23.5 C
Rome
sabato 24 Luglio 2021
23.5 C
Rome
sabato 24 Luglio 2021
HomecultureIl “crocifisso comunista” di Morales al papa

Il “crocifisso comunista” di Morales al papa

Polemiche per il dono di Morales a papa Francesco, una scultura di Cristo su falce e martello. Ma dietro quel dono c’è padre Lucho, ucciso dalla dittatura nel 1980

di Marina Zenobio

regalo di morales al papa

Nel corso della visita di papa Francesco in Bolivia, c’è stato un nutrito scambi di regali tra il presidente Evo Morales e il pontefice. Sicuramente però il più sorprendente è stata scultura di Cristo su una croce a forma di falce e martello.

In Bolivia l’evento è diventato virale sui social. Secondo alcuni Morales si sarebbe così preso gioco del pontefice, una deputata dell’opposizione boliviana, Jimene Costa, lo ha considerato un gesto di cattivo gusto e via dicendo.

Il governo invece la pensa diversamente. Il portavoce di Morales ha ricordato che il crocifisso è un simbolo dei contadini, rappresentati dalla falce, e degli operai, rappresentati dal martello, e anche loro “fanno parte del popolo di Dio”.

Al di là delle polemiche, però, pochi conoscono la storia che si cela dietro questo particolarissimo regalo di Morales a papa Francesco.

Il “crocifisso comunista” è in realtà una replica di una scultura realizzata negli anni ’70, in piena era di Teologia della Liberazione in America Latina, dal padre gesuita spagnolo Luis Espinal Camps detto Lucho e definito anche “il Romero boliviano”, per esprimere l’unione del mondo cristiano con le idee marxiste.

padre Luis EspinalPadre Lucho (nella foto) fu inviato come missionario in Bolivia nel 1964 e fin da subito si impegnò nella difesa dei diritti umani contro la dittatura militare. Le sue posizioni radicali e il sostegno alle lotte dei minatori e delle loro mogli, guidate da Domitila Chungara, gli procurarono l’inimicizia dell’allora governo de facto del generale Luis Garzia Meza Tejada.

Padre Lucho fu anche un cineasta e un giornalista radiofonico, morì assassinato dopo essere stato arrestato e torturato per ore da agenti paramilitari legati al governo. All’epoca, nel 1980, era il direttore di Aquì (Qui), un settimanale con linea editoriale di sinistra.

Il gesuita fu sequestrato la notte del 21 marzo 1980, il suo corpo straziato ritrovato il giorno dopo sulla via che porta a Chacaltaya. La storia ha poi accertato che l’assassinio di padre Lucho era stato pianificato tre mesi prima dallo stesso Gaza Meza, insieme all’allora ministro degli interni Luis Arce Gomez.

Bolivia. Marcia in ricordo di Padre Espinal
Bolivia. Marcia in ricordo di Padre Espinal

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento, prego!
Inserisci il tuo nome qui, prego

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi articoli

G8, poca luce sotto il Qr Code

Fare Luce, innovativa installazione tecnologica, ideata dal direttore Livermore che apre il G8 PROJECT del Teatro Nazionale di Genova [Carlo Rosati]

Cuba, l’urlo di Padura

A questo avvertimento disperato delle rivolte popolari, le autorità cubane non dovrebbero rispondere con gli slogan abituali [Leonardo Padura]

Genova, è ancora il giorno di Carlo

Vent'anni fa l'omicidio di Carlo Giuliani, ucciso da un carabiniere che non sarebbe mai stato processato. L'agenda dei movimenti parte a fianco dei licenziati della Gkn. A Napoli contro il G20

Così don Gallo festeggiò i suoi 73 anni

Il 18 luglio 2001 Andrea Gallo festeggiò a modo suo i suoi 73 anni. Il giorno appresso era in piazza a Genova

Genova, vent’anni dopo: da dove si ricomincia? L’assemblea in dirett...

Genova, domani 20 luglio tutti in piazza Alimonda. Oggi l'assemblea nazionale dei movimenti