13.3 C
Rome
giovedì 28 Gennaio 2021
13.3 C
Rome
giovedì 28 Gennaio 2021
Home in fondo a sinistra Sinistra, l'unità possibile. Dalle lotte e con forma di rete

Sinistra, l’unità possibile. Dalle lotte e con forma di rete

Un’assemblea nazionale, scaturita da un appello, ha coinvolto soggetti politici e sociali anticapitalisti e antiliberisti per un’inedita prospettiva di unità della sinistra: radicale e dal basso

di Daniele Maffione

scioperanti-del-settore-edile-Parigi-Bois-de-Vincenne-1936

Uniamo le forze, cacciamo Renzi, costruiamo l’alternativa “Unità e radicalità. Ieri, a Roma, è nata la Rete nazionale antiliberista e anticapitalista, che ha rivolto un appello a tutti i resistenti del Paese: uniamo le forze, discutiamo le idee, diamoci una nuova prospettiva rivoluzionaria.

L’assemblea è stata convocata da un appello promosso da esponenti di Altra Europa, Rifondazione Comunista, Sinistra anticapitalista, Il Sindacato è un’altra cosa – sinistra CGIL, Coordinamento precari della Scuola e sottoscritto da numerose centinaia di militanti e attivisti. C’è l’esigenza di costruire un punto di vista comunista e rivoluzionario nella crisi, per rompere la “fortezza Europa”, sconfiggere le politiche di austerità e la pericolosa ascesa di populismi reazionari e xenofobi. Questo, portando avanti una nuova idea di internazionalismo proletario e di superamento del capitalismo.

La riunione, è stata molto partecipata. La discussione è stata viva e accesa, ma ispirata da una sincera volontà unitaria. Questo grazie al contributo di attivisti provenienti da diverse esperienze politiche, sindacali, associative, che hanno deciso di non arrendersi allo stato di cose presenti. La priorità stabilita non è soltanto quella di “unire le lotte”, bensì di dargli una prospettiva politica per il superamento del capitalismo. Per cominciare a farlo, bisogna costruire conflitto di classe alle politiche neoliberiste, cacciare Renzi, difendere la Costituzione, ricostruire forme di partecipazione alla politica e democrazia diretta nei luoghi di lavoro e nella società. Per riuscirci, bisogna respingere quel modello fallimentare e politicista di “unità a tavolino”, che produce solo nuove divisioni e non fa altro che arretrare la costruzione di un blocco sociale alternativo a quello dominante.

Sono state individuate delle campagne di mobilitazione di massa, attorno a cui si andrà a strutturare la costruzione dei comitati locali: – Lotta alla guerra, costruendo un “fronte interno” fatto di momenti di sensibilizzazione di massa, tentativi di boicottaggio delle industrie militari, battaglia per chiedere l’uscita dalla NATO e l’investimento nelle spese sociali; – Diritto allo sciopero, invitando alla mobilitazione ed all’unità dei lavoratori, siano essi iscritti o no a sindacati confederali e di base, ridando voce al conflitto capitale-lavoro con lo specifico tentativo di coinvolgere anche i lavoratori immigrati; – Difesa del territorio e dei beni comuni, quali la scuola pubblica, la sanità, i trasporti, l’ambiente; Inoltre, ciascun comitato locale individuerà campagne specifiche nel proprio contesto per dare gambe alla lotta contro le privatizzazioni e lo smembramento dello stato sociale. Insomma, siamo appena all’inizio. Ma c’è entusiasmo, voglia di aggregazione, combattività. Ed un messaggio chiaro e forte: la sinistra non ha bisogno di cartelli elettorali o di leader. Ma di idee, entusiasmo, organizzazione, intelligenza collettiva…”.

3 COMMENTI

  1. A quanto pare, vi siete (colpevolmente) dimenticati dell’Europa, dell’Unione Europea intendo, e cioè della gabbia “austeritaria” costituita dai trattati intergovernativi, in particolare dal Fiscal Compact e dal MES, e dell’euro.
    In questi termini la vostra proposta è assolutamente “provinciale”(nazional/ista) ed evasiva. Come si fa ad attaccare la NATO senza mettere in discussione l’UE?

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento, prego!
Inserisci il tuo nome qui, prego

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi articoli

Ursula e Confindustria dietro la telenovela dei “responsabili”

Crisi di governo, i responsabili ci sono ma non bastano. La paura di elezioni anticipate paralizza la possibilità di mobilitazioni sociali

La Società della Cura lancia un Recovery Planet

Col Recovery Plan l'Unione europea tenta di riproporre la gabbia liberista. La Società della Cura prova a forzare quella gabbia

Conte sale al Colle con le dimissioni in tasca

La scelta delle dimissioni non ferma la caccia ai 'responsabili’. Anzi, offre a Conte tempi supplementari per l'ipotesi di coalizione Ursula

Marasma, il serial killer nei manicomi

Bambini e le donne segregate ingiustamente nei manicomi prima della legge 180. Un documentario e un seminario su Zoom

Regolamento di conti al Campidoglio: Raggi fa fuori il suo vice

Roma, la sindaca Raggi dimissiona Luca Bergamo, assessore alla Cultura. L'Arci: «Si sancisce il più tetro inverno della progettazione culturale»