20.4 C
Rome
giovedì 23 Maggio 2024
20.4 C
Rome
giovedì 23 Maggio 2024
HomemalapoliziaCop21: la violenza della polizia francese e il fascismo “democratico”

Cop21: la violenza della polizia francese e il fascismo “democratico”

Dopo la testimonianza dell’attivista italiana Stop-Ttip presente a Place de la République, ecco un video da Parigi dove la polizia fa riflettere sullo “stato d’emergenza” imposto dal presidente Hollande

di Giampaolo Martinotti

 


Le immagini parlano da sole. In Francia i cittadini che manifestano per il clima e contro lo “stato d’emergenza” vengono scambiati per terroristi e trattati come pericolosi sovversivi. Le violenze ingiustificabili di domenica 29 da parte della CRS (Compagnies Républicaines de Sécurité) sono un fatto gravissimo che nel 2015 catapultano di fatto un paese membro dell’Unione europea fuori dallo stato di diritto e dentro lo stato di polizia.

Quando François Hollande, “le Président normale de la République”, parla di “sacralità violata” e del ricordo delle vittime “infangato”, mostra inconsapevolmente il degrado intellettuale del quale la politica transalpina è afflitta. I sei deputati che giovedì 19 novembre non hanno votato in favore delle “mesures de restriction des libertés” all’Assemblée nationale rappresentano il livello di considerazione attribuita al popolo dai suoi governanti, mentre la sinistra parlamentare francese vive un periodo di confusione sconcertante. Le misure speciali previste dallo stato d’emergenza, benché applicate in maniera temporanea, appartengono a tutti gli effeti a quel retaggio fascista che oggi rende impalpabile la linea di demarcazione che distingue un sistema democratico da un regime autoritario.

In un contesto nel quale i terroristi tentano con violenza di ridurre le libertà democratiche alle quali sono ostili per natura, il governo francese effettua una pericolosa svolta a destra, imponendo proprio la soppressione delle libertà pubbliche, mettendo da parte i diritti umani e paventando una riforma costituzionale che gli garantirebbe maggiori poteri. Se la risposta alle minacce del terrorismo globale passa per la repressione aggressiva del dissenso popolare è plausibile pensare che il processo di erosione della democrazia, in atto già da tempo, sarà molto difficile da contenere.

In questo senso, la guerra ai migranti e le sciagurate operazioni militari in Medio Oriente fanno parte delle logice di globalizzazione dell’odio e del profitto che giorno dopo giorno spingono la società europea verso il baratro del fascismo “democratico”.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento, prego!
Inserisci il tuo nome qui, prego

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi articoli

L’esercito francese addestra i neonazisti ucraini

Un'inchiesta rivela che gli eredi del famigerato Reggimento Azov si allenano in Francia [Sébastien Bourdon]

Sollievo temporaneo per Assange

Nessuna garanzia Usa di giusto processo: la Corte Suprema britannica concede ad Assange il ricorso contro la sua imminente estradizione [Tariq Alì]

Prima di leggere l’ultimo, postumo, di Garcia Marquez

La recensione di The Nation dell'ultima opera di narrativa di Gabriel García Márquez [Nicolás Medina Mora]

7 ottobre: il giornalismo come arma contro la distorsione e l’oblio

La stampa e le commissioni d'inchiesta hanno cercato di ricostruire gli eventi, lontano da fake news e propaganda [Rachida El Azzouzi]

Beccaria: tortura, razzismo sistemico, sovraffollamento

Mai così tanti minori in carcere da decenni. Il punto di Antigone sugli IPM. Il nodo della giustizia riparativa