La preistoria spacciata come novità. Perché siamo senza quorum

La preistoria spacciata come novità. Perché siamo senza quorum

Sul mancato quorum: prendiamo atto della forza di penetrazione culturale e sociale costruita dal potere economico e criminale che stabilisce e governa le principali scelte di politica energetica

di Giuseppe De Marzo

Matteo-Renzi-che-rappa-come-Fabri-Fibra

Sul referendum: meglio sarebbe prendere atto della forza di penetrazione culturale e sociale costruita dal potere economico/finanziario/mafioso che stabilisce e governa le principali scelte di politica economica, sociale, industriale ed energetica del nostro paese: ci aiuterebbe a fare un’analisi più sincera ed a costruire percorsi più solidi e meno eterei.

Il fatto che non ci sia stata un’insurrezione popolare come risposta all’arroganza del governo, al suo incedere classista, al suo analfabetismo costituzionale, danno la misura di quanto marginali, oltre che minoritarie nel paese, siano oggi le nostre proposte.

Essere riusciti dal governo a diffondere menzogne a piene mani sul referendum senza incappare nella reazione indignata della cittadinanza, mentre esplodeva lo scandalo Guidi che certifica la gravità e criminalità delle convergenze in atto tra affari, politica e devastazioni ambientali e sociali, a totale detrimento dell’interesse generale e del bene comune, è la cifra esatta dell’attuale concezione di governo, governabilità e cittadinanza.

Essere riusciti a spacciare la preistoria come novità, facendo finta persino di preoccuparsi del lavoro, mentre si legifera per degradarlo retrocedendolo a variabile dipendente dagli umori del mercato, avviene quando la costruzione dell’immaginario viene demandata a media e grandi multinazionali.

Un quadro apparentemente immutabile e senza alternative, se rispondiamo nello stesso schema e continuiamo a coltivare gli stessi percorsi, con le stesse analisi. Abbiamo a disposizione nuovi punti di vista da poter mettere in campo e nuove pratiche da sostenere per trasformare la sofferenza e le ingiustizie ambientali e sociali, in partecipazione ed azione collettiva capaci di scuotere le coscienze e innescare percorsi di cambiamento.

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2 Commenti

  1. Saverio

    Premesso che sono andato a votare (ma ho votato comunque no perché reputo mio diritto anche non votare secondo le vostre indicazioni senza per ciò dover essere considerato insensibile o ignorante…), il sermone, non oso chiamarlo articolo, che ho appena letto mi pare impostato male. Renzi è quello che è, d’accordo. Ma davvero volevate affossarlo con un no alle trivelle che non era neppure tale? E siamo sicuri che i presidenti delle nostre Regioni, i “magnifici otto”, siano legittimati a preoccuparsi dell’ambiente? In tutto questo bailamme non ho avuto il piacere di ascoltare degli esperti, a meno che non vogliamo considerare tali gli invasati di un certo vecchio verbo “verde”, più nel senso della politica che in quello dell’ideologia… Voglio sperare che sappiate far di meglio per fermare Renzi quando arriverà il vero referendum, quello sulle riforme costituzionali. Soprattutto, che lasciate parlare i costituzionalisti…

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