12.8 C
Rome
domenica 24 Gennaio 2021
12.8 C
Rome
domenica 24 Gennaio 2021
Home cronache sociali Migranti, Strasburgo condanna l'Italia

Migranti, Strasburgo condanna l’Italia

L’Italia è stata condannata dalla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo per la detenzione illegale e l’espulsione collettiva di tre cittadini tunisini

di Carlo Perigli

migranti-sbarco-porto_internaLa Corte Europea per i Diritti dell’Uomo ha condannato l’Italia per la “detenzione illegale” di tre cittadini tunisini nel centro di accoglienza di Lampedusa e su navi ormeggiate al porto di Palermo, prima del loro rimpatrio in Tunisia, svolto secondo procedure vietate dal diritto internazionale. L’Italia dovrà ora  versare a ciascuno dei ricorrenti 10mila euro per danni morali, oltre a 9.300 euro per le spese processuali.

Diverse le norme della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo violate dallo Stato italiano, in relazione alla detenzione dei migranti all’interno del centro di Contrada Imbriacola. Una detenzione “priva di base legale“, in violazione dell’articolo 5.1, che tutela il diritto alla libertà e alla sicurezza, operata senza comunicare ai ricorrenti le motivazioni delle misure decise (violazione dell’articolo 5.2) e in assenza sia di una decisione giudiziaria circa la legittimità della misure detentiva (violazione dell’articolo 5.4) che della possibilità per i migranti di esercitare il proprio diritto ad un rimedio effettivo (articolo 13, in combinazione con gli articoli 3 e 4 del Protocollo 4). Inoltre, la Corte ha riscontrato la violazione dell’articolo 3 (divieto di tortura e trattamenti inumani e degradanti), sia per quanto riguarda le condizioni di detenzione a bordo delle navi, che per quelle riscontrate nel centro di Contrada Imbriacola.

Su quest’ultimo passaggio, la Corte ha dichiarato di aver tenuto conto del carattere eccezionale della crisi umanitaria affrontata dall’Italia a Lampedusa nel 2011 in occasione della Primavera Araba, con 55298 migranti approdati sull’isola nel periodo in cui sono avvenuti i fatti contestati ai ricorrenti. Tuttavia, la Corte ha concluso che le condizioni di detenzione hanno rappresentato una notevole lesione della dignità umana dei ricorrenti, con il solo riferimento al centro di Contrada Imbriacola. Infine, la Corte ha riscontrato una procedura di espulsione collettiva, vietata da diverse norme a tutela dei diritti umani presenti nell’ordinamento internazionale, in quanto non è stata considerata la situazione personale di ciascun migrante, e smentendo che la procedura di identificazione sia sufficiente per escludere l’esistenza di un ricordo a tale prassi.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento, prego!
Inserisci il tuo nome qui, prego

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi articoli

Marasma, il serial killer nei manicomi

Bambini e le donne segregate ingiustamente nei manicomi prima della legge 180. Un documentario e un seminario su Zoom

Regolamento di conti al Campidoglio: Raggi fa fuori il suo vice

Roma, la sindaca Raggi dimissiona Luca Bergamo, assessore alla Cultura. L'Arci: «Si sancisce il più tetro inverno della progettazione culturale»

NoTav, la protesta di Dana alle Vallette, 32 condanne al maxiprocesso

Dana Lauriola, portavoce No Tav in sciopero della fame a oltranza con altre due detenute per rivendicare i diritti negati nel carcere delle Vallette

Di cosa è davvero fatta la democrazia più grande del mondo

Usa, fascismo, cortine fumogene e alternative. I fatti del 6 gennaio a Washington funzionano come rivelatore [Daniel Tanuro] 

L’altra faccia della crescita cinese

Cina. 503 scioperi in sei mesi. I lavoratori non si compiacciono che vengano compressi i loro salari [Francisco Louçã]