Il volontariato fa acqua ma anche aria, legalità, arte, e biodiversità

Il volontariato fa acqua ma anche aria, legalità, arte, e biodiversità

Volontari x natura, progetto di Legambiente per diffondere la cultura del volontariato ambientale. Incontro con una volontaria che sta monitorando l’aria

Non tira una buona aria nelle nostre città, lo sappiamo da tempo e anche i nostri fiumi e i nostri mari non se la passano meglio; per non parlare delle nostre montagne spesso usate come discariche abusive, oppure, ancora l’accessibilità e l’esposizione ai rischi naturali dei nostri beni culturali. 

Si occupa proprio di questo il nuovo progetto di Legambiente “volontari x natura” che lanciato in questi giorni in tutta Italia vuole avvicinare le giovani generazioni all’ambiente attraverso un progetto di monitoraggio scientifico partecipato.  Acqua, aria, legalità, arte, e biodiversità sono i campi d’azione in cui dovranno cimentarsi i volontari x natura; un progetto che si rivolge principalmente a under 36 e al mondo della scuola.

 “E’ un progetto molto ambizioso di citizen science che coinvolge in modo attivo ragazze e ragazzi delle scuole e delle università in azioni di monitoraggio e tutela ambientale – spiega Giorgio Zampetti, direttore nazionale di Legambiente -. L’idea da cui nasce “volontari x natura” è semplice:  il volontariato ambientale può dare un contributo molto importante alla conoscenza del territorio, con campagne di raccolta dati e azioni di sensibilizzazione, come dimostrano le tante esperienze che Legambiente ha già messo in campo in questi anni”. 

In attesa che il progetto entri nel vivo, c’è chi è già in viaggio per misurare la qualità dell’aria. E’ l’ingegnere ambientale Elisa Scocchera, che dopo Palermo, Napoli, Rimini, Civitanova Marche, Bari e Pescara arriva a Genova dove la redazione di popoffquotidiano la incontra per farsi raccontare meglio in cosa consiste il suo lavoro. “Utilizzo un sensore che riesce a contare e dividere per classi dimensionali le particelle che entrano con il flusso di aria che viene aspirata con una pompetta che sta all’interno” – racconta Elisa. – “In ogni città monitoro tra i 5 e gli 8 punti in luoghi particolarmente congestionati dal traffico. Le particelle rilevate sono le polveri sottili Pm10, Pm2,5 e Pm1. A fine giornata faccio un primo resoconto e poi mando tutti i dati all’ufficio scientifico di Legambiente”. Restano da monitorare ancora le polveri sottili di Arezzo, Padova, Torino Milano, Udine, Terni e Cosenza, «un lavoro impegnativo che sta mettendo alla prova i miei polmoni», aggiunge Elisa mentre evidenzia come sia incredibile come tutte le città siano congestionate, praticamente a qualunque ora del giorno, da un traffico costante e come all’interno di ogni macchina, per lo più, ci sia una sola persona! «Bisognerebbe migliorare il servizio pubblico, almeno». 

Meno impegnativo, ma non per questo meno importante è il lavoro che Legambiente chiede di fare ai “volontari x natura” che vorranno cimentarsi  in quella che l’associazione definisce il “più grande progetto di monitoraggio scientifico partecipato.”

Ci racconta come funziona Santo Grammatico, presidente ligure dell’associazione ambientalista: «Ognuno sceglie il campo di attività che preferisce, collegandosi a volontaripernatura.it. Chi vive in città può effettuare il monitoraggio “SOS aria”, mappando i luoghi sensibili, scuole, ospedali, mercati, esposti a una cattiva qualità dell’aria, oppure partecipando a “Smog” appendendo le federe alle finestre in strade molto trafficate, oppure censire con “Traffico” i percorsi più intasati che richiedono interventi urgenti di mobilità alternativa, o misurare le concentrazioni di polveri sottili e altri inquinanti nei punti critici della città con “Hot spot”. Il campo legalità prevede l’impiego di una semplice app (Gaiaobserver), scaricabile dal sito, per segnalare con foto e georeferenziazione, discariche abusive e casi di maltrattamento di animali. I monitoraggi nel campo dell’arte puntano invece a verificare l’accessibilità e l’esposizione ai rischi naturali dei beni culturali; mentre quelli dell’acqua riguardano la segnalazione di scarichi sospetti, il censimento del beach litter, ossia i rifiuti sulle spiagge e l’analisi delle acque dei fiumi».

I dati raccolti nelle cinque aree di monitoraggio saranno sintetizzati in dossier informativi finali, utili per analizzare le criticità ambientali rilevate e definire indicazioni operative per affrontarle e risolverle. Nel 2019 sono previsti 30 Summer camps che coinvolgeranno circa 450 volontari, organizzati in tutte le regioni. 

Qui tutte le info per diventare volontari x natura.

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