domenica 16 dicembre 2018

Il vescovo ciellino: «Vade retro satana, sei un sessantottino»

Il vescovo ciellino: «Vade retro satana, sei un sessantottino»

“Il ’68 origine di tutti i mali”. Il sillabario del vescovo di Ferrara che crede che l’aborto sia la causa della crisi economica, che sogna le crociate, odia i pacifisti e i ragazzi che si baciano ma si fa fotografare con Berlusconi

di Checchino Antonini

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monsignor negri

Il demonio è in agguato. I Legionari di Cristo lanciano l’allarme proprio in queste ore con un corso, a Roma, per insegnare l’esorcismo anche ai laici. I pericoli arrivano anche da internet o dalla musica che nasconde messaggi che invitano al culto per Satana e a riti, che possono diventare anche violenti. Sfido chiunque a non diventare violento, magari al limite autolesionista, dopo aver ascoltato un brano di Nek. Ma i Legionari sono sicuri: l’esorcismo può aiutare questi ragazzi a liberarsi dalle presenze demoniache. A guidare fuori strada i ragazzi, spiega mons. Luigi Negri, arcivescovo di Ferrara e Comacchio, tra i relatori del corso, è spesso la mancanza di regole: «Nel ’68, che è all’origine di tutti i mali per i nostri giovani, si diceva ‘vietato vietare’: i rischi per i ragazzi, oggi arrivano proprio da qui, da questo permissivismo totale per cui fare quel che pare e piace è l’unica regola». La masturbazione, la cura per i capelli, la curiosità per gli Ufo: il demonio è ovunque. Ovviamente dal ’68 in poi. Ma chi è monsignor Negri?

«Tornavo a casa alle tre di notte. C’erano persone intente in atti di promiscuità. Ho visto scene di sesso tra due ragazzi e un gruppo, evidentemente ubriaco, coinvolto in atteggiamenti orgiastici. Io non ho mai visto un postribolo. Ma l’idea era quella». Correva l’anno 2013, mese di luglio, notti afose, di movida. Monsignor Negri Luigi rientrava nella sua residenza, il palazzo della Curia di Ferrara, quando restò così inorridito da tutti quei ragazzi da pensare a un postribolo anche se nemmeno ne aveva visto uno. Pensò di far chiudere quei bar, i cui locali sono proprietà proprio della curia (chissà se si paga l’Imu).

Eppure qualche idea di postribolo dovrebbe pure essersela fatta visto che non disdegna di farsi ritrarre accanto a Berlusconi Silvio accusato di sfruttamento della prostituzione minorile. «Le incoerenze etiche di un governante non distruggono il benessere e la libertà del popolo». «La moralità dei politici va giudicata dall’impegno nel perseguimento del bene comune che consiste nel benessere del popolo e nella libertà della Chiesa. Diversa è la moralità privata che giudicherà Dio». Berlusconi era l’uomo che «almeno non approva i Dico». Dai microfoni di Radio Vaticana disse che nemmeno avrebbe dato la comunione a chi li avrebbe votati, tipo Rosy Bindi: «Chi celebra l’Eucaristia non può poi tollerare e consentire leggi che sono evidentemente eversive dell’antropologia personale e familiare che dall’Eucaristia scaturisce». Si aspettava grandi cose da Berlusconi: «Ci sono le condizioni per orientare cattolicamente la restante parte della legislatura verso i principi non negoziabili: vita, famiglia, libertà di istruzione».

Le uscite pubbliche di Negri vanno a comporre negli anni un sillabario così bizzarro e temibile da finire – poche settimane fa – sul Washington Post. A far scattare le antenne del corrispondente Usa sono state alcune analisi sulla crisi economica che hanno prima mozzato il fiato ai ferraresi, grazie agli attenti cronisti di Estense.com: «La legge sull’aborto non ha consentito di venire al mondo ad oltre sei milioni di italiani e la scarsità di figli ci ha fatto sprofondare in questa crisi economica».

«Don Luigi, davvero pensi che l’aborto sia la causa della crisi … M’è sembrata un’esagerazione, probabilmente ci vuole più prudenza…». «Va bene, va bene lo faccio senz’altro…». «Noi abbiamo il dovere di stare vicini con chi soffre…». «Ma certamente…», «… e quindi anche con le persone che fanno l’aborto…». Lui credeva di parlare con papa Francesco ma era uno scherzo telefonico della Zanzara di Radio24. Così è riscattato il consueto tran-tran di sparate. L’ultima, proprio mentre scriviamo, contro l’ideologia gender: «con la sua insana pretesa di sopprimere la differenza sessuale separandola da qualsiasi indicazione naturale, per ridurre la stessa sessualità a pura istintualità». Lo «tsunami» del gender lo turba da tempo al punto da sospettare una “congiura” del “pensiero unico radicale”. E la legge sull’omofobia? «E’ un delitto contro Dio e contro l’umanità», «un reato di opinione che evoca i tempi torbidi delle ideologie statali che sembravano superati per sempre». «Chi continuerà a fare riferimento alla grande tradizione eterosessuale dell’occidente rischia di essere inquisito se esprime pubblicamente le proprie convinzioni». «Assurdo che un cardinale spagnolo sia stato iscritto nel registro degli indagati per avere ripetuto più volte un passo di San Paolo che ricorda come l’omosessualità è una devianza grave».

Alla dolorosissima decisione di interrompere la nutrizione artificiale a Eluana Englaro, 17 anni in stato vegetativo, Negri decise di rompere il «silenzio orante» su Radio Anch’io, per dire «che è stato compiuto un gesto di violenta eliminazione della vita su una persona debole ed indifesa».

Ma l’Illuminismo, i principi dell’89? frutto di una inesorabile «scristianizzazione della cultura e della società». Intendiamoci, Negri non è un donabbondio qualsiasi, è un teologo di prim’ordine, i suoi discorsi sono assolutamente sofisticati. Uno dei suoi fedeli dei tempi di San Marino ebbe a dire «Quanto alle sue omelie, bravo chi ci capisce tutto. Quando gli prende, gli vien fuori un linguaggio così alto, così difficile, che la cattedrale piomba in un silenzio di tomba, e vedi certe facce concentrate… Non lo so spiegare, bisogna esserci…».

Meglio le Crociate (««movimento di fede, impeto gratuito e missionario»), non fosse per questioni turistiche: «Noi – cristiani del Terzo millennio – alle Crociate dobbiamo molto. Dobbiamo che non si sia perduta la possibilità dei grandi pellegrinaggi in Terra Santa». «La fede dei crociati si è espressa nella violenza, ma non l’ha mai generata, una fede che è Una, e aveva bisogno del Corpo, di Gerusalemme». Anche oggi l’islam è nel mirino del prelato: «Forse c’è una prevalenza della volontà di dialogo a ogni costo che deprime la verità». Ma un pezzo della Chiesa ripudia la guerra?! «Ci vuol ben altro che un po’ di pacifismo d’accatto e di cattolici che sfilano egemonizzati dai sindacati!».

Ma bisogna capirlo, Negri, milanese, ha preso i voti «per contestare la contestazione». Fu l’incontro con Don Giussani a salvarlo, con Cl (di cui diverrà dal 1965 al 1967 primo presidente diocesano e ancor oggi punto di riferimento del movimento) dalle insidie del marxismo, del laicismo, del sessantotto. Ancora di più dei ragazzi che si baciano lo fanno inorridire le donne che pretendono l’autodeterminazione e l’idea stessa che sia «l’uomo storico e terreno il protagonista della (propria) liberazione. E la liberazione si costruisce quaggiù attraverso i movimenti politici, i partiti, le avanguardie rivoluzionarie. Un mondo chiuso al trascendente».

Negri sembra avere orrore del «cristianesimo che non si impone, che non travolge, soprattutto che non dice niente di esplicito per non violare la coscienza altrui», «una Chiesa ridotta individualisticamente a certe pratiche spirituali, a certe emozioni individuali o a una certa pratica caritativo-sociale».

Internet, «sentiero polveroso del nulla», la fecondazione assistita (Ebola spirituale), iregistri delle coppie di fatto, la Ru486, le zucche di Halloween (roba da satanisti), la meditazione yoga; film come Le Streghe di Salem («un misto di satanismo, oscenità, offese alla liturgia e alle realtà ecclesiali che rasenta livelli difficilmente tollerabili», la filosofia new age e i tarocchi, gnosticismo, millenarismo, panteismo, relativismo, sincretismo finanche il salutismo. E poi ufologismo, magia, occultismo, stregoneria, divinazione e cartomanzia: nelle parrocchie, potrebbero annidarsi delle sette, magari mimetizzate «da attività di ginnastica». «Caricature della religione» per le quali «le grandi discoteche sono i primi luoghi di reclutamento e iniziazione». Si salvano solo la messa in latino, le Sentinelle in piedi e il jobs act.

Ogni giorno si alza alle 6 e l’ultimo pensiero della giornata: «Rifletto sul destino, sui compiti da assegnare ai miei preti. E dico a Gesù: cerca di evitare di farmi fare cazzate».

 

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2 Comments

  1. Gabriele

    Secondo me i marxisiti o i comunisti in genere si sono fatti strumentalizzare e prendere per il culo dai capitalisti…..e hanno confuso la parola libertà con la parola liberalismo…..Perchè per esempio la fecondazione assistita eterologa è una pratica certamente liberale, ma con la libertà in assoluto non ha nulla a che vedere perchè si può vivere liberi e felici anche senza figli……Tollerare l’islamismo e le sue assurdità, accettare che si costruiscano templi su templi (moschee), è una pratica certamente liberale, ma con la liberta non ha nulla a che vedere perchè si sa che l’Islam è la religione dei divieti…….Poi io sono ateo, mia madre fa i tarocchi, mia nonna sapeva controllare il malocchio con acqua e olio, e non ho chissà quale simpatia per i preti, però a volte c’hanno ragione, ma solo a volte…..e i comunisti dormono da piedi…..e si faranno fottere tutti gli elettori…. :)))

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    1. Gabriele

      Altro esempio sulla differenza tra liberalismo e libertà…..accogliere migliaia di immigrati africani è sicuramente è una pratica liberale, ma con la la libertà non ha proprio nulla a che vedere, perchè poi nel 90% dei casi le persone che arrivanno verranno schiavizzate (o da un imprenditore o da un mafioso o da un imprenditore mafioso) e gli verrà tolta appunto la libertà…..quindi in nome della libertà di emigrare poi si tollera lo schiavismo che è il massimo dell’antilibertà. Riflettiamo Ciao buona giornata a tutti…

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