martedì 29 Settembre 2020

Syriza, la versione di Tsipras

Syriza, la versione di Tsipras

Congresso al più presto, ha chiesto Tsipras alla segreteria di Syriza: «E’ nostro dovere salvaguardare l’unità del partito»

da Atene, Elena Sirianni

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«Dovere di tutti noi, salvaguardare l’unità del partito», ha detto Tsipras alla Segreteria Politica di SYRIZA, partito di cui è presidente. All’ordine del giorno il corso della discussione e i suoi sviluppi nel partito. Questi i punti toccati da Alexis Tsipras nel suo intervento: «Con l’accordo raggiunto al vertice europeo, si è chiuso un ciclo di sei mesi di iniziativa politica. Questo ciclo deve essere valutato dettagliatamente. Va discusso apertamente il risultato ottenuto dal governo (prestito di 85 miliardi a basso tasso d’interesse per tre anni, impegno per la ristrutturazione del debito, diminuzione dei futuri avanzi primari, pacchetto di 35 miliardi destinati ad investimenti)».

«Discutiamo anche gli errori che abbiamo fatto. Dobbiamo rispondere direttamente alle domande che scaturiscono dal corso finora seguito – ha proseguito il premier greco domandandosi – il governo ha fatto tutto ciò che era possibile fare? Ci sono cose che ha omesso o ha evitato di fare, e quali sono? Che cosa non ha gestito nel modo giusto? Esisteva qualche piano alternativo realistico e sostenibile che non ha adottato? Quale potrebbe essere oggi questa possibile soluzione alternativa? Cosa deve fare oggi la Sinistra? Lasciare il governo nelle mani dei rappresentanti del precedente fallimentare sistema politico? O dare battaglia nelle condizioni che si sono venute a creare?».

Per Tsipras, «tutti dobbiamo essere assolutamente consapevoli che un governo il cui polo principale è la sinistra, deve oggi avere un ruolo nodale e determinante su più livelli. I dati che si configurano sono i seguenti: in Europa si stanno sviluppando – anche come risultato della negoziazione greca – fermenti politici molto seri sul funzionamento e sulla politica dell’eurozona. Un governo greco di sinistra deve stabilire alleanze e dare battaglia a livello istituzionale e politico. La necessità di ristrutturare il debito viene ormai ammessa apertamente, e questo è un risultato della recente negoziazione greca. Il governo di sinistra deve esaurire tutti i margini affinchè ci sia una rapida soluzione di questo problema e l’attuazione di precisi impegni. (E’ bene ricordare che i precedenti governi caratterizzavano il debito come sostenibile). Esistono margini nella trattativa che vanno esauriti perchè l’accordo diventi quanto più possibile sostenibile: (temi del lavoro, applicazione graduale delle misure per l’agricoltura, misure equivalenti sulle pensioni e sulle privatizzazioni).

E’ importante avere un governo che negozia in nome del popolo e della società, e non un governo che opera di comune accordo con i creditori, come i precedenti. Adesso è l’ora per iniziative politiche dirette in settori che non sono collegati al negoziato e che imprimono il marchio di sinistra (lotta all’evasione fiscale, alla corruzione, riforme della Pubblica Amministrazione, modernizzazione istituzionale ecc..). E’ impensabile abbandonare questa prospettiva che si apre per la prima volta nel nostro paese».

«Tutto quanto sopra costituisce i fronti della battaglia che oggi deve combattere la Sinistra – ha avvertito ancora il leader di Syriza, concludendo – per questo sono necessari processi democratici collettivi di riorganizzazione. Questa battaglia non può essere abbandonata. Questo è anche il messaggio che ci giunge dalla società e siamo tenuti ad ascoltarlo. Su questo percorso, sono divenute evidenti le differenze di orientamento strategico fra la maggioranza del gruppo parlamentare che ha approvato gli obiettivi principali del governo, e la minoranza che ha espresso un’opinione differente. Il problema è reale. La nostra strategia deve essere chiarita con lucidità e maturità, attraverso processi coordinati che coinvolgano l’insieme delle forze del partito. Per questo deve essere avviata al più presto possibile la procedura congressuale, come previsto dallo statuto. E’ nostro dovere salvaguardare l’unità del partito».

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