21 C
Rome
martedì 4 Ottobre 2022
21 C
Rome
martedì 4 Ottobre 2022
FILLEA CGIL: una storia lunga 136 anni, vai alla landing page
HomemondiUnhcr: in mare muore un naufrago su sette

Unhcr: in mare muore un naufrago su sette

Migranti, in mare muore una persona su 7. Unhcr: “Ong tornino a fare salvataggi”

ROMA – Se prima perdeva la vita in mare 1 persona ogni 38, ora il numero ha subito un aumento “drammatico ed eccezionale”: siamo passati, infatti a 1 vittima ogni 7. L’allarme è stato lanciato oggi dall’Unhcr in una conferenza organizzata alla Stampa estera di Roma. L’aumento è stato registrato nei primi 6 mesi del 2018 e se comparato a due anni il dato è quintuplicato. L’Alto commissariato Onu chiede quindi agli Stati europei di rafforzare il soccorso in mare e torna a chiedere la presenza delle navi delle ong nel Mediterraneo.

“In questo momento la capacità di ricerca e soccorso è notevolmente ridotta – sottolinea Carlotta Sami, portavoce di Unhcr Italia – noi siamo presenti in Libia per motivi umanitari ma non possiamo considerare la Libia un porto sicuro. Per questo rivolgiamo un appello anche alle organizzazioni non governative affinché facciano i salvataggi”. Sulla stessa scia anche Roberto Mignone, rappresentante dell’Alto Commissariato Onu per i rifugiati a Tripoli. “Il ruolo delle ong è fondamentale per salvare vite in mare – afferma – la Guardia costiera libica da sola non ce la può fare”. Mignone ha sottolineato l’importanza di mantenere “la presenza di attori in grado di soccorrere oltre le acque costiere”. E ha puntualizzato che una volta riportati indietro in Libia “i migranti finiscono tutti nei centri di detenzione, che con l’aumento degli sbarchi rischiano di essere sempre più affollati e invivibili”.

Nel periodo compreso tra gennaio e aprile di quest’anno, Unhcr le ong hanno effettuato circa il 40 per cento delle operazioni di soccorso per coloro che sono sbarcati in Italia – comprese le persone prima salvate da imbarcazioni militari e commerciali e successivamente trasferite su navi delle ong. “Con l’avvicinarsi della stagione di punta delle traversate, salvare vite umane deve diventare la priorità principale. Qualsiasi riduzione delle capacità di ricerca e soccorso porterà quasi sicuramente a ulteriori inutili perdite di vite umane, poiché trafficanti senza scrupoli continuano ad organizzare traversate su imbarcazioni fatiscenti e non adatte alla navigazione in mare – aggiunge -.Qualsiasi imbarcazione in grado di partecipare alle operazioni di ricerca e soccorso dovrebbe essere autorizzata a salvare chi si trova in difficoltà e successivamente ad attraccare nel più vicino porto di sbarco attrezzato e sicuro. Se alle imbarcazioni viene negato il permesso di sbarcare, i comandanti delle navi potrebbero ritardare la risposta alle chiamate di soccorso considerando che potrebbero rimanere bloccati in mare per giorni e giorni”.

© Copyright Redattore Sociale

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento, prego!
Inserisci il tuo nome qui, prego

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Ultimi articoli

Il secondo turno sociale

L'assemblea nazionale delle convergenze, primo confronto tra i movimenti dopo la vittoria delle destre

E’ così che il “no al fascismo” è diventato impercettibile

L'estrema destra fa parte del panorama da decenni. Le responsabilità del "centro-sinistra" in questa banalizzazione [Ellen Salvi]

“Noi non paghiamo” contro il trucco delle bollette mensili

Il movimento contro l'aumento delle tariffe smonta la decisione di Arera sulla mensilizzazione delle bollette

La danza è la prosecuzione della politica. Con altri fini

A Genova riprende con Steve Reich, Resistere e creare, la rassegna di danza contemporanea Ripartiamo dal corpo. Soggetto (politico): prima ...

Massa: l’alberghiero a indirizzo oscurantista

Regolamento choc per studenti e insegnanti in una scuola di Massa, tra errori educativi e diritti negati