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Cannabis legale, l’esempio del Colorado

In Colorado la crisi si combatte con la marijuana legale. I risultati, manco a dirlo, sono stupefacenti

di Marco Vulcano

colorado-marijuana-dettaglio

Più di un anno e mezzo fa, all’inizio del 2014, in Colorado aprivano i battenti i primi dispensari legali di cannabis. Un provvedimento al centro di polemiche, critiche e paure, con i soliti tristi presagi infondati dei detrattori e i consumatori a festeggiare. Oggi però il tempo trascorso dall’inizio di questo esperimento permette di tirare le somme, sfatando con l’eloquenza dei fatti l’intera mitologia proibizionista.

Con buona pace di tutti quelli convinti che Giovanardi sia davvero un politico. Chi profetizzava l’aumento dei reati, del disagio sociale e della delinquenza, associati alla legalizzazione della cannabis, viene infatti seccamente smentito da quanto accaduto in Colorado, dove i dati forniti dall’FBI registrano, da quando la Cannabis è stata legalizzata, una diminuzione dei crimini commessi del 10%. Esattamente come sono scesi – seppur di poco – gli incidenti stradali.

Eppure tutti gli Giovanardi dell’orbe terraqueo non fanno altro che ripetere da anni come la legalizzazione della marijuana faccia crescere a dismisura i morti sulle strade, per effetto dell’aumento degli automobilisti sotto effetto del THC. Chissà ora cosa diranno? Speriamo almeno in un dignitoso sobbalzo di silenzio. Non sono però tutti contenti. L’economia illegale e tutto il fitto sottobosco che vive di spaccio illegale, fedele alleato di ogni politica proibizionista, hanno visto i loro proventi diminuire in maniera drastica. Al momento, la cannabis legale in Colorado occupa già il 60% dell’intera distribuzione, pari a 77 tonnellate sulle 133 in circolazione.

Una nuova economia che nello stato americano a prodotto sia l’aumento del gettito fiscale, con 60 milioni di dollari finiti nelle casse dell’erario, sia quello dell’occupazione. Il risultato più importante della liberalizzazione della cannabis nello stato americano è infatti quello legato ai posti di lavoro creati nel settore, con più di 15.000 occupati solo tra chi lavora nelle serre da coltivazione e nei negozi. Numeri impressionanti, ai quali vanno aggiunti quelli (non ancora quantificati da stime ufficiali) dell’indotto, tra merchandising, commercializzazione dei prodotti, accessori per il consumo, linee di abbigliamento.

È chiaro dunque  che Giovanardi non sia mai stato in Colorado, dove anche il turismo ha tratto benefici dalla libera circolazione della marijuana, testimoniati dalla quantità di dispensari di cannabis sorti in prossimità delle stazioni sciistiche e dalle offerte che offrono erba a minor prezzo a chi presenta lo skipass.

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