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Grecia, che ne sarà di Syriza?

In serata riunione della Segreteria Politica di Syriza. Quasi contemporaneamente manifestazione pubblica della Piattaforma di Sinistra. Verso congresso ed elezioni. Che farà la sinistra?

da Atene, Elena Sirianni

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In serata riunione della Segreteria Politica di Syriza. Quasi contemporaneamente manifestazione pubblica della Piattaforma di Sinistra.

Giornata critica oggi per SYRIZA visto che, dalle 17 ci sarà la riunione della Segreteria Politica con la possibile presenza di Alexis Tsipras, mentre alle 20 inizierà la riunione aperta della Piattaforma di Sinistra per i cinque anni del sito iskra.gr, che avrà come principale oratore Panayotis Lafazanis, ex ministro estremesso col rimpasto successivo al voto sul memorandum.

Nella riunione della Segreteria Politica è previsto che il premier Tsipras informi i quadri del partito sull’andamento dei negoziati e sul suo piano di riposizionamento del partito in base alla nuova situazione. Secondo le informazioni circolate finora, il premier auspica la convocazione del congresso a settembre, una volta concluso l’accordo per il terzo programma (di aiuti), ed elezioni anticipate al più tardi in autunno in modo che si faccia chiarezza una volta per tutte.

In ogni caso deve prima essere convocata la riunione del Comitato centrale, riunione che è attesa a breve termine, forse la prossima fine settimana, 1–2 Agosto.

L’incontro pubblico della Piattaforma di Sinistra: con le divergenze dentro Syriza praticamente consolidate dopo il voto negativo ad entrambi i pacchetti di presupposti richiesti, la Piattaforma di Sinistra sembra voler “tirare la corda”, con la riunione aperta di questa sera alle 20 a Campo di Marte (Pedìo tou Areos) convocata per festeggiare i cinque anni di iskra.gr, il sito internet vicino alla piattaforma. Parola d’ordine della manifestazione è “ Il NO non è stato sconfitto! Proseguiamo…” e il principale intervento sarà quello di Panayotis Lafazanis.

E’ evidente che la Piattaforma di Sinistra mira a farsi rappresentante – dentro o fuori SYRIZA, questo si vedrà – di quei cittadini che hanno votato NO al referendum e che si sentono traditi dal modo in cui Tsipras ha gestito i risultati accettando il gravoso accordo del 12 Luglio.

In ogni caso, i prossimi giorni e settimane, saranno decisivi tanto per SYRIZA che per il governo del Paese.

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