Roma, l’Ecomuseo del Casilino al Salone della PA

Roma, l’Ecomuseo del Casilino al Salone della PA

Molta attenzione al Salone della Pubblica Amministrazione per l’Ecomuseo Casilino Ad Duas Lauros, un progetto dal basso che spinge la PA a trovare nuovi strumenti operativi per la tutela del territorio

di Concetta Di Lunardo

Al Forum PA 2016 di Roma l’obiettivo di fondo è anche capire cosa può fare la “sharing economy” per i territori, un universo collaborativo in piena esplosione per ottimizzare l’uso delle risorse. Molta attenzione per l’Ecomuseo Casilino Ad Duas Lauros, un progetto dal basso che spinge la PA ad innovare e trovare nuovi strumenti operativi per la tutela del territorio. Alessio Sidoti: “ci aspettiamo che il Comune di Roma e la Regione Lazio procedano rapidamente per rendere possibile l’istituzione dell’Ecomuseo e che il Municipio V dia seguito alle linee di indirizzo sottoscrivendo il protocollo d’intesa per la sua progettazione esecutiva

L’universo della “sharing economy” è in piena esplosione, tema privilegiato del Forum PA 2016, la manifestazione della pubblica amministrazione in corso fino a giovedì 26 al Palazzo dei Congressi a Roma. La giornata del 25 maggio è dedicata alla rivoluzione in atto sui territori e alla presentazione di progetti innovativi che spaziano dall’istituzione dell’Ecomuseo Casilino – un’esperienza di progettazione partecipata di valorizzazione dell’area del Comprensorio Casilino – all’energia di comunità, alle leggendarie “tagesmutter” trentine che esportato in tutta Italia il modello della “mamma di giorno” per ovviare a carenti servizi all’infanzia, agli spazi di co-working e alle piattaforme collaborative con impatto sociale. Nuove opportunità e sfide aprono i tavoli di confronto con l’onorevole Veronica Tentori, prima firmataria della proposta di legge sulla sharing economy, Marco Pierani, AltroConsumo ed esponenti della PA locale.

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L’obiettivo di fondo è capire cosa può fare la sharing economy per i territori e cosa la PA può fare per la sharing economy, certamente l’economia collaborativa “made in Italy” rappresenta una nuova via per ottimizzare l’uso di risorse scarse, risolvere problemi creando coesione sociale e sviluppo locale. In attesa delle Linee Guida europee, la proposta di legge apre punti di discussione importanti:dal ruolo delle PA locali, alla policy di autoregolamentazione al ruolo dell’Antitrust, dalla fiscalità alla responsabilità dei consumatori.

Ad aprire i lavori Gianni Dominici direttore generale del FORUM PA –l’azienda che da quattro anni organizza la manifestazione assieme a BolognaFiere – che ha ribadito realisticamente quanto l’economia della condivisione sia incompatibile con la prassi, di gran lunga dominante della PA burocratica e verticale, centrata su un approccio monopolistico per quanto riguarda l’erogazione dei servizi pubblici: “ ragioniamo sui processi in corso e in prospettiva: sempre più spesso vediamo il cittadino portatore di soluzioni e competenze che vogliano condividere valorizzare nell’ottica di favorire la comparsa di nuove soluzioni. Le nostre città stanno cambiando – qualcuna più velocemente, altre, come Roma, a passo incredibilmente lento – grazie alla comparsa di nuovi attori che offrono servizi complementari o alternativi a quelli pubblici. Con il carsharing, il bikesharing, lo scootersharing, il ridesharing, sono solo degli esempi virtuosi, la mobilità si sta trasformando. E l’offerta sarà ancor più conveniente e completa quando, anche in questi settori, saranno rimossi gli ostacoli per le condivisioni “peer to peer”, tra pari”.

“Sharing economy” è la traduzione letterale di Economia della condivisione, un’economia collaborativa nata come fenomeno di nicchia per svilupparsi rapidamente e diffondersi in moltissimi settori, complici la crisi economica e una crescente sensibilità nei confronti dei temi sul rispetto dell’ambiente e della sostenibilità.

In realtà il termine ancora non è stato declinato in un’accezione univoca, forse perchè il fenomeno è abbastanza recente attraversa concettualmente una varietà di significati intercambiabili – “peer economy”, “economia collaborativa”, da “economia on-demand” a “gig economy” a “consumo collaborativo”. – indicano accezioni, realtà e settori di riferimentotrasversali molto diversi tra di loro.

Al forum tematico dedicato al tema: “Sharing City, dalla visione alle realtà. Esperienze e soggetti dell’economia collaborativa a confronto sulla proposta di legge”  è presente l’Associazione per l’Ecomuseo Casilino Ad Duas Lauros, rappresentata da Alessio Sidoti che ha spiegato il senso dell’omonimo progetto finalizzato alla “tutela, valorizzazione e sviluppo dell’area del Comprensorio Casilino, un progetto partecipativo che conferma ancora una volta che è dalle ‘periferie’ che arriva l’innovazione sociale. Un progetto di comunità, costruito dal basso, con tenacia, che nonostante sia stato appoggiato dai politici locali, ancora sta aspettando dalle istituzioni un assetto definitivo. Nonostante ciò l’altissimo valore dei nostri territori è stato riconosciuto a livello internazionale.

progetto ecomuseoIl nostro paper sull’Ecomuseo Casilino ad Duas Lauros è stato ufficialmente accettato da una giuria internazionale come contributo al Forum Internazionale sugli ecomusei e i musei di comunità. Un segnale e un monito – incalza Alessio Sidoti – che questo territorio è uno spazio prezioso che non ammette null’altro che la sua valorizzazione. Ora più che mai nessuna speculazione può essere prevista sul Comprensorio Casilino Ad Duas Lauros. Siamo una pratica dal basso che innova e spinge la pubblica amministrazione ad innovare, a trovare nuovi strumenti operativi per la valorizzazione e la tutela del territorio. L’associazione e tutta la cittadinanza attiva si aspetta che il Comune di Roma e la Regione Lazio procedano rapidamente a rendere possibile l’istituzione dell’Ecomuseo Casilino Ad Duas Lauros e che il Municipio V Roma dia seguito alle sue linee di indirizzo sottoscrivendo il protocollo d’intesa per la sua progettazione esecutiva”. Emerge che a conclusione dei lavori la PA ha sicuramente davanti a sé la sfida di valorizzare queste risorse, acquisendo gli strumenti e le competenze per governare la rete dei diversi attori nell’ottica di favorire la comparsa di nuove soluzioni. Certamente la nuova frontiera dell’economia, ovvero la “sharing economy”, sta ampliando la sua offerta anche nel nostro paese stabilendo una nuova e moderna soluzione economica che rivoluziona la rigida prassi della PA, soprattutto parte dal basso e si realizza con la partecipazione attiva, con nuovi nuovi modelli di amministrazione che considerano i cittadini, protagonisti attivi del cambiamento.

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