta una serie di ostacoli

Non è la prima volta che la rete #IoDecido scende in campo a tutela della Legge 194 sull’aborto e contro l’obiezione di coscienza di troppi San Camillo Io Decido 13 marzo 2015ginecologi in servizio presso strutture ospedaliere pubbliche. A Dicembre lo hanno fatto al Policlinico Umberto I dopo che il servizio Ivg dello storico “repartino” era stato sospeso perché l’unico medico non obiettore era andato in pensione. Situazione risolta solo in parte con l’assunzione cococo di un’unica ginecologa, altre due in attesa di fondi e un servizio che viaggia a singhiozzo.

Tornando all’Ospedale romano San Camillo, con le sue 50 interruzioni settimanali è il centro Ivg più importante del Lazio e, insieme a Sant’Eugenio, San Filippo Neri e Grassi di Ostia, è la quarta struttura romana a somministrare la RU486. Inoltre ospita – unico nel Lazio – l’ufficio di “Coordinamento regionale Legge 194/78”, struttura autonoma che si occupa di gestire le emergenze e smistare le richieste per interruzioni dalle 9 alle 12 settimane, assicurando alle donne il pieno rispetto della legge e il loro diritto ad una maternità consapevole.

Tutto questo, con la nomina di un primario obiettore di coscienza, è a rischio. Per questo la rete #IoDecido è intervenuta, e continuerà ad intervenire, chiedendo anche al presidente della regione Lazio, Zingaretti, di indire un nuovo bando di concorso per il San Camillo e far sì che chi si candidi a primario di un reparto tanto sensibile, come quello di ostetrica e ginecologia, come minimo non sia un obiettore di coscienza.

Scrive la rete in un comunicato: “Vogliamo richiamare alle sue responsabilità il governatore Nicola Zingaretti: garantire oggi l’applicazione della Legge 194 significa porre misure di tutela della salute e dell’autodeterminazione delle donne, un impegno concreto a trovare ed assumere medici non obiettori in ogni ospedale pubblico, facendo sì che questa scelta non si più un limite alle possibilità di carriera di questi medici, evidentemente soggetti a discriminazioni”.

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