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Lgbt, chi ama i diritti scende in piazza

Movimento lgbt in piazza a Roma per i diritti di tutti. Lo stralcio delle adozioni dal ddl Cirinnà è discriminazione. Piena uguaglianza e stop all’omofobia, alla misoginia, al sessismo

di Giampaolo Martinotti

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Domani, sabato 5 marzo, il movimento lgbt, supportato da Legambiente, Rete della Conoscenza, Cgil, Amnesty, Sinistra Anticapitalista e tantissime altre realtà associative, sociali e politiche, dà appuntamento a tutte e tutti in piazza del Popolo alle ore 15 perché “chi ama i diritti li vuole per tutti”. Un altro importante appuntamento nazionale a seguito della grande mobilitazione del 23 gennaio scorso, che aveva chiesto al governo Renzi, e al parlamento, di “guardare in faccia la realtà, di legiferare al più presto per fare in modo che non ci siano più discriminazioni e di approvare leggi che riconoscano la piena dignità e i pieni diritti alle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali, cittadini e cittadine di questo Paese”.

Dopo settimane di giravolte e discussioni inutili, con i cittadini costretti ad assistere al solito spettacolo rivoltante, per l’ennesima volta le libertà individuali sono state sacrificate al cospetto delle misere pressioni omofobe delle lobby familistico-ecclesiastiche. Lontano dall’essere un cambiamento radicale, il ddl Cirinnà, nella sua integrità, racchiudeva le potenzialità per rappresentare un passo in avanti decisivo verso l’estensione dei diritti civili a tutte e tutti. Il grave stralcio in materia di adozioni e l’approvazione del decreto al Senato attraverso il tetro meccanismo della fiducia, fanno degli italiani cittadini europei di “serie B”, relegandoli nel purgatorio della discriminazione burocratica, vittime di disuguaglianze alimentate da quei partiti istituzionali in balia di una minoranza fondamentalista e reazionaria della società.

Il processo avviato a novembre dalla collaborazione di circa un centinaio tra associazioni e movimenti del mondo laico e della comunità lgbti ha ottenuto risultati molto importanti e, al di là delle delusioni, è necessario spingere la Camera alla rapida approvazione della legge per salvaguardare le tutele fin qui riconosciute. In questo senso è essenziale sottolineare come la manifestazione di domani non sia un punto di arrivo ma, al contrario, rappresenti una tappa fondamentale nel cammino di lotta comune contro ogni tipo di discriminazione, verso una piena uguaglianza universale che tuteli i diritti dei figli, e dei bambini, di tutte le famiglie a prescindere dagli orientamenti sessuali o dal genere.

Lo slogan lanciato dagli organizzatori, “Ora diritti alla meta! Chi ama i diritti li vuole per tutti”, è un invito a scendere in piazza rivolto a tutta la società civile italiana, che non può più permettersi di rinunciare ai diritti, all’eguaglianza e alla laicità, autentico patrimonio di chi ama la libertà e combatte l’assurdità e la violenza dell’omofobia, della misoginia e del sessismo.

Anche Eleonora Forenza, eurodeputata de L’Altra Europa con Tsipras – gruppo GUE/NGL, parteciperà alla manifestazione in piazza del Popolo: «Serve la più larga mobilitazione possibile per chiedere, nonostante il ddl Cirinnà, pieni diritti per tutte le famiglie, per tutte le coppie, per le persone single, per tutte le persone. E’ vergognoso che il governo abbia varato un provvedimento che non tutela i bambini e che ancora una volta discrimina le persone in base all’orientamento sessuale. L’Italia ha il triste primato della maglia nera in Europa per quanto riguarda i diritti civili: per questo dobbiamo continuare a lottare per l’autodeterminazione delle persone e per la laicità dello Stato, dentro e fuori dalle istituzioni. Il mio sostegno alle associazioni e alla comunità LGBTQI in questa sacrosanta campagna per il matrimonio egualitario, per dire che chi ama i diritti li vuole per tutte/i».

1 COMMENTO

  1. Chi reclama diritti solo per se, ha più bisogno di sentire il suono del bastone, che di mangiare con fare innocente la carota…

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