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Abruzzo, Renzi deporta insegnanti, la triplice divide il fronte di lotta

Abruzzo, sfiora la metà del totale il numero di insegnanti spediti al Nord dall’algoritmo renziano.   I confederali impediscono ai Cobas di partecipare ad un incontro all’Ufficio Scolastico Provinciale di Chieti

di Alessio Di Florio

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L’algoritmo della “Buona Scuola” (http://www.popoffquotidiano.it/2016/08/05/scuola-algoritmo-canaglia-e-ministero-cialtrone-docenti-contro-la-deportazione/ ) renziana in tutta Italia sta gettando nella disperazione e nello sconforto migliaia di insegnanti, il cui destino viene in queste settimane stravolto da un freddo calcolatore. Migliaia di persone che sono costrette ad allontanarsi dalle famiglie, dagli affetti, che vengono considerati alla stregua di pacchi postali. L’Abruzzo non è da meno. Secondo stime sindacali addirittura il 42% dei docenti interessati dalle operazioni di mobilità è stata destinata fuori regione, “un esodo non giustificabile” dovuto secondo i sindacati ad “un errore proprio nel programma utilizzato, che non ha previsto tutte le sfumature del contratto della scuola”. Nei giorni scorsi la protesta è culminata in un sit in a Pescara mentre si stanno avviando ricorsi a raffica contro gli errori riscontrati nell’attribuzione delle sedi dai rappresentanti del mondo della scuola.

Sinistra Anticapitalista Abruzzo, dopo aver sottolineato che la “deportazione” sta coinvolgendo migliaia di insegnanti in tutta Italia “tranne una, che casualmente è stata assegnata vicino casa e che, sempre casualmente, risponde al nome di Agnese Landini coniugata Renzi”, attacca “un governo che continua a sostenere e regalare soldi alle banche ed espressione di una classe politica con esponenti vicini a veri e propri comitati d’affari (basti pensare a “Mafia Capitale” e all’inchiesta sul petrolio lucano per esempio)” accusato di trattare “gli insegnanti come pacchi, senza minimamente considerare affetti, famiglie (anche con figli piccoli), difficoltà economiche, legame coi territori”.

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Secondo i militanti abruzzesi contro la “Cattiva Scuola” (come è stata sarcasticamente ribattezzata la riforma della “Buona Scuola” dai suoi oppositori) è “importantissimo avere una lotta senza indugi, forte e determinata”. Per questo criticano il comportamento tenuto nei giorni scorsi dai sindacati confederali in un incontro tenutosi all’Ufficio Scolastico Provinciale di Chieti, al quale hanno impedito ai Cobas Scuola (ai quali Sinistra Anticapitalista Abruzzo ha espresso solidarietà unendosi “alla loro protesta per quanto accaduto”) di partecipare. L’incontro, hanno reso noto in un comunicato i Cobas, si è tenuto il 18 Agosto e la convocazione aveva ad oggetto “l’informativa sull’Organico di Fatto 2016/17 relativo al personale docente e ata”. Il funzionario dell’USP è stato costretto ad escluderli dall’incontro “a causa delle rimostranze delle Organizzazione Sindacali confederali e autonome”, motivate dal non essere i Cobas firmatari del contratto. Davanti a tale comportamento i rappresentanti del sindacato di base hanno sottolineato che  tutti i sindacati, indipendentemente dalla sottoscrizione del contratto (la cui ultima firma è di 7 anni e quindi necessiterebbe di nuova contrattazione …), hanno diritto di ricevere l’informativa al centro della convocazione dell’USP Chieti. Quella dei “sindacati confederali presenti” all’incontro è stata, secondo loro, una “ignobile pretesa, come nella migliore delle società che discrimina le minoranze” nelle quali “a parole ciarlano di democrazia e partecipazione” mentre “nei fatti praticano il diritto esclusivo di rappresentatività, inteso come un diritto monopolistico tipico delle società autoritarie” come la “Turchia di Erdogan”.

 

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